venerdì 13 dicembre 2013

Dono silenzioso (poesia)


Ammutolir d’incanto l’amor comanda.

Servo, il silenzio racconta del dolore.
Accarezzo il tuo viso.

Vorrebbe fermare quella lacrima.

Vorrebbe soffiare felicità sui tuoi pensieri.

Vorrebbe cancellare il tempo 
per consegnarti la gioia eterna.

Custodisco un bacio per guarire le tue ferite.

Confuso tra le paure 
cavalcherei le onde delle emozioni 
per donarti serenità.


Commento

Un componimento intimo e delicato che esplora la dinamica tra dolore, devozione sentimentale e volontà di protezione. Se nella poesia precedente il tema centrale era la distanza e il rimpianto, qui emerge un atteggiamento di cura attiva e partecipe, fondato su un'empatia profonda nei confronti della persona amata.

Temi chiave e analisi della lirica

  • Il silenzio come forma d'amore: L'incipit ("Ammutolir d’incanto l’amor comanda") stabilisce subito il tono. L'amore impone una sospensione della parola: di fronte al dolore dell'altro, il linguaggio parlato diventa superfluo o inadeguato. Il poeta si fa "servo" di questo silenzio, riconoscendo che la vera comprensione della sofferenza passa per l'ascolto muto e la presenza discreta.

  • La delicatezza del gesto fisico: Il contatto ("Accarezzo il tuo viso") rompe il silenzio non con le parole, ma con la concretezza dell'affetto. È un gesto semplice che esprime vicinanza e tenta di offrire conforto emotivo.

  • L'incalzare dei desideri impossibili (L'anapora del "Vorrebbe"): La sequenza coordinata dalla triplice ripetizione del verbo "Vorrebbe" esprime la spinta ideale dell'amante, il quale desidera intervenire direttamente sul dolore dell'altro:

    • Trattenere la lacrima.

    • Trasformare i pensieri cupi in felicità.

    • Superare la barriera del tempo per offrire una gioia duratura.

  • Il bacio come cura e custodia: L'immagine del bacio "custodito" suggerisce un valore prezioso e terapeutico: l'amore viene vissuto come una medicina dell'anima, un rifugio contro le ferite del passato o del presente.

  • Il superamento della paura per l'altro: La chiusa introduce il tema del coraggio emotivo. Nonostante la presenza di dubbi e incertezze interiori ("Confuso tra le paure"), l'autore si dichiara pronto ad affrontare il tumulto dei sentimenti ("cavalcherei le onde delle emozioni"). L'obiettivo finale non è il possesso o l'appagamento personale, ma il dono della serenità all'altra persona.

La lirica si distingue per una forte carica empatica: l'atto di amare coincide con l'aspirazione ad alleviare le pene dell'altro, ponendo la pace e il benessere dell'amato al sopra di ogni esitazione personale.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

mercoledì 11 dicembre 2013

Attese (poesia)


 
Radiose scogliere riflettono passioni mai dome.

Ferme, inchiodate sul fondo dalla certezza dell’amore,
appaiono tracotanti, insensibili al riflusso delle onde.

Emergono minacciose 
a chi del mar della cattiveria ne fa culla.

Testimoniano la terra natia d’ogni specie,
l’ultimo legame con l’apparire.

Giocano con le maree nascondendosi agli occhi degl’incauti.

Sono tenere compagne dei più deboli. 

Sono riferimenti eterni alla solidità dei sentimenti.

Sono labbra del mare che baciano il cielo.

Sono il tuo conforto nei momenti tristi.


Commento

Questo componimento si presenta come una maestosa allegoria della fortezza emotiva, della fedeltà e della protezione.

Se nelle liriche precedenti prevaleva l'esplorazione interiore dell'anima, del ricordo o del silenzio, qui l'attenzione si concentra su un simbolo naturale d'imponente bellezza: le scogliere

Attraverso di esse, la poesia descrive la capacità di rimanere saldi, saldi nell'amore e incrollabili di fronte alla cattiveria e alle maree della vita.

1. Il Nucleo Tematico: La Forza Inamovibile dei Sentimenti

Il tema centrale è la stabilità come atto d'amore e di difesa. La scogliera cessa di essere una semplice formazione di roccia e diviene la personificazione del sentimento autentico: un baluardo che non cede ai colpi delle avversità (l'onda, la cattiveria) e che, proprio grazie alla sua imponenza, sa farsi rifugio accogliente per chi è vulnerabile.

2. Analisi delle Immagini e delle Sezioni Chiave

La Luce e le Radici Profonde

"Radiose scogliere riflettono passioni mai dome. / Ferme, inchiodate sul fondo dalla certezza dell’amore, / appaiono tracotanti, insensibili al riflusso delle onde."

L'incipit è solenne. Le scogliere sono "radiose" (emanano luce) e racchiudono una vitalità inesausta ("passioni mai dome"). Ciò che le rende imperturbabili di fronte al continuo andare e venire del mare non è la spietatezza, ma la "certezza dell'amore". È l'amore la vera zavorra che le inchioda al fondo, facendole sembrare quasi "tracotanti" a chi non ne comprende la radice emotiva.

Lo Scudo contro il Male

"Emergono minacciose a chi del mar della cattiveria ne fa culla."

Questa è un'immagine visiva e morale molto forte. Per chi naviga nella perversione o nella malignità ("mar della cattiveria"), la scogliera diventa un ostacolo insormontabile, un monito minaccioso contro cui i marosi della cattiveria sono destinati a infrangersi.

Il Legame Primordiale e il Gioco della Natura

"Testimoniano la terra natia d’ogni specie, / l’ultimo legame con l’apparire. / Giocano con le maree nascondendosi agli occhi degl’incauti."

Le rocce rappresentano la memoria ancestrale della Terra, il punto di contatto dove la materia incontra la vita. Con il salire e scendere delle maree si nascondono e riemergono: un movimento fluido che inganna "gli incauti" (chi si ferma alle apparenze), ma che rivela la propria natura solo a chi sa guardare con attenzione.

La Duplice Natura: Difesa per i Deboli e Unione Sacra

"Sono tenere compagne dei più deboli. / Sono riferimenti eterni alla solidità dei sentimenti. / Sono labbra del mare che baciano il cielo."

Il testo vive di un magnifico contrasto: la stessa roccia che appare minacciosa verso i malintenzionati si trasforma in una "tenera compagna" per chi è fragile, offrendo un riparo sicuro.

Il verso "Sono labbra del mare che baciano il cielo" tocca una vetta di altissimo lirismo: la scogliera, elevandosi dall'acqua verso l'alto, fa da tramite tra l'elemento fluido del mare e quello spirituale del cielo, unendoli in un bacio eterno.

La Chiusura Intimistica

"Sono il tuo conforto nei momenti tristi."

Dopo una serie di anafore imponenti ("Sono..."), il finale restringe improvvisamente il campo e passa dall'universale al personale. La scogliera non è più soltanto una metafora cosmica, ma diventa una figura concreta, una presenza protettiva rivolta a un "tu" specifico. Diventa la promessa di esserci sempre, incrollabile, quando sopraggiunge la tristezza.

Stile e Struttura

Il componimento è caratterizzato da un ritmo incalzante e maestoso, sorretto nella seconda metà dalla figura retorica dell'anafora ("Sono..."). 

Questa ripetizione conferisce al testo il tono di una litania o di una proclamazione di fedeltà, scolpendo la poesia con la stessa forza e durabilità della roccia che celebra.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie del sentimento

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