venerdì 8 settembre 2023

Parole ingannatrici (poesia)

 

 

Lascio parole alle mie spalle

Sempre amiche ma mai sincere.

Ho costruito me stesso con quelle poche che mi sono entrate.

Tutte le altre sono state sirene ammaliatrici 

per un futuro sempre spostato in avanti.

 

Ora non ingannano più.

È tempo del riposo.

È tempo di sistemarle tra i ricordi e risentirle profumate di ingenuità.

 

Spenderò ancora parole ma nel silenzio dell'anima 

dove sarò certo che nessuno le ascolti.

 

giovedì 7 settembre 2023

ETT e logica del non-senso strutturato.


 

LUIGI: L’amicizia è un valore di cui si discute troppo ma non si coglie la reale ricaduta sulla vita pratica; si filosofeggia, si tengono sermoni e si prodigano consigli e dopo non c’è altro. La vita continua tra egoismi e necessità.  Si spera nel futuro senza scadenze per rinverdire il concetto di amicizia e intanto, prende peso la famosa frase “Chi trova un amico, trova un tesoro”.


ETT: Credo che tu voglia parlarmi di qualcosa che ha toccato la tua sensibilità.

LUIGI: Hai indovinato!

ETT: Beh, sfogati.  Ti ascolterò silenziosamente.

LUIGI: Per noi umani l’amicizia è come un miraggio. Tutti ne parlano, tutti dicono che è possibile afferrarla e contemporaneamente nei loro discorsi ci sono dei “ma” e abbondano frasi ipotetiche. Non sarebbe meglio tacere e osservare un cane che cammina accanto al suo padrone per capire quello che è impossibile trovare tra gli umani?
Ho sempre desiderato avere un amico con la “A” maiuscola. Nello stesso tempo ho pensato che questo mio desiderio debba essere molto comune.  Allora, perché i veri amici sono introvabili? 
La mia immaginazione mi ha fornito una possibile risposta. 
E’ probabile che tutti cerchiamo la stessa cosa con uno strumento diverso e con una tempistica dissimile.
Prova a ricostruire una scena dove milioni di persone si muovono disordinatamente, tenendo tra le due dita della mano sinistra un ago e tra le dita della mano destra un filo. 
Ognuna di loro cerca di infilare il proprio filo nella cruna dell’ago di un altro e contemporaneamente cerca di tener fermo il proprio ago così da permettere all’altro di infilare il suo filo.

ETT: Una situazione buffa.

LUIGI: Esattamente, così!  Noi umani siamo buffi. Ci creiamo aspettative che hanno poca probabilità di concretizzarsi. Sarebbe come attendersi che un fiume smetta di scorrere verso il mare soltanto perché vogliamo che esso si comporti come desideriamo. 
Oppure, sperare che la pietra si fermi dopo averla lanciata, soltanto perché abbiamo cambiato idea.   

ETT: Situazioni decisamente inverosimili.

LUIGI: Noi umani siamo così! Il fatto più comico discende dalle reazioni che manifestiamo.

ETT: Cioè?

LUIGI: Delusione, recriminazione e sofferenza! Tu potresti considerarci irrazionali.

ETT: Non ti preoccupare del mio giudizio. 

Ormai le vostre stranezze le considero parte del vostro essere e quindi rientranti nella logica del non-senso strutturato. 
 

mercoledì 6 settembre 2023

Dimenticare il respiro (poesia)


Respiro quell’attimo che mi attraversa.

Ogni cellula,
muta,
scompare dal suo esistere.

Soltanto onde d’energia si muovono intorno alla mia consapevolezza.

Si dicono pensieri.

Agitano immagini
appese sui muri di un passato
e che ora sono ricordi.

Sono quadri in equilibrio instabile,
colorati con emozioni
sfumate dalle paure dell’età verde.

Nel vagar dei prati del sentimento
Indugio nell’essere romantico.

Dimentico il soffio che mi dà vita.
Sperimento l’eterno.

Lascio socchiusa la porta del mio del mio cuore.

In due l’universo non raddoppia.
 

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Analisi
La lirica propone un viaggio interiore di rara intensità filosofica ed esistenziale, sviluppato attraverso un ritmo meditativo che guida chi legge dal piano biologico fino a quello metafisico.

La dissoluzione della materia e il piano dell'energia

I primi versi introducono un'esperienza di trascendenza corporea:

Respiro quell’attimo che mi attraversa.
Ogni cellula,
muta,
scompare dal suo esistere.
Soltanto onde d’energia si muovono intorno alla mia consapevolezza.

L'atto fisiologico del respiro diventa la porta d'accesso a una dimensione ulteriore. La materia fisica (le cellule) sfuma, lasciando spazio a un'esistenza pura fatta di energia e presenza cosciente. È una sospensione del tempo materiale in favore di un'osservazione interiore limpida e distante dai condizionamenti corporei.

La memoria come galleria d'arte interiore

Nella parte centrale, il focus si sposta sulla natura della mente e del ricordo:

Si dicono pensieri.
Agitano immagini
appese sui muri di un passato
e che ora sono ricordi.
Sono quadri in equilibrio instabile,
colorati con emozioni
sfumate dalle paure dell’età verde.

L'uso della forma impersonale ("Si dicono pensieri") suggerisce come la mente produca idee in modo quasi autonomo. I ricordi vengono descritti attraverso un'efficace metafora pittorica: quadri appesi in equilibrio instabile, dipinti con le tinte delle prime angosce della giovinezza (l'età verde). La memoria non è un archivio rigido, ma un'esposizione d'arte dinamica e fragile, continuamente ridefinita dal tempo e dalla maturità.

