giovedì 1 novembre 2018

Vola Pensiero mio

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Vola mio pensiero.

Vola sui giudizi.

Cavalca idee impossibili.

Di te sono sicuro.

Sei mio, ma non appartieni al mio corpo.

Mi affanno a trovarti una casa ...
perchè abiti tra l'indifferenza di molti.
 
Anche intrappolato tra i denti ... 
non cadere per terra.
Non fai rumore e non c'è nessuno che ti raccoglie.

Non fermarti a cercar logica.
Continua a parlare con il cuore!

Regalami emozioni .... 
perché è l’unico modo per trascinarmi in volo.


lunedì 24 settembre 2018

Domani sarò diverso (poesia)


 
 
 
 
 
Domani sarò diverso.

Oggi sono come ieri.

Raccolgo piccoli pezzi del passato
per far il mio presente.

Domani sarò diverso ...
perché avrò dimenticato.

Oggi mi accontento dell’illusione.

Domani sarò diverso ...
perché la speranza mi blandirà.

Oggi resto con me stesso.
Unica persona a cui ho dato fiducia.


Analisi
Questa poesia è una meditazione intima sulla stasi del presente e sulla proiezione consolatoria verso il futuro, costruita attorno al meccanismo psicologico con cui l'essere umano cerca di sopportare l'immobilismo quotidiano.

1. Temi Principali e Chiavi di Lettura

  • La trappola dell'invarianza: Il punto di partenza è la dolorosa constatazione dell'immobilità interiore ("Oggi sono come ieri"). Il presente non è un momento di creazione autonoma, ma la semplice ricomposizione di schemi già vissuti ("Raccolgo piccoli pezzi del passato / per far il mio presente").

  • L'amnesia come condizione di cambiamento: Il poeta individua nell'oblio l'unica vera strada per la trasformazione ("Domani sarò diverso ... / perché avrò dimenticato"). Il cambiamento non viene visto come un'evoluzione attiva o una conquista, ma come la necessità di cancellare il peso del passato per potersi reinventare.

  • La speranza come illusione anestetizzante: La lirica mette a nudo la natura ambivalente della speranza. Essa non guida l'azione presente, ma blandisce — ovvero accarezza, lusinga e addolcisce — rendendo sopportabile l'inerzia dell'oggi attraverso la promessa di un domani migliore. L'accettazione dell'illusione è consapevole: "Oggi mi accontento dell’illusione".

  • La solitudine come riparo e autodifesa: La chiusura del componimento definisce un perimetro di difesa. La sfiducia verso l'esterno spinge l'io poetico a ripiegarsi su se stesso ("Unica persona a cui ho dato fiducia"). Restare con sé stessi è al contempo una garanzia di protezione e la causa principale della stasi.

2. Analisi Stilistica e Formale

  • Struttura Binaria Oppositiva (Oggi / Domani): Il testo è sorretto dal continuo ritornello e dall'alternanza tra il piano della realtà attuale ("Oggi...") e quello della proiezione futura ("Domani sarò diverso..."). Questa struttura speculare sottolinea la distanza tra l'agire concreto e l'aspirazione ideale.

  • Anaphora e Ritmo Sospeso: La ripetizione della frase "Domani sarò diverso", seguita dai puntini di sospensione, crea un ritmo ciclico ed esitante. I puntini segnano la pausa della riflessione e lasciano intravedere il dubbio che quella trasformazione possa non avvenire mai.

  • Lessico Essenziale e Trasparente: Il linguaggio è spogliato di ornamenti barocchi, diretto ed essenziale. Termini come blandirà, illusione e fiducia portano tutto il peso concettuale della lirica, rendendo la scrittura asciutta e dal forte impatto filosofico.

Nel complesso, il componimento offre un ritratto lucido e sincero della condizione di attesa: un testo che esplora il confine sottile tra il desiderio di rinascita e il rifugio protettivo ma paralizzante delle proprie certezze.


lunedì 10 settembre 2018

Discutere

Discutere della vita con le persone che la consumano, è come parlare della loro testa staccata dal corpo!

Qualunque significato che non sia riferito ai momenti in cui la stessa testa è attaccata al corpo, rimane sospeso nell’aria delle possibilità, vagamente imbevuto di consapevolezza. Purtroppo, in quei momenti ci si dimentica di averla. 

Questa parte del corpo posta più in alto di tutte, contiene il cervello: fiore all’occhiello della specie umana. La perfetta biologia nasconde la sua importanza e invita il suo possessore a trattarla come una suppellettile funzionale da mostrare come oggetto corporeo di contemplazione. 

Le giovani ragazze perdono tempo e denaro per fornirle tutte le cure estetiche. Capelli impagliati in forme stravaganti, labbra rosse richiamanti desideri liberamente immaginabili, polvere paradisiaca nascondente antipatiche imperfezioni della pelle e infine, i contorni occhi disegnanti albe boreali o tramonti romantici, delineano un viso scolpito sulla testa contenitore dell’unico oggetto impossibile da truccare.

Il centro direzionale del nostro corpo mostra e dispone durante la giovane età, recalcitra a delegare il suo potere, recalcitra a formarsi attraversa la disciplina dello studio; gode nel compiacere di se stesso, annegando nella presunzione. 

La funzionalità è strettamente legata a un automatismo stabilito per immagini riflesse che alcuni chiamano intuito, ma che corrisponde, in maniera meno nobile, all’imitazione per istinto degli animali. 

Con il passare del tempo, insieme al bussare della biologia non più perfetta, l’uso del pilota automatico per governare le attività della vita diventa sempre meno pratico e poco piacevole. 

I mal di testa, i vuoti di memoria, le distrazioni, i capelli bianchi (per quelli che rimangono), ti costringono a “pensare”.

Si procede come l’operato di un ragioniere facendo conti con le risorse accumulate durante il corso della vita e come per miracolo, siamo sempre più attenti a ciò che ci succede intorno. 

Ci rendiamo conto che la testa ha un altro funzionamento e che essa non è l’unico centro servizi. Scopriamo il “cuore”, la saggezza, i piaceri della consapevolezza.

Infine, ci sentiamo traditi quando, potendo offrire tanto, rivediamo nei nuovi giovani gli stessi peccati commessi da noi in un tempo lontano.

Ci scopriamo passivi ma con un cuore pieno di energia che vuole volare lontano dal nostro corpo.

Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

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