Respiro quell’attimo che mi attraversa.
Ogni cellula,
muta,
scompare dal
suo esistere.
Soltanto
onde d’energia si muovono intorno alla mia consapevolezza.
Si dicono
pensieri.
Agitano
immagini
appese sui
muri di un passato
e che ora
sono ricordi.
Sono quadri
in equilibrio instabile,
colorati con
emozioni
sfumate
dalle paure dell’età verde.
Nel vagar
dei prati del sentimento
Indugio nell’essere
romantico.
Dimentico il
soffio che mi dà vita.
Sperimento l’eterno.
Lascio
socchiusa la porta del mio del mio cuore.
In due l’universo
non raddoppia.
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Analisi
La lirica propone un viaggio interiore di rara intensità filosofica ed esistenziale, sviluppato attraverso un ritmo meditativo che guida chi legge dal piano biologico fino a quello metafisico.
La dissoluzione della materia e il piano dell'energia
I primi versi introducono un'esperienza di trascendenza corporea:
Respiro quell’attimo che mi attraversa.Ogni cellula,muta,scompare dal suo esistere.Soltanto onde d’energia si muovono intorno alla mia consapevolezza.
L'atto fisiologico del respiro diventa la porta d'accesso a una dimensione ulteriore. La materia fisica (le cellule) sfuma, lasciando spazio a un'esistenza pura fatta di energia e presenza cosciente. È una sospensione del tempo materiale in favore di un'osservazione interiore limpida e distante dai condizionamenti corporei.
La memoria come galleria d'arte interiore
Nella parte centrale, il focus si sposta sulla natura della mente e del ricordo:
Si dicono pensieri.Agitano immaginiappese sui muri di un passatoe che ora sono ricordi.Sono quadri in equilibrio instabile,colorati con emozionisfumate dalle paure dell’età verde.
L'uso della forma impersonale ("Si dicono pensieri") suggerisce come la mente produca idee in modo quasi autonomo. I ricordi vengono descritti attraverso un'efficace metafora pittorica: quadri appesi in equilibrio instabile, dipinti con le tinte delle prime angosce della giovinezza (l'età verde). La memoria non è un archivio rigido, ma un'esposizione d'arte dinamica e fragile, continuamente ridefinita dal tempo e dalla maturità.
L'esperienza dell'eterno e la disponibilità all'altro
Nella fase conclusiva, il verso si apre a una dimensione lirica e spirituale:
Nel vagar dei prati del sentimentoIndugio nell’essere romantico.Dimentico il soffio che mi dà vita.Sperimento l’eterno.Lascio socchiusa la porta del mio del mio cuore.In due l’universo non raddoppia.
Il poeta si concede la vaghezza del sentimento ("il vagar dei prati") e la propria natura romantica. Nell'attimo in cui la consapevolezza corporea sfuma ("Dimentico il soffio che mi dà vita"), la mente tocca la percezione dell'infinito.
La chiusa si distingue per una profonda intuizione esistenziale: la porta del cuore resta "socchiusa", pronta ad accogliere l'altro senza però cedere all'illusione di una fusione numerica. In due l'universo non raddoppia: l'incontro con l'altro non moltiplica quantitativamente la realtà, ma ne cambia la sostanza qualitativa, unendo due completezze senza annullarne le rispettive singolarità.

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