Oggi è come ieri,
stesse nuvole, stesso sole.
Ma io ... non sono lo stesso.
Sono diverso perchè il tempo mi ha cambiato.
Nuove idee, nuovi piani corrono dietro miraggi instabili.
Ho sete di bianca gloria.
Ho bisogno di nuovi vestiti per la mia anima.
Mi occorre una nuova slitta per trasportare amor leggero.
Non chiedetemi perchè.
Non giudicate con occhi bendati.
La vita è nell'attimo del sorriso...
nel battito di ciglia di un umore arlecchino.
Giungerà il giorno in cui le parole saranno dimenticate
e il ricordo dipingerà d'oro cattedrali oscure.
Allora, ci sarai anche tu
nei vani pensieri solitari...
sulla scia evanescente di una esistenza occupata a cercar risposte.
Intanto, mi assento dal frenetico mondo
per cercare il vento...
e uscire da questo cuore solitario.
------------------------
Analisi
- L'illusione della stabilità e la metamorfosi interiore (Strofe 1-2): L'avvio gioca su un netto contrasto: all'esterno il mondo appare immobile, ripetitivo, quasi monotono ("stesse nuvole, stesso sole"); all'interno, invece, si è consumata una rivoluzione silenziosa. L'io poetico prende atto del proprio cambiamento. Il tempo non è passato invano: ha agito come un cesello, rendendo la persona diversa rispetto a ieri.
- La fame di rinnovamento e la tensione ideale (Strofe 3-6): C'è una straordinaria sequenza di immagini dinamiche e metaforiche. La "bianca gloria" suggerisce il desiderio di un'affermazione pura, non contaminata dalla vanità terrena. Il bisogno di "nuovi vestiti per l'anima" e di una "nuova slitta per trasportare amor leggero" esprime l'esigenza di alleggerirsi dai vecchi schemi e dalle vecchie ferite, per poter far viaggiare i sentimenti con una grazia e una freschezza rinnovate.
- Rivendicazione di libertà e la filosofia dell'attimo (Strofe 7-9): L'autore rivendica il diritto al proprio mistero interiore ("Non chiedetemi perché"), rifiutando il giudizio superficiale di chi osserva "con occhi bendati". Segue una folgorante definizione della felicità e della vita stessa: essa non risiede nei grandi sistemi, ma "nell'attimo del sorriso" e nella mutevolezza di un "umore arlecchino", sottolineando l'importanza di accogliere l'impermanenza e la leggerezza dell'esistenza.
- La trasfigurazione del ricordo e la presenza dell'Altro (Strofe 10-11): La poesia si proietta nel futuro con uno sguardo quasi profetico. Verrà un tempo in cui le parole contingenti sfumeranno, e la memoria compirà il miracolo di "dipingere d'oro cattedrali oscure", ovvero di dare un senso luminoso anche ai dolori e alle zone d'ombra della vita. In questo spazio di riflessione solitaria riaffiora una figura amata, compagna silenziosa di una "scia evanescente" tracciata da chi ha speso la vita a cercare risposte.
- Il congedo e il soffio della libertà (Chiusura): La conclusione è una vera e propria decisione di guarigione e sconfinamento. L'assentarsi dal "frenetico mondo" non è una resa o una fuga sterile, ma un atto di ascolto profondo: la ricerca del "vento" rappresenta il bisogno di respirare di nuovo, di spezzare l'isolamento ed uscire dalle pareti troppo strette di un "cuore solitario".
Leggi
ancora sulla pagina delle poesie dell’anima
