I battiti alzano il volume al mio silenzio.
Bagliori di emozioni illuminano la stanza della mia intimità.
Solitario, ma non con tristezza, accarezzo ricordi,
rivedo visi d'un tempo.
Ero piccino e portavo un fiore in quella mia stanza.
Lo annaffiavo tutti i giorni senza che nessuno lo sapesse.
Il mio fiore è ancora lì, bello e colorato.
Si nutre ancora del mio affetto.
Non è invecchiato come me.
Il mio fiore non teme di morire
perchè sarà sempre con me.
Questa lirica è un delicato viaggio nella memoria e nella dimensione interiore, dove il distacco dal brusio del pensiero razionale permette di riscoprire un nucleo di purezza rimasto intatto fin dall'infanzia.
Il testo si articola attraverso alcuni temi fondamentali:
Lo spostamento di frequenza (dalla mente al cuore): Il componimento si apre con una vera e propria scelta di presenza interiore. Silenziare i pensieri logici permette di "alzare il volume" dei battiti emotivi, trasformando la solitudine non in isolamento triste, ma in uno spazio intimo, calmo e luminoso.
Il fiore segreto dell'infanzia: Il passaggio centrale introduce una potente metafora poetica. Il fiore accudito in segreto da bambino rappresenta la parte più autentica, innocente e vitale dell'anima del poeta. L'atto di annaffiarlo nascostamente rivela come la sensibilità e l'affettività siano state coltivate nel tempo come un tesoro privato.
L'atemporalità del sentimento: Il contrasto tra il corpo che invecchia e il fiore che rimane indefinitamente bello e colorato sottolinea la differenza tra il tempo fisico e quello dell'anima. Mentre il corpo subisce l'usura degli anni, la capacità di amare e le emozioni più pure non invecchiano né temono la fine, poiché custodite all'interno dell'essere.
È una poesia intrisa di dolcezza e nostalgia positiva, che invita a prendersi cura del proprio spazio interiore: un promemoria di come ciò che nutriamo con vero affetto rimanga immune al passare del tempo.
