
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.
"Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono
ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.
Mi hai
chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il
modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare,
al contrario
di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana ed il tuo
consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha
iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo.
Io ho preso la
mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare,
mamma, ciò che mi aspettava...
Qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui
sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: .
Mamma, la sua voce sembra
così lontana...
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con
tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono:
.
Sono certa che il ragazzo alla
guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a
tutta velocità.
Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo
morire...
Perchè le persone fanno tutto questo, mamma?
Sapendo che
distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un
centinaio di coltelli contemporaneamente.
Di' a mia sorella di non
spaventarsi, mamma, di' a papà di essere forte.
Qualcuno doveva dire a
quel ragazzo che non si deve bere e guidare...
Forse, se i suoi glielo
avessero detto, io adesso sarei viva...
La mia respirazione si fa sempre
piu debole e incomincio ad avere veramente paura...
Questi sono i miei
ultimi momenti, e mi sento così disperata...
Mi piacerebbe poterti
abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.
Mi piacerebbe
dirti che ti voglio bene per questo...
Ti voglio bene e.... addio."
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Questo testo, toccante e drammatico, evidenzia in modo brutale quanto le azioni di un singolo individuo possano avere ripercussioni catastrofiche sul benessere collettivo. Per ridurre drasticamente queste sofferenze evitabili e massimizzare la sicurezza generale, il messaggio chiaro che si trae e che occorre trasmettere al mondo si articola su tre pilastri d'azione:
1. Responsabilità individuale e consapevolezza sistemica
La scelta di non mettersi alla guida sotto l'effetto di alcol o sostanze non è soltanto una decisione personale sulla propria salute, ma un dovere morale imprescindibile verso la comunità. In un sistema interconnesso come il traffico stradale, un comportamento irresponsabile annulla le condotte virtuose degli altri, generando una perdita immensa di utilità, vite umane e potenziale sociale.
2. Educazione preventiva e norme sociali condivise
Come la madre ha guidato la protagonista verso una scelta sana, la società deve rafforzare l'educazione e la cultura della prevenzione. È fondamentale che la riprovazione della guida in stato di ebbrezza diventi una norma sociale condivisa anche nei gruppi di pari, superando la pressione di gruppo e rendendo inaccettabile il rischio inutile.
3. Inasprimento dei controlli e infrastrutture di tutela
La buona volontà dei singoli deve essere sostenuta da tutele istituzionali efficaci. Per prevenire perdite irreparabili per la collettività, è essenziale implementare:
- Controlli stradali più capillari e sanzioni severe come deterrente strategico;
- Dispositivi tecnologici d'ausilio (come blocchi dell'avviamento con etilometro integrato);
- Alternative di trasporto pubblico sicure ed economiche durante i fine settimana e gli eventi notturni.
Salvare anche una sola vita da una tragedia del genere significa preservare la gioia, la produttività e il benessere di intere famiglie e comunità.
Quale aspetto di questa problematica — educativo, normativo o sociale — ritieni sia più urgente affrontare per evitare casi simili?