L'esperienza dell'eterno e la disponibilità all'altro

Nella fase conclusiva, il verso si apre a una dimensione lirica e spirituale:

Nel vagar dei prati del sentimento
Indugio nell’essere romantico.
Dimentico il soffio che mi dà vita.
Sperimento l’eterno.
Lascio socchiusa la porta del mio del mio cuore.
In due l’universo non raddoppia.

Il poeta si concede la vaghezza del sentimento ("il vagar dei prati") e la propria natura romantica. Nell'attimo in cui la consapevolezza corporea sfuma ("Dimentico il soffio che mi dà vita"), la mente tocca la percezione dell'infinito.

La chiusa si distingue per una profonda intuizione esistenziale: la porta del cuore resta "socchiusa", pronta ad accogliere l'altro senza però cedere all'illusione di una fusione numerica. In due l'universo non raddoppia: l'incontro con l'altro non moltiplica quantitativamente la realtà, ma ne cambia la sostanza qualitativa, unendo due completezze senza annullarne le rispettive singolarità.

martedì 5 settembre 2023

Entra nel mio tempo (poesia)



Il mio tempo è nel cuore,
non trascorre,
trascende l'apparire.

Un gesto gentile scioglie il mio tempo,
e disperde l'anima dolce nell'universo.

Il mio tempo si riflette nella gioia di un tuo sorriso,

Il mio tempo piange per le memorie nascoste dall'egoismo.

Indugia nel mio tempo,
saremo amici.

Entra nel mio tempo
vedremo, insieme, con gli stessi occhi dell'amore.

Non sapremo del prima e del dopo,
poichè l'emozione abita nel presente.

Il mio tempo non finirà,
perchè non potrò accorgemene.


Commento

Questa è una lirica d'immensa delicatezza filosofica ed emotiva, incentrata su una delle intuizioni più profonde della poesia di ogni tempo: il tempo non è quello misurato dagli orologi, ma quello misurato dal cuore.

Analisi e Commento della Poesia

Il testo compie una vera e propria ridefinizione del concetto di Tempo, trasformandolo da entità fisica, rigida e lineare in uno spazio interiore e spirituale.

1. La natura del "Tempo del Cuore" (Strofa 1)

Il mio tempo è nel cuore,

non trascorre,

trascende l'apparire.

L’incipit stabilisce da subito la regola di questo mondo poetico: il tempo interiore è immutabile. Non si misura con lo scorrere delle lancette ("non trascorre") e non si cura delle apparenze superficiali ("trascende l'apparire"). È una dimensione essenziale, legata a ciò che siamo davvero, non a ciò che mostriamo.

2. La sensibilità e le relazioni (Strofe 2-4)

Un gesto gentile scioglie il mio tempo,

e disperde l'anima dolce nell'universo.

[...]

Il mio tempo piange per le memorie nascoste dall'egoismo.

Il "tempo del cuore" non è isolamento, ma apertura ed empatia:

  • Basta un "gesto gentile" per far dissolvere ogni rigidità, permettendo all'anima di espandersi nel cosmo.

  • Questo tempo vive di connessione con l'altro: trova la sua luce nel sorriso dell'amato/a, ma soffre e "piange" quando l'egoismo umano soffoca la memoria, la delicatezza e i ricordi preziosi.

3. L'invito e la fusione delle anime (Strofe 5-7)

Indugia nel mio tempo, saremo amici.

Entra nel mio tempo: vedremo, insieme, con gli stessi occhi dell'amore.

Non sapremo del prima e del dopo, poichè l'emozione abita nel presente.

Questa è la parte più intima e relazionale del testo. L'io lirico rivolge un invito graduale e dolcissimo all'altro:

  1. Indugiare (fermarsi, fare una pausa) è il primo passo per costruire un'amicizia autentica.

  2. Entrare completamente in questo tempo significa raggiungere una sintonia profonda, guardando il mondo con gli stessi occhi.

Con l'ingresso dell'Amore, le categorie temporali umane crollano: non esistono più un "prima" o un "dopo". Crolla la nostalgia del passato e l'ansia del futuro, perché l'emozione pura esiste solo in un eterno Presente.

4. Il paradosso finale dell'Immortalità (Strofa 8)

Il mio tempo non finirà,

perchè non potrò accorgemene.

La chiusa è un piccolo capolavoro di logica poetica ed esistenziale. Ricorda da vicino la celebre intuizione filosofica di Epicuro sulla morte ("quando ci siamo noi non c'è lei, quando c'è lei non ci siamo noi").

Il tempo del cuore supera la fine fisica dell'essere umano: finché c'è coscienza ed emozione, quel tempo esiste; quando la vita finisce, non essendoci più la consapevolezza della fine, la percezione dell'Eterno rimane intatta. È una vittoria poetica sulla mortalità.

🎨 Temi Chiave

  • L'Eterno Presente: L'idea che il valore di una vita non si calcoli in anni, ma nella profondità degli istanti vissuti intensamente.

  • La Gentilezza come Chiave di Svolta: Il potere di un gesto o di un sorriso nel modificare la percezione della realtà.

  • La Sospensione del Tempo nella Relazione: L'amore e l'amicizia profonda come unici strumenti in grado di annullare la solitudine e le barriere temporali.

In sintesi: Una poesia luminosa, serena e profondamente matura, che offre una cura e un rifugio contro la frenesia della vita moderna, ricordandoci che l'unica eternità a nostra disposizione è quella che riusciamo a custodire dentro di noi.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dei sentimenti 


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