Non ho tempo per capire quello che è mio e quello che è tuo.
Non possiedo cose.
Sono anima che vuol sorridere.
Posso darti soltanto ciò che mi appartiene.
condividere le tue gioie.
Mi piacerebbe dimenticare insieme a te il dolore,
cancellare la tristezza sui volti degli sfortunati.
Vorrei provare, abbracciato con te,
a guardare il cielo,
e a sfidare con gli occhi l'infinito.
Percorrerei lunghi sentieri per giungere molto lontano,
dove abita l'immaginazione.
In quei momenti, sarebbe stupendo sentirti vicino,
cercando le tue mani tiepide.
Immobili per il peso e incantati per delizia,
allineiamo i nostri sguardi al mare
che finge di agitarsi all'incalzare del vento.
Vorrei vivere quegli eterni attimi d'amore
nel silenzio di due cuori che per caso si sono incontrati.
Commento
Questa poesia si presenta come una dichiarazione d'amore pura, essenziale e priva di sovrastrutture.
Se nelle poesie precedenti prevalevano il contrasto con l'oscurità, il dubbio e la solitudine del cammino, qui la voce poetica trova finalmente un approdo: l'incontro con l'altro e la scelta di donarsi senza riserve.
1. Il Nucleo Tematico: La Generosità dell'Essenziale
Il tema dominante è il superamento dell'egoismo e del possesso materialistico. L'amore qui descritto non chiede garanzie né contratti: si fonda sulla condivisione totale di gioie, dolori e visioni del mondo, trovando la sua massima espressione nel valore del presente e dell'unione emotiva.
2. Analisi delle Sezioni Chiave
Il Rifiuto del Possesso
"Non ho tempo per capire quello che è mio e quello che è tuo. / Non possiedo cose. / Sono anima che vuol sorridere."
L'inizio è di una spiazzante limpidezza. La voce spazza via la logica del confine ("mio" vs "tuo") e dell'avere. Riconoscendosi prima di tutto come "anima", la sua unica priorità diventa la ricerca della gioia pura (il "sorridere") e la donazione dell'unica cosa reale che possiede: se stessa.
Il Desiderio di Condivisione e Cura
"Mi piacerebbe dimenticare insieme a te il dolore, / cancellare la tristezza sui volti degli sfortunati."
L'amore descritto non è un bozzolo chiuso in se stesso. La presenza dell'altro diventa la forza con cui superare il soffrire e, bellissima parentesi di empatia, la spinta ad allungare lo sguardo verso la sofferenza del mondo ("sui volti degli sfortunati"). C'è una dimensione etica oltre che sentimentale.
La Sfida all'Infinito e il Viaggio dell'Immaginazione
"Vorrei provare, abbracciato con te, [...] a sfidare con gli occhi l'infinito. / Percorrerei lunghi sentieri [...] dove abita l'immaginazione."
L'abbraccio dà sicurezza, e da quella sicurezza nasce l'audacia: guardare il cielo e sfidare l'infinito. Il cammino, che nei testi precedenti era un sentiero solitario o pieno di paure, qui diventa un viaggio condiviso verso l'immaginazione, sostenuto dalla ricerca di "mani tiepide".
L'Incanto del Mare e l'Eternità del Silenzio
"Immobili per il peso e incantati per delizia, / allineiamo i nostri sguardi al mare / che finge di agitarsi all'incalzare del vento."
È una delle immagini poetiche più suggestive del componimento. C'è il contrasto tra il "peso" del corpo/della vita e la "delizia" dello sguardo condiviso. Bellissimo il dettaglio del mare che "finge di agitarsi": in confronto al silenzio profondo e all'armonia di chi ama, persino il vento e l'oceano sembrano solo una messa in scena di superficie.
La Chiusura: La Casualità e il Destino
"Vorrei vivere quegli eterni attimi d'amore / nel silenzio di due cuori che per caso si sono incontrati."
Il testo si chiude nel silenzio, che qui non è più solitudine (come nelle prime poesie), ma comunione perfetta. L'accettazione del "caso" che ha fatto incontrare le due anime rende il dono dell'amore ancora più prezioso, trasformando un semplice attimo in qualcosa di eterno.
Stile e Tonalità
Il registro è diretto, fluido e confidenziale.
I versi procedono quasi come una lettera a cuore aperto o un sussurro, capaci di creare un'atmosfera di profonda intimità e dolcezza.

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