mercoledì 19 dicembre 2012

Cerco il Paradiso (poesia)


Guardar vorrei oltre quel confine che i miei occhi impongono; non per scrutar misteri dell’universo ma per buttar oltre, la mia anima e dimenticare le miserie del mondo che mi circonda.

No, non mi riferisco a te, mandorlo in letargo!

Nemmeno a voi, fluttuanti rami di ulivo!

È colpa della calma di questa sera che fa fremere il mio cuore, appassionato collezionista di emozioni.

Anche tu sole che stai declinando, lasci traccia del tempo inesorabile che passa, cancellando opportunità per la mia anima.

Da indomito sognatore, da inguaribile sentimentale, tendo ancor più forte le corde della mia arpa, cosicché anche la più debole brezza possa suonare musica in me.

Vorrei sentir parole già dette, godere di abbracci conosciuti, pendere da bocche amiche.

Vorrei dimenticare il mio peso per spiccare il volo verso quel lontano orizzonte, cattivo per i miei occhi, ma dolce per la speranza di trovare ciò di cui non so cercare.

Se trovassi il Paradiso e vi prego non datemi dubbio, perché ritroverei la vibrazione continua della mia anima.

Troverei qualcuno che non mi spieghi solo a parole che cos’è l’amore.

---------------
Commento

Questo testo offre una lirica intensa ed elegiaca, strutturata come un monologo interiore che oscilla tra il desiderio di trascendenza e una profonda nostalgia per l'umano.

Punti Chiave del Testo

  • Il Limite Visivo e il Desiderio di Fuga: L'apertura definisce lo sguardo non come mezzo di scoperta, ma come confine fisico. La spinta verso l'oltre non nasce dalla curiosità intellettuale per i misteri cosmi, bensì dal bisogno di sollievo e di affrancamento dalle "miserie del mondo".

  • L'Elemento Naturale come Interlocutore: Il poeta si rivolge direttamente alla natura — il mandorlo, gli ulivi, il sole al tramonto. Tuttavia, chiarisce subito che la causa del suo tormento non è la natura stessa, ma la "calma della sera" che risveglia l'inquietudine in chi è "collezionista di emozioni". Il tramonto diventa metafora del tempo che scorre e svanisce, portando con sé opportunità inespresse.

  • La Sensibilità come Strumento Musicale: La metafora dell'arpa dalle corde tese restituisce con efficacia la condizione dell'inguaribile sentimentale: una sensibilità così reattiva che anche il soffio più lieve della brezza basta a produrre una risonanza interiore.

  • Nostalgia, Speranza e l'Amore Vera: Nella parte finale, la tensione verso l'orizzonte si intreccia con il bisogno di ritrovare affetti noti ("abbracci conosciuti", "bocche amiche"). Il "Paradiso" evocato non è un concetto teologico astratto, ma un luogo di approdo emotivo e di certezza, dove l'amore non si riduce a spiegazioni teoriche ma si rivela nella sua autenticità vissuta.

Stile e Registro La prosa poetica mantiene un ritmo fluido e musicale, sorretto dall'uso dell'apostrofe diretta e di immagini vivide. Il contrasto tra la pesantezza del mondo materiale e la leggerezza dell'anima che vuole "spiccare il volo" attribuisce al brano un forte valore espressivo.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


Nessun commento:

Posta un commento

Esprimi il tuo pensiero

Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

Nome

Email *

Messaggio *