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martedì 26 maggio 2015

La comodità della Normalità come assenza di rischi



Siamo così imbevuti del proprio egocentrismo che inconsapevolmente consideriamo noi stessi al centro dell’universo, spodestando il sole dal suo piedistallo.

Esistono nella vita di tutti i giorni numerosi episodi che rivelano questa antica predisposizione mentale degli esseri umani.

Pensate che personalmente ogni giorno conto molte occasioni in cui questa mia convinzione si avvalora. 

Credo che anche voi spesso siete stati protagonisti o vittime di questa anomalia umana.

La cosa strana che rilevo è data dal fatto che quando un peccato non si commette spesso, la sua scarsa frequenza diventa motivo per eleggere il peccatore a santo.

 Per esempio, una persona non troppo occupata sui propri bisogni la definiamo sbrigativamente “generosa”. Oppure una persona che ti saluta educatamente diventa immediatamente “brava” persona.

Secondo questa regola dovremmo essere riconoscenti a chi NON ruba o NON ammazza; a chi NON è mai stato in prigione; a chi NON inganna, a chi NON ......

Tutto questo, però, significa che si perdono i riferimenti cosiddetti “NORMALI”.

Dovrebbe essere NORMALE rispettarsi reciprocamente, aiutarsi, comprendersi.

Invece, si tende a giudicare come meriti non fumare, non inquinare, non violentare, non urlare, non drogarsi.

Capirete che si accetta un principio assurdo per il quale non esercitare un qualunque abuso sulla convivenza sana e pacifica degli individui costituisce un vanto in una società di egoisti e falsi.

Mi piacerebbe essere lodato per qualcosa che va oltre la normalità; per qualcosa per la quale ho consumato il mio tempo vita dedicandolo al bene di qualcuno o in dedizione a una causa nobile.

La normalità è un strada asfattata: è comoda per camminare, ma non vi crescono fiori

Questa è una delle metafore più celebri e incisive per spiegare il compromesso tra sicurezza e autenticità (spesso attribuita a Vincent van Gogh).

La sua forza sta nel contrapporre due immagini visive ed esistenziali immediate: la strada asfaltata e la fioritura.

🛣️ Analisi e Significato della Massima

1. La "strada asfaltata": L'illusione della comodità

L'asfalto rappresenta la normalità, la routine, il conformismo e il percorso già tracciato dalla società o dalle aspettative altrui.

  • È comoda perché non richiede sforzo creativo o scelte rischiose: basta seguire le strisce bianche, andare dritti e uniformarsi al flusso.

  • Ti garantisce stabilità, riduce l'ansia dell'ignoto e ti protegge dalle buche e dalle pietre appuntite dell'incertezza.

2. L'assenza di "fiori": Il prezzo dell'omologazione

Il prezzo da pagare per questa comodità, tuttavia, è sterile e altissimo: la mancanza di meraviglia, colore e vita.

  • L'asfalto è una colata di grigio che soffoca il terreno sottostante, impedendo a qualsiasi seme di germogliare.

  • Fuori dalla metafora, la ricerca ossessiva della "normalità" e dell'approvazione altrui spegne la creatività, l'unicità, la passione e la bellezza imprevedibile che nascono solo quando ci si concede il lusso di essere diversi o di esplorare sentieri non battuti.

🌿 Il Messaggio Esistenziale

La massima non ci invita necessariamente a una vita sregolata o spericolata, ma ci pone di fronte a un bivio di consapevolezza:

  • Chi sceglie solo la strada asfaltata sceglie il conforto, ma deve accettare la monotonia e il rischio di un'esistenza piatta, priva di grandi emozioni e sorprese.

  • Chi vuole vedere i fiori deve essere disposto a lasciare l'asfalto e camminare sull'erba o sul sterrato. Significa accettare qualche storta, il fango sotto le scarpe e l'incertezza del cammino, guadagnando in cambio la libertà di scoprirsi unici e la gioia di cogliere la bellezza spontanea della vita.

In sintesi:

La normalità offre la garanzia di non cadere, ma ci priva della possibilità di fiorire. La vera bellezza della vita richiede quasi sempre il coraggio di fare un passo fuori dalla carreggiata.

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