Ci sono momenti in cui la filosofia smette di essere una disciplina accademica e torna ad essere ciò che è sempre stata: un dialogo con il mistero dell'esistenza.
Immaginare un grande filosofo sul letto di morte non significa ricostruire un fatto storico, ma interrogarsi su quale eredità possa lasciare il suo pensiero agli uomini di ogni tempo.
Jean-Paul Sartre dedicò la sua vita a riflettere sulla libertà, sull'angoscia, sulla responsabilità e sulla condizione umana.
Sostenne che l'uomo non nasce con un'essenza già scritta, ma costruisce se stesso attraverso le proprie scelte.
È una visione esigente, spesso dura, perché non concede rifugi facili.
Ma se, negli ultimi istanti della sua vita, qualcuno gli avesse chiesto quale messaggio lasciare a chi continua a credere nei valori della vita, cosa avrebbe risposto?
Quello che segue è un dialogo puramente immaginario, ispirato allo spirito della sua filosofia.
leggi: Relazioni umane: comprendere sé stessi attraverso gli altri
Una stanza silenziosa
La luce del pomeriggio entra appena dalla finestra.
Il rumore della città sembra lontanissimo.
Accanto al letto siede un giovane.
Non è uno studente.
Non è un giornalista.
È semplicemente un uomo che cerca una risposta.
Dopo alcuni minuti di silenzio prende coraggio.
Giovane: «Maestro, tutti conoscono i suoi libri. Tutti parlano della libertà, dell'assurdità dell'esistenza, dell'angoscia. Ma se oggi dovesse lasciare un ultimo messaggio agli uomini, quale sarebbe?»
Sartre apre lentamente gli occhi.
Sorride appena.
«È curioso» dice con voce debole.
«Passiamo una vita intera a scrivere migliaia di pagine e, alla fine, ci viene chiesto di dire tutto in poche parole.»
La libertà è un peso, ma anche un privilegio
Il giovane rimane in silenzio.
Sartre continua.
«Molti hanno creduto che io vedessi soltanto il lato oscuro della vita.
Non è vero.
Ho visto soprattutto la sua grandezza.»
«Grandezza?»
«Sì.
Perché soltanto un essere libero può sbagliare.
Soltanto un essere libero può amare.
Soltanto un essere libero può sacrificarsi per qualcun altro.
Una pietra non sceglie.
Un albero non sceglie.
L'uomo invece è costretto a scegliere ogni giorno.»
Il giovane abbassa lo sguardo.
«Ma questa libertà fa paura.»
«Naturalmente.
Se non facesse paura non sarebbe libertà.»
L'uomo non è ciò che dice di essere
«Ricorda questo.
Gli uomini parlano continuamente di valori.
Giustizia.
Amore.
Solidarietà.
Verità.
Ma nessun valore vive nelle parole.
Vive soltanto nelle azioni.»
Il giovane annuisce.
«Allora siamo ciò che facciamo?»
Sartre sorride.
«Sempre.
Ogni gesto è una definizione di noi stessi.
Ogni scelta scrive una riga della nostra biografia morale.
Per questo nessuno può vivere delegando agli altri la propria coscienza.»
leggi: Il segreto della trasformazione interiore (Rudolf Steiner)
Non aspettare il momento perfetto
Il ragazzo domanda:
«Molti aspettano il momento giusto per vivere.»
Il filosofo chiude gli occhi.
«È uno degli errori più grandi.
La vita non diventa vera quando tutto è perfetto.
Diventa vera quando smetti di rimandarla.»
«E se sbagliamo?»
«Sbaglierete.
Tutti sbagliano.
La differenza è tra chi usa l'errore per crescere e chi lo usa come scusa per non vivere.»
La responsabilità verso gli altri
Il giovane ricorda una frase famosa.
«Lei scrisse che l'inferno sono gli altri.»
Sartre sorride con una punta di ironia.
«È probabilmente la frase più citata e meno compresa.»
Dopo una pausa continua.
«Gli altri possono imprigionarci quando viviamo soltanto del loro giudizio.
Ma sono anche coloro senza i quali non potremmo diventare veramente umani.»
Il giovane osserva il volto stanco del filosofo.
«Quindi abbiamo bisogno degli altri?»
«Sempre.
Persino chi si isola continua a dialogare interiormente con il mondo.
Nessuno costruisce se stesso nel vuoto.»
La dignità non dipende dal successo
«Oggi» dice il giovane «tutti misurano il valore di una persona con il denaro, la fama o il potere.»
Sartre sospira.
«È un'illusione antica.
Il successo è un evento.
La dignità è una scelta.»
«Qual è la differenza?»
«Il successo dipende anche dalla fortuna.
