sabato 22 dicembre 2012

Innamorato







Guardo al sole
per mirar  l’immenso.

Confondo l’orizzonte
per scrutar lontano.

Muovo pensieri
per cullar silenzio.

Indugio nei sogni per sentir pace.

Altro non posso,
son prigioniero
d’Amore.

mercoledì 19 dicembre 2012

Cerco il Paradiso (poesia)


Guardar vorrei oltre quel confine che i miei occhi impongono; non per scrutar misteri dell’universo ma per buttar oltre, la mia anima e dimenticare le miserie del mondo che mi circonda.

No, non mi riferisco a te, mandorlo in letargo!

Nemmeno a voi, fluttuanti rami di ulivo!

È colpa della calma di questa sera che fa fremere il mio cuore, appassionato collezionista di emozioni.

Anche tu sole che stai declinando, lasci traccia del tempo inesorabile che passa, cancellando opportunità per la mia anima.

Da indomito sognatore, da inguaribile sentimentale, tendo ancor più forte le corde della mia arpa, cosicché anche la più debole brezza possa suonare musica in me.

Vorrei sentir parole già dette, godere di abbracci conosciuti, pendere da bocche amiche.

Vorrei dimenticare il mio peso per spiccare il volo verso quel lontano orizzonte, cattivo per i miei occhi, ma dolce per la speranza di trovare ciò di cui non so cercare.

Se trovassi il Paradiso e vi prego non datemi dubbio, perché ritroverei la vibrazione continua della mia anima.

Troverei qualcuno che non mi spieghi solo a parole che cos’è l’amore.

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Commento

Questo testo offre una lirica intensa ed elegiaca, strutturata come un monologo interiore che oscilla tra il desiderio di trascendenza e una profonda nostalgia per l'umano.

Punti Chiave del Testo

  • Il Limite Visivo e il Desiderio di Fuga: L'apertura definisce lo sguardo non come mezzo di scoperta, ma come confine fisico. La spinta verso l'oltre non nasce dalla curiosità intellettuale per i misteri cosmi, bensì dal bisogno di sollievo e di affrancamento dalle "miserie del mondo".

  • L'Elemento Naturale come Interlocutore: Il poeta si rivolge direttamente alla natura — il mandorlo, gli ulivi, il sole al tramonto. Tuttavia, chiarisce subito che la causa del suo tormento non è la natura stessa, ma la "calma della sera" che risveglia l'inquietudine in chi è "collezionista di emozioni". Il tramonto diventa metafora del tempo che scorre e svanisce, portando con sé opportunità inespresse.

  • La Sensibilità come Strumento Musicale: La metafora dell'arpa dalle corde tese restituisce con efficacia la condizione dell'inguaribile sentimentale: una sensibilità così reattiva che anche il soffio più lieve della brezza basta a produrre una risonanza interiore.

  • Nostalgia, Speranza e l'Amore Vera: Nella parte finale, la tensione verso l'orizzonte si intreccia con il bisogno di ritrovare affetti noti ("abbracci conosciuti", "bocche amiche"). Il "Paradiso" evocato non è un concetto teologico astratto, ma un luogo di approdo emotivo e di certezza, dove l'amore non si riduce a spiegazioni teoriche ma si rivela nella sua autenticità vissuta.

Stile e Registro La prosa poetica mantiene un ritmo fluido e musicale, sorretto dall'uso dell'apostrofe diretta e di immagini vivide. Il contrasto tra la pesantezza del mondo materiale e la leggerezza dell'anima che vuole "spiccare il volo" attribuisce al brano un forte valore espressivo.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


martedì 18 dicembre 2012

Spegniti Sole (poesia)


 
Spegniti sole,
o brucia i miei occhi.

Viltà arride al pover uomo.

Sogni di gloria dell’umana specie raccolgono brina sul ferro della cattiveria.

Teneri sentimenti suonano a burla all’animo sensibile.

Sollevo lo sguardo in alto per distrarre occhi piangenti.

Vorrei crederti Dio mio.



