venerdì 25 luglio 2014

Come non piangere!




Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.


"Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. 

Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una Sprite. 

Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. 

Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. 

Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. 

Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. 

Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... 

Qualcosa di inaspettato! 

Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice:

Mamma, la sua voce sembra così lontana... 

Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono:

Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. 

Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... 

Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? 

Sapendo che distruggeranno delle vite? 

Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. 

Di' a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di' a papà di essere forte. 

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... 

Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...

La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... 

Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata...

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. 

Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... 

Ti voglio bene e.... addio."

---------------------------commento---------------------

Questo testo, toccante e drammatico, evidenzia in modo brutale quanto le azioni di un singolo individuo possano avere ripercussioni catastrofiche sul benessere collettivo. Per ridurre drasticamente queste sofferenze evitabili e massimizzare la sicurezza generale, il messaggio chiaro che si trae e che occorre trasmettere al mondo si articola su tre pilastri d'azione:

1. Responsabilità individuale e consapevolezza sistemica

La scelta di non mettersi alla guida sotto l'effetto di alcol o sostanze non è soltanto una decisione personale sulla propria salute, ma un dovere morale imprescindibile verso la comunità. In un sistema interconnesso come il traffico stradale, un comportamento irresponsabile annulla le condotte virtuose degli altri, generando una perdita immensa di utilità, vite umane e potenziale sociale.

2. Educazione preventiva e norme sociali condivise

Come la madre ha guidato la protagonista verso una scelta sana, la società deve rafforzare l'educazione e la cultura della prevenzione. È fondamentale che la riprovazione della guida in stato di ebbrezza diventi una norma sociale condivisa anche nei gruppi di pari, superando la pressione di gruppo e rendendo inaccettabile il rischio inutile.

3. Inasprimento dei controlli e infrastrutture di tutela

La buona volontà dei singoli deve essere sostenuta da tutele istituzionali efficaci. Per prevenire perdite irreparabili per la collettività, è essenziale implementare:

  • Controlli stradali più capillari e sanzioni severe come deterrente strategico;

  • Dispositivi tecnologici d'ausilio (come blocchi dell'avviamento con etilometro integrato);

  • Alternative di trasporto pubblico sicure ed economiche durante i fine settimana e gli eventi notturni.

Salvare anche una sola vita da una tragedia del genere significa preservare la gioia, la produttività e il benessere di intere famiglie e comunità.

Quale aspetto di questa problematica — educativo, normativo o sociale — ritieni sia più urgente affrontare per evitare casi simili?


Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

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