Siberia, sparuto villaggio,
croci ortodosse nella gelida periferia!
Rigido il pope
nella lunga veste sua,
la croce argentea gli adorna il petto!
Ieratico, nella postura orante,
astanti a recare antiche icone striate d'ori;
canti, voci a baritono
a impetrare misericordia
al loro e nostro Iddio,
bara dischiusa,
terreo il volto del soldato Vasily,
pietoso un velo candido
ne copre le sembianze,
una decorazione di latta;
il padre suo e la madre,
il capo coperto da un consunto fazzoletto,
vanamente cercano lacrime ghiacciate
come laggiù è gelida l'ingrata terra di Siberia,
eppure amata!
Del figlio, come Cristo sacrificato alla follia
e alla umana prepotenza resterà memoria,
stimmata,
in una foto e in una divisa!
Qualcuno lo dirà eroe,
lui semplice, lui contadino,
vanamente consegnato,
imberbe, alla terra sorda;
Dasvidania, ragazzo,
una bionda fanciulla dalle rosee
gote farà giardino fiorito
del tumulo che t' accoglie,
una lignea, tarlata croce
ti veglia...