La dignità dipende soltanto dal modo in cui affronti la tua esistenza.»
Non lasciare che qualcun altro viva al posto tuo
Il silenzio torna nella stanza.
Poi Sartre riprende.
«Se dovessi riassumere tutta la mia filosofia direi questo:
non lasciare mai che qualcun altro scelga la tua vita.»
«Neppure chi ci ama?»
«Chi ti ama può accompagnarti.
Può consigliarti.
Può sostenerti.
Ma non può vivere al posto tuo.»
leggi: - Ciò che perdi non scompare: il pensiero di Rilke raccontato attraverso una storia
Il valore dell'imperfezione
«Molti credono che per essere felici bisogna essere perfetti.»
«È un'altra menzogna» risponde Sartre.
«L'uomo è incompiuto.
Sempre.
Ed è proprio questa incompiutezza che rende possibile crescere.
Se fossimo perfetti non avremmo più nulla da imparare.»
La speranza non è un'illusione
Il giovane sembra sorpreso.
«Lei parla di speranza?»
Il filosofo sorride.
«La speranza non è aspettare che il mondo cambi da solo.
È decidere di essere parte del cambiamento.»
«Quindi sperare significa agire?»
«Sempre.»
Il coraggio di restare umani
La luce della finestra si affievolisce.
La sera è ormai vicina.
Il giovane comprende che il tempo sta finendo.
«Maestro...
qual è il valore più importante?»
Sartre riflette a lungo.
Poi dice lentamente:
«Rimanere umani.
Quando il mondo ti invita a diventare una cosa.
Quando la società vuole trasformarti in un numero.
Quando la paura vorrebbe impedirti di amare.
Quando il potere pretende obbedienza.
Quando il conformismo spegne il pensiero.
Continua ad essere uomo.»
L'ultima domanda
Il giovane sente il bisogno di chiedere ancora una cosa.
«Ha paura della morte?»
Sartre osserva la finestra.
Per alcuni istanti non parla.
Poi risponde.
«La morte chiude una vita.
Non cancella le scelte che abbiamo fatto.
Quelle continueranno a vivere nella memoria di chi ci ha incontrati.»
L'ultimo messaggio
Il silenzio riempie la stanza.
Poi, quasi sussurrando, Sartre pronuncia le ultime parole del nostro dialogo immaginario.
«A chi crede nei valori della vita voglio dire questo.
Non lasciate che siano gli altri a decidere cosa significa vivere.
Difendete la libertà, ma ricordate che ogni libertà porta con sé una responsabilità.
Non abbiate paura dell'angoscia.
Essa è il prezzo della coscienza.
Abbiate invece paura dell'indifferenza, perché è l'unica forza capace di svuotare lentamente un'esistenza.
Amate senza possedere.
Pensate senza imitare.
Scegliete senza cercare continuamente il consenso.
Ogni giorno domandatevi non chi siete stati ieri, ma chi state diventando oggi.
Il mondo non cambia grazie alle idee che rimangono nei libri.
Cambia grazie agli uomini che hanno il coraggio di incarnarle.
Se credete nella giustizia, praticatela.
Se credete nella verità, difendetela.
Se credete nell'amore, dimostratelo.
Non aspettate un'epoca migliore.
Siate voi l'inizio di quell'epoca.
Alla fine della vita nessuno ricorderà tutte le vostre opinioni.
Rimarrà invece il bene che avete saputo compiere, il coraggio con cui avete affrontato la paura e la libertà con cui avete costruito la vostra esistenza.
È questo, forse, l'unico modo autentico di dare un senso al tempo che ci è stato affidato.»
Riflessione conclusiva
Naturalmente, Sartre non pronunciò mai queste parole. Sono il frutto di un esercizio letterario che cerca di restituire, in forma narrativa, il nucleo più profondo del suo pensiero.
L'esistenzialismo non è un invito al pessimismo, ma un richiamo radicale alla responsabilità: nessun destino è già scritto, nessuna identità è garantita una volta per tutte. Ogni essere umano è chiamato a costruire se stesso attraverso le proprie scelte.
Ed è forse proprio qui che il messaggio immaginario di questo dialogo incontra chi crede nei valori della vita.
Non perché prometta certezze assolute, ma perché ricorda che la dignità dell'uomo non consiste nell'avere tutte le risposte, bensì nel continuare a scegliere il bene, la verità, la solidarietà e la libertà anche quando il mondo sembra suggerire il contrario.
In questa fedeltà quotidiana ai propri valori si manifesta, più che in qualsiasi teoria, la grandezza dell'esistenza umana.
*Spunto tratto dal libro: "Lo sguardo nel tempo della filosofia" vol. 6 di Fabio Squeo
"La riflessione è più ricca quando incontra altre riflessioni."
