Alcune esperienze di vita ti lasciano
qualcosa di più di un ricordo.
Come l'edera, aderiscono all'anima e colorano in toni soavi gemme di emozioni già lontane.
Decantano il sorriso....
come messaggero nel mondo.
Diffondono gioia...
a contaminar pensieri nuovi.
Troncano parole....
al riposare dei sensi.
E al silenzio del passato,
or presente,
una dolce nostalgia si posa,
a suggellar l'amor provato.
----------------------------
Commento
Questa lirica è un’intensa e delicata anatomia della memoria affettiva. A differenza del ricordo intellettuale — che si limita a registrare un fatto avvenuto nel tempo —, il testo racconta la metamorfosi delle esperienze vive: quelle che smettono di appartenere al passato per diventare una dimensione permanente del presente.
1. La metafora dell'edera: l'adesione e la trasformazione
La poesia si apre con un'immagine botanica di rara grazia:
«Come l'edera, aderiscono all'anima / e colorano in toni soavi gemme di emozioni già lontane.»
L'edera non è qui usata come simbolo di soffocamento, ma di persistenza e adesione profonda. È una forza vegetale che si aggrappa alla struttura dell'anima, la avvolge e continua a far germogliare le "gemme" del passato. Ciò che è lontano non svanisce né sbiadisce, ma viene ricolorato "in toni soavi": la distanza temporale non spegne l'emozione, ma ne addolcisce i contorni.
2. La trinità degli effetti: Sorriso, Gioia e Silenzio
Nella parte centrale, la lirica si sviluppa attraverso una struttura ritmica ad anaphora, scansionata dai punti di sospensione che segnano il ritmo della respirazione e della meditazione. Le esperienze vissute agiscono su tre livelli distinti:
- «Decantano il sorriso...» — Il verbo decantare ha una doppia e bellissima valenza: da un lato richiama l'atto di celebrare (cantare); dall'altro evoca il processo chimico del vino che si purifica riposando. Il sorriso, purificato dal tempo, diventa un "messaggero" inviato nel mondo.
- «Diffondono gioia...» — L'emozione vissuta non rimane un fatto privato, ma assume una carica espansiva e generativa: va a "contaminar pensieri nuovi", dimostrando che l'amore passato è la matrice della felicità futura.
- «Troncano parole...» — Quando il senso si acquieta e subentra la pienezza della memoria, la parola diventa superflua. È il momento in cui l'esperienza tace perché ha già detto tutto.
3. Il tempo condensato e la dolce nostalgia
La strofa finale compie un prodigio temporale di grande maestria:
«E al silenzio del passato, / or presente, / una dolce nostalgia si posa, / a suggellar l'amor provato.»
Il passato e il presente si fondono: il silenzio di ciò che è stato diventa ora presente. La nostalgia che si deposita sull'anima non porta con sé amarezza o il rimpianto del "non più", ma è definita esplicitamente «dolce».
Questa nostalgia funziona come un suggello: la cera lacca che sigilla e rende autentico, una volta per tutte, "l'amor provato". È la certezza che nulla di ciò che è stato amato con verità va mai perduto.
Un breve bilancio
È una poesia luminosa, matura e pacificata. Esprime la capacità tutta umana (e squisitamente poetica) di trasformare il vissuto in nutrimento per l'anima, facendo della nostalgia non una ferita aperta, ma una forma di custode silenziosa della bellezza.
