giovedì 12 settembre 2013

È difficile volare (poesia)




Atteso al sentir dolce,
preme la nuvola bassa.

Chiude l'orizzonte.
Oscura la mente,
Curva il dorso.

Prono al giogo dell'accusar peso,
attendo la pioggia.

Oltre le nuvole c'è il sole,
lì, nell'immenso spazio senz'aria 
ci sono le mie risposte.

Intanto, coltivo emozioni
per andar lassù senza dover morire.

E' veramente duro sollevarsi 
se qualcosa ti impedisce di volare.

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Analisi
Questa poesia rappresenta un intenso viaggio interiore, segnato dal contrasto tra la pesantezza dell'esistenza terrena e la costante tensione dell'anima verso l'alto, verso una dimensione di chiarezza, libertà e risposte.

Di seguito un'analisi e un commento approfondito dei temi principali e della struttura lirica del testo:

1. La cappa dell'oppressione: la nuvola e il peso

L'incipit stabilisce immediatamente una tensione d'attesa ("Atteso al sentir dolce") che viene subito interrotta da una presenza opprimente: la "nuvola bassa". Questa immagine meteorologica si trasforma istantaneamente in una potente metafora psicologica ed esistenziale:

  • Il blocco orizzontale e mentale: La nuvola "chiude l'orizzonte" e "oscura la mente", privando l'individuo della visione del futuro e della chiarezza di pensiero.

  • Il peso fisico ed emotivo: La sofferenza si somatizza ("Curva il dorso", "Prono al giogo dell'accusar peso"). L'immagine del "giogo" evoca una condizione di prigionia o di fatica coatta, in cui l'uomo si trova piegato dalle avversità della vita, in attesa passiva di una purificazione o di uno sfogo ("attendo la pioggia").

2. Lo sguardo oltre il limite: il sole e le risposte

Al centro della lirica avviene un ribaltamento prospettico di forte matrice filosofica:

«Oltre le nuvole c'è il sole, / lì, nell'immenso spazio senz'aria / ci sono le mie risposte.»

Nonostante l'oscurità del presente, vi è la lucidità e la certezza consapevole che sopra l'ostacolo temporaneo (le nuvole) la luce esiste ancora. L'immensità "senz'aria" evoca uno spazio metafisico, puro, privo delle doti fisiche terrene, in cui risiede la verità ultima. È il luogo delle risposte esistenziali a cui il poeta aspira.

3. La via di fuga: coltivare emozioni

Particolarmente felice e profonda è la soluzione proposta nei versi centrali:

«Intanto, coltivo emozioni / per andar lassù senza dover morire.»

Per superare la pesantezza del mondo senza attendere la fine biologica della vita, l'autore individua nelle emozioni la vera leva dell'elevazione spirituale. L'arte, la poesia, l'amore e la sensibilità diventano lo strumento per compiere un'ascesa ancora in vita, una trascendenza immanente che permette di toccare il "sole" pur rimanendo a terra.

4. La chiusa: la consapevolezza del limite

Il testo si chiude con una constatazione amaramente realistica:

«E' veramente duro sollevarsi / se qualcosa ti impedisce di volare.»

L'ultimo verso sigilla il conflitto primario dell'essere umano: il desiderio innato di volare e di elevarsi che si scontra con i vincoli, le sofferenze o le zavorre interne ed esterne che la vita ci impone. La bellezza della lirica sta proprio in questo equilibrio imperfetto tra la spinta ideale all'infinito e la gravità della condizione umana.

Stile e registro

  • Verso essenziale e denso: La poesia utilizza versi brevi, quasi scolpiti, che scandiscono il ritmo del respiro e la fatica dell'ascesa.

  • Lessico lirico e riflessivo: L'uso di termini come "prono", "giogo", "accusar peso" conferisce solennità al testo, creando una continuità stilistica con la sensibilità classica, ma calata in una riflessione esistenziale moderna e universale.

Conclusione

È una lirica profonda che parla a chiunque abbia vissuto momenti di sconforto o di stasi. Ricorda che, anche quando l'orizzonte è chiuso e la mente è oscurata, la capacità di provare emozioni e di guardare "oltre" rimane l'unica vera ali a nostra disposizione per sollevarci da terra.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


lunedì 9 settembre 2013

Dolore rosso sangue

 
 Dolor rosso sangue 
accieca il tenero cuore,
che di rosso veste ma per pulsar vita.

Brucia l'ottimismo e affoga il sorriso.
L'alba del sol nero prova l'anima mia.

Allor, chiudo fuori la cattiveria,
lascio ricoprir d'umido la vista
e arresto la povera lacrima sul pendio del viso corrugato.

Assistere allo scempio dell'amor più mite,
angustia il fiore del sentire.

Speranza mia,
mai doma alle libertà violate,
mai tacita alle ingenuità tradite,
mai sorda ai pianti della debole foglia,
risorgi,
illumina il pensiero dei miti,
dai forza al destriero dell'amore.

Così che dalla cenere dell'uomo crudele 
nasca la gioia del mondo vero,
quello sincero,
quello che si emoziona 
al sol dir ti amo.

domenica 8 settembre 2013

Esempio di devozione completa


"Brio è stato trovato accanto al corpo dell’uomo in un dirupo. Alla tragedia per la morte di un uomo, si è aggiunto il dolore del suo cane che ha vegliato senza bere nè mangiare il corpo del padrone per due lunghi giorni e due gelide notti."

Davanti all'Amore anche la morte può assumere un ruolo di secondo piano.

Non vorrei che qualcuno si scandalizzasse nel riferire la parola “Amore” agli animali.

Per essere precisi e volendo scherzare con questa nobile parola, classificherei i significati ad essa associati secondo questa graduatoria di demerito:

-L’amore come sostantivo e appellativo: sinonimo di apparenti buone maniere e coccole formali. 

-L’amore come strumento di giustificazione per compiere atti irrazionali.

-L’amore come strumento da cercare e da usare secondo la propria convenienza.

-L’amore come oggetto da cercare in modo forsennato, posseduto da misteriose entità.

-L’amore come investimento passivo provocato da particolari qualità di alcune persone.

-L’amore come pista per il sesso.

-L’amore come un dispositivo a tempo, dotato di starter e di terminatore.

-L’amore come dovere e costrizione verso qualcuno/a.

-L’amore imposto, come le manette sulle mani incrociate di un carcerato.

-L’amore come strumento di onore o potenza di dominio.

-L’amore come malattia dell’anima, responsabile di autoflagellazione e tristezza.

Mi piace ricordare che l’amore è libertà di essere ed esprimersi in accordo con l’armonia dell’universo. L’Amore è scelta dell’essere maturo e consapevole, è energia rivolta verso se stessi e il prossimo, è un giardino da coltivare con cuore e passione, poiché è il produttore delle più belle emozioni che danno senso al respirare e al pensare.

 

 

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