martedì 18 dicembre 2012

Spegniti Sole (poesia)


 
Spegniti sole,
o brucia i miei occhi.

Viltà arride al pover uomo.

Sogni di gloria dell’umana specie raccolgono brina sul ferro della cattiveria.

Teneri sentimenti suonano a burla all’animo sensibile.

Sollevo lo sguardo in alto per distrarre occhi piangenti.

Vorrei crederti Dio mio.



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Analisi

Questa poesia descrive con cruda essenzialità un profondo cortocircuito esistenziale: lo scontro traumatico tra l'idealismo dell'animo sensibile e la spietata durezza della realtà umana.

I Temi Centrali

  • Il Rifiuto della Luce (v. 1-2): Il verso d'apertura è un'invocazione drastica. Il poeta chiede l'oscurità assoluta ("Spegniti sole") o la cecità pur di non dover continuare a testimoniare lo spettacolo del mondo. È un rifiuto viscerale della realtà.

  • La Sconfitta dell'Umanità (v. 3-5): La vista della "viltà" che triunfa sull'uomo qualunque e le speranze di grandezza che si congelano ("raccolgono brina") a contatto con la "cattiveria" mostrano la disillusione verso il genere umano. I sentimenti nobili si trasformano in un'arma a doppio taglio, diventando ridicoli agli occhi di chi prova ancora empatia.

  • La Ricerca del Trascendente (v. 6-7): Il gesto finale di alzare lo sguardo al cielo non nasce dalla serenità, ma dal bisogno fisico di sviare il pianto. L'ultimo verso, "Vorrei crederti Dio mio", condensa una fede desiderata ma incrinata dalla sofferenza: un'aspirazione al conforto divino frenata dal dubbio e dal dolore assistito sulla Terra.

Stile e Tono
L'uso di immagini contrastanti — il calore del sole e del fuoco opposto al freddo della brina e del ferro — dà voce a un tono elegiaco e tragico. La struttura breve e concisa accentua l'impatto di ogni singola parola, restituendo la sensazione di un dialogo intimo e disperato.


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