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Analisi

Questa poesia descrive con cruda essenzialità un profondo cortocircuito esistenziale: lo scontro traumatico tra l'idealismo dell'animo sensibile e la spietata durezza della realtà umana.

I Temi Centrali

  • Il Rifiuto della Luce (v. 1-2): Il verso d'apertura è un'invocazione drastica. Il poeta chiede l'oscurità assoluta ("Spegniti sole") o la cecità pur di non dover continuare a testimoniare lo spettacolo del mondo. È un rifiuto viscerale della realtà.

  • La Sconfitta dell'Umanità (v. 3-5): La vista della "viltà" che triunfa sull'uomo qualunque e le speranze di grandezza che si congelano ("raccolgono brina") a contatto con la "cattiveria" mostrano la disillusione verso il genere umano. I sentimenti nobili si trasformano in un'arma a doppio taglio, diventando ridicoli agli occhi di chi prova ancora empatia.

  • La Ricerca del Trascendente (v. 6-7): Il gesto finale di alzare lo sguardo al cielo non nasce dalla serenità, ma dal bisogno fisico di sviare il pianto. L'ultimo verso, "Vorrei crederti Dio mio", condensa una fede desiderata ma incrinata dalla sofferenza: un'aspirazione al conforto divino frenata dal dubbio e dal dolore assistito sulla Terra.

Stile e Tono
L'uso di immagini contrastanti — il calore del sole e del fuoco opposto al freddo della brina e del ferro — dà voce a un tono elegiaco e tragico. La struttura breve e concisa accentua l'impatto di ogni singola parola, restituendo la sensazione di un dialogo intimo e disperato.


domenica 16 dicembre 2012

Un Angelo silenzioso (poesia)



Un fiore è spuntato nel prato del mio cuore.
Lo nascondo al mondo per proteg
gerlo dal vento e dal freddo.
Lo annaffierò con tenero amore.
Avrò cura di farlo splendere in tutta la sua bellezza.
Attenderò il momento per salire su in cielo e fartene dono.
Il tuo atto d’amore mi fa luccicare gli occhi e mi gonfia il petto.
Mille emozioni soffocano inutili parole.


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Analisi

Una poesia di pura delicatezza lirica, che esplora il tema della custodia dell'amore, della gratuità del dono e della trascendenza dei sentimenti.

  • La fioritura interiore e la protezione (Strofe 1-4): L'immagine d'apertura del fiore che germoglia nel "prato del cuore" è un classico della poesia romantica e spirituale, ma trova qui una freschezza autentica. Il fiore rappresenta una nuova consapevolezza, un sentimento nativo e fragilissimo. La decisione di "nasconderlo al mondo" non nasce dalla vergogna, ma da una premura quasi materna: preservare ciò che è sacro e puro dalla dote distruttiva dell'esterno (il "vento" e il "freddo"). L'impegno a nutrirlo con "tenero amore" trasforma il sentimento in un percorso di cura quotidiana.

  • L'offerta e la dimensione ultraterrena (Strofa 5): Il verso * "Attenderò il momento per salire su in cielo e fartene dono" * eleva improvvisamente la lirica su un piano superiore. Il fiore non è destinato al possesso terreno o all'esibizione immediata, ma alla pazienza dell'attesa e alla purezza dell'offerta spirituale. Il legame si proietta oltre la dimensione orizzontale della vita quotidiana, toccando l'assoluto.

  • La risonanza fisica ed emotiva (Strofa 6): Il focus torna sul corpo e sulla reazione immediata dell'io poetico: l' "atto d'amore" ricevuto produce una trasformazione visibile e viscerale. Gli occhi che luccicano e il petto che si gonfia descrivono la commozione autentica, quel senso di pienezza e meraviglia che scuote l'essere fin nelle sue fondamenta.

  • Il silenzio fecondo (Chiusura): La conclusione riserva un'intuizione poetica impeccabile (* "Mille emozioni soffocano inutili parole" *). L'intensità del vissuto emotivo si rivela così straripante da rendere superflua la parola articolata. Le parole diventano "inutili" di fronte alla verità dell'emozione; il linguaggio verbale si ritira per far spazio al silenzio denso della gratitudine e dell'amore puro.



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