giovedì 3 maggio 2012

Esseri speciali


Silenziosa tra elastiche pareti, la goccia di sangue umana corre furiosa per alimentare cellule viventi di un corpo che imprigiona l’anima.

Fa sorridere al solo pensare che l’allegra goccia, spinta dalla pressione di un cuore albergatore di sentimenti, deve dare significato all’opera di un cervello che si affatica a cercare motivazioni.

Egregio meccanismo inventato da Colui che è costruttore di tutte le macchine e che ha voluto regalarsi un giocattolo per il quale la perfezione non si addiceva. 

L’uomo perfetto sarebbe stato monotono, un prodotto inutile della grandezza dell’Ente supremo.  

Nell’automatismo di questo giocattolo ha voluto sintetizzare e meravigliosamente approssimare concetti come scienza, fede, intuito, amore.

Goccia di sangue continua a girare negli incavi stretti tra muscoli ed ossa.
 
Consentimi di credere di essere speciale.

domenica 29 aprile 2012

Per incanto, dentro l'anima (poesia)


Non mi basta di pensare per esistere!

Anima mia ho bisogno della tua compagnia;
ho bisogno di respirar emozioni;
ho bisogno di dimenticare i miei guai.

Ora chiudo gli occhi e  tirami dentro!

Lascerò il mondo ad attendermi.

Ti vesti di dolcezza e di mistero,
espandi il tuo spazio senza confini.

Riesci a convincermi per quello che non dici.

Fai della solitudine occasione di vita.

Mi racconti della vita eterna,
delle meraviglie dell’amore,
e dimentico di respirare.

Forse lo stupore mi ha conquistato.

Vi prego, non spegnete il mio incanto.
Commento

Questa poesia è un'intensa lode all'interiorità e allo stupore spirituale, un dialogo intimo tra l'autore e la propria anima che mette in discussione uno dei capisaldi della filosofia occidentale: il «Cogito ergo sum» di Cartesio.

Ecco un commento strutturato dei suoi temi chiave e delle sue sfumature emotive:

1. Il superamento della pura razionalità

«Non mi basta di pensare per esistere!»

Il verso d'apertura è una vera e propria dichiarazione d'intenti. La mente da sola è arida, il pensiero logico non basta a colmare il vuoto dell'esistenza. Per sentirsi davvero vivi non serve accumulare ragionamenti, ma vivere le emozioni. C'è una fame profonda di senso che la ragione non può saziare.

2. Il dialogo intimo con l'Anima

«Anima mia ho bisogno della tua compagnia [...] Ora chiudo gli occhi e tirami dentro!»

Qui il poeta smette di guardare all'esterno e compie un atto di totale affidamento. L'anima non è un concetto astratto, ma una compagna reale, un rifugio. Il gesto di chiudere gli occhi è il confine netto tra il rumore del mondo ("Lascerò il mondo ad attendermi") e la pace dello spazio interiore.

3. Il fascino del silenzio e dell'infinito

«Riesci a convincermi per quello che non dici. / Fai della solitudine occasione di vita.»

Questi sono forse i versi più poetici e profondi dell'intera composizione:

  • Il potere del non-detto: L'anima parla attraverso il silenzio, le intuizioni e le sensazioni, ben più potenti delle parole umane.

  • La solitudine ribaltata: La solitudine smette di essere isolamento o sofferenza e diventa un terreno fertile, un'opportunità di rinascita ("occasione di vita").

4. L'estasi e la preghiera finale

«...e dimentico di respirare. [...] Vi prego, non spegnete il mio incanto.»

Nel finale l'esperienza interiore tocca l'estasi. Il contatto con l'eterno e con l'amore incanta a tal punto da togliere il fiato. La poesia si chiude con una preghiera accorata e quasi vulnerabile: un appello al mondo esterno (o alle distrazioni della vita quotidiana) affinché non sprechino né distaggano questa magia appena trovata.

In sintesi

È un testo intriso di romanticismo e misticismo interiore. Mostra come la vera ricchezza non risieda in ciò che ci circonda, ma nella capacità di sintonizzarci con la parte più profonda di noi stessi, lasciandoci conquistare dallo stupore.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

Nome

Email *

Messaggio *