Ecco alcune delle massime più celebri e incisive di Jean-Paul Sartre, che racchiudono i pilastri del suo pensiero esistenzialista (la libertà, la responsabilità, la scelta e il rapporto con gli altri):
Sulla Libertà e la Scelta
«L'uomo è condannato a essere libero.»
(L'esistenzialismo è un umanismo)
Per Sartre la libertà non è un privilegio, ma una responsabilità inevitabile: anche quando scegliamo di non scegliere, stiamo comunque facendo una scelta.
«L'esistenza precede l'essenza.»
(L'esistenzialismo è un umanismo)
Non nasciamo con un destino o un "progetto" già scritto. Prima esistiamo nel mondo, e solo dopo definiamo chi siamo attraverso le nostre azioni e le nostre decisioni.
«Siamo le nostre scelte.»
L'identità di una persona non è fatta di intenzioni o desideri astratti, ma della somma concreta delle decisioni che prende ogni giorno.
Sul Rapporto con gli Altri
«L'inferno sono gli Altri.»
(A porte chiuse)
Spesso fraintesa come una frase di misantropia, significa in realtà che lo sguardo altrui ci giudica, ci definisce e ci "ingabbia", mostrandoci come siamo visti dall'esterno e limitando la nostra percezione di libertà.
Sull'Azione e l'Auto-inganno
«Non si fa ciò che si vuole e tuttavia si è responsabili di ciò che si è.»
(San Genet)
Anche quando il contesto o i limiti esterni ci condizionano, il modo in cui reagiamo a quelle circostanze resta sotto la nostra completa responsabilità.
«L'importante non è ciò che si fa di noi, ma ciò che noi facciamo di ciò che si fa di noi.»
Il manifesto del riscatto personale: non possiamo decidere da dove partiamo o cosa il mondo ci rovescia addosso, ma possiamo sempre decidere come trasformarlo ed evolvere.
Jean-Paul Sartre (1905–1980) è stato uno dei filosofi e scrittori più influenti del Novecento, figura simbolo dell'esistenzialismo ateo e intellettuale militante.
I punti chiave della sua vita e del suo pensiero:
Formazione ed Esistenzialismo: Nato a Parigi, studiò alla prestigiosa École Normale Supérieure, dove incontrò Simone de Beauvoir, compagna di vita e di dibattito intellettuale. Nel 1943 pubblicò la sua opera filosofica fondamentale, L'essere e il nulla, in cui teorizzò che nell'uomo "l'esistenza precede l'essenza": non esiste un destino predeterminato e l'essere umano è condannato a essere libero, responsabile di ogni sua scelta.
Opere letterarie e Teatro: Espresse la sua filosofia anche attraverso romanzi celebri come La nausea (1938) e testi teatrali come A porte chiuse (1944), celebre per la frase "l'inferno sono gli altri".
Impegno politico: Durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale fu una figura di spicco della sinistra radicale francese. Sostenne le lotte di decolonizzazione (come l'indipendenza dell'Algeria) e si avvicinò al marxismo, cercando di coniugarlo con il suo pensiero esistenzialista.
Il rifiuto del Nobel: Nel 1964 gli fu assegnato il Premio Nobel per la Letteratura, ma lo rifiutò coerentemente con la sua idea che un intellettuale non debba farsi trasformare in un'istituzione.

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