venerdì 27 marzo 2026

Lo sguardo nel tempo della filosofia: Volume 4



Dopo un lungo percorso di scrittura dedicato agli autori della storia della filosofia — dai più noti ai meno esplorati — questo quarto volume rappresenta un passaggio decisivo.

Non si tratta semplicemente della continuazione di un progetto editoriale, ma di un’opera che ha acquisito una propria autonomia. Il testo si sviluppa come un organismo indipendente, in cui il pensiero si libera da schemi rigidi e trova un equilibrio più spontaneo.

Filosofia non lineare: oltre la storia tradizionale

In questo volume viene abbandonata l’idea di una narrazione storica lineare della filosofia.

Il tempo del pensiero filosofico si configura piuttosto come:

  • un insieme di ritorni
  • interruzioni significative
  • anticipazioni inattese

Questa struttura permette di includere anche figure non strettamente filosofiche, riconoscendo che spesso è la vita stessa a generare pensiero.

Autori e attualità: cosa possono dirci oggi

Gli autori presenti non vengono analizzati per le loro conclusioni definitive, ma per la loro capacità di parlare ancora al presente.

Il loro valore si esprime in:

  • apertura del pensiero
  • dialogo con la contemporaneità
  • capacità di generare nuove domande

Questo approccio rende la filosofia uno strumento vivo, non confinato al passato ma attivo nel presente.

Il lettore al centro dell’esperienza filosofica

Questo libro non si limita a trasmettere contenuti, ma invita il lettore a partecipare attivamente.

L’obiettivo è stimolare:

  • un coinvolgimento personale
  • una trasformazione intellettuale
  • una riflessione autentica

Il volume si configura così come uno spazio di attraversamento, una mappa aperta in cui il pensiero incontra la vita.


Conclusione: un invito alla riflessione

L’intento di questo volume è offrire non solo conoscenza, ma anche uno spazio di riflessione autentica.

L’auspicio è che ogni lettore possa trovare, tra queste pagine, un pensiero capace di restare e di accompagnarlo nel tempo.


Disponibile sulla piattaforma di Amazon su questo Link

giovedì 26 marzo 2026

È possibile pensare sempre con la propria testa? (Chiaromonte)


 

Cosa significa restare fedeli alla verità in un mondo pieno di ideologie, slogan e appartenenze?
La riflessione di Nicola Chiaromonte ruota attorno a una domanda semplice ma radicale: è possibile pensare con la propria testa senza cedere alla pressione dei gruppi?

Per capirlo meglio, ecco un racconto che ne incarna la filosofia.


Racconto: l’uomo che aveva smesso di credere alle parole grandi

In una piccola città affacciata su un mare inquieto viveva Andrea, un uomo che aveva smesso di credere alle parole grandi.

Un tempo le amava: libertà, giustizia, verità. Le pronunciava con fervore, come se bastasse dirle per renderle reali. Poi erano arrivati gli anni delle promesse tradite, delle ideologie che chiedevano obbedienza invece che pensiero.

Aveva visto persone intelligenti smettere di pensare pur di appartenere.

Così aveva scelto il silenzio.

Ogni mattina si sedeva al tavolino di un caffè e osservava la piazza. Non giudicava, non interveniva. Guardava. Diceva che era l’unico modo per restare onesti.


L’incontro con chi crede ancora nelle ideologie

Un giorno arrivò in città Luca, un giovane con lo sguardo acceso.

«Perché non dice nulla?» gli chiese.

«Perché tutti parlano già troppo», rispose Andrea.

«Ma bisogna prendere posizione. Altrimenti vincono i peggiori.»

Andrea lo guardò. «Prendere posizione non significa scegliere una bandiera. Significa restare fedeli a ciò che si vede, anche quando è scomodo.»


Il dubbio: il primo passo verso la libertà

Nei giorni seguenti Luca tornò spesso. Parlava di rivoluzioni, programmi, cambiamenti.

Andrea ascoltava e poi chiedeva:

  • «Questo lo hai visto davvero?»
  • «Se ti chiedessero di negare un fatto per difendere la tua causa, lo faresti?»

Quelle domande iniziarono a incrinare le sue certezze.


Quando la realtà smentisce le idee

Una sera scoppiò una protesta. La piazza si riempì di urla e slogan.

Luca era lì, trascinato dall’entusiasmo. Poi vide un uomo a terra, colpito da qualcuno che gridava proprio le parole in cui lui credeva.

Si fermò.

Intorno a lui nessuno sembrava vedere davvero. Ognuno vedeva solo ciò che confermava la propria parte.


La lezione: la verità prima delle idee

Il giorno dopo tornò da Andrea.

«Avevano ragione… ma facevano cose sbagliate.»

Andrea annuì. «Succede quando le idee diventano più importanti della realtà.»

«Allora cosa si deve fare?»

«Credere di più a ciò che è vero, anche quando non serve a vincere. Anche quando ti lascia solo.»


Il significato della filosofia di Nicola Chiaromonte

Questo racconto riflette alcuni principi fondamentali del pensiero di Nicola Chiaromonte:

1. La verità concreta conta più delle ideologie

Non bisogna adattare i fatti alle proprie idee, ma il contrario.

2. La coscienza individuale è centrale

Nessuna causa giustifica il tradimento di ciò che sappiamo essere vero.

3. Il dubbio è una forma di libertà

Chi dubita pensa. Chi aderisce ciecamente smette di vedere.

4. Essere soli può essere necessario

La libertà intellettuale spesso implica isolamento.


Conclusione

Alla fine Luca non smise di agire.
Smise solo di farlo per appartenenza.

Iniziò a farlo con attenzione, dubbio e responsabilità.

E forse è proprio questo il cuore della lezione di Chiaromonte:
non scegliere una parte, ma restare fedeli alla realtà — anche quando è scomoda.

*Spunto tratto dal 4^ volume "LO SGUARDO NEL TEMPO DELLA FILOSOFIA" di Fabio Squeo
 

mercoledì 25 marzo 2026

Irrefrenabile desiderio

 

 
Romantico dolore.
 Dolce nostalgia.
 Vibranti ricordi.

L’essenza della vita si manifesta.

Sono testimone attonito di una nuova primavera.

Strugge il cuor tenero per il breve orizzonte.
Tendere le ali vorrebbe.

La fredda nebbia avvinghia al suolo.
Basso è il cielo.
Lento è il procedere.

Angusto è rimaner solitari,
per emozioni soffocate
per promesse audaci.

Il sole è alto.
L’amor non attende.

La crespa pelle




Restio al lasciar alito,
son solito dimenar la mente.

Sollevo immagini che vanno oltre le nuvole.
Capir non so se sogno o son desto.

L'imbrunir saluta il sol,
un altro dì s'addormenta.

Sferzo il mio destriero,
inseguir il tempo preme.

La crespa pelle non mi colga
prima che quel sogno non diventi preda.

Vessillo sventola per questa vita
che di mistero s'intrisa.   


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