Tra insonnia, pezzi di puzzle da ricomporre e un romanticismo che non si arrende, questa lettera notturna è un inno alla pazienza dell'amore e alla cura di sé.
Gemma, una ragazza dolce con tanta solitudine nel cuore, sentì l’esigenza di scrivere una lettera al suo futuro ragazzo. Ho intercettato il suo pensiero ed ecco il suo messaggio.
“In questo preciso momento, non so se ti ho già incontrato o no. Se mai dovessimo incontrarci per caso e mi capitasse di dimenticare il tuo nome o anche solo il tuo aspetto, mi scuso. Probabilmente è perché quando le nostre strade si sono incrociate, ero impegnata ad amare qualcun altro che non era destinato a me, o ero semplicemente contenta del mio spazio. Non lo so.
E se, per caso, ci conoscessimo già, spero che stiamo bene entrambi. Spero che siamo in buoni rapporti mentre scrivo questo. Se mai ti ho causato troppo dolore, essendo così testarda e dura, le mie più sincere scuse. Immagino che tu mi conosca meglio di chiunque altro.
Ma se, finora, non ci siamo incrociati, per me va tutto bene. Se sei innamorato di qualcun’altra in questo momento, vorrei solo che ti trattasse bene. Non voglio che anneghi nel dolore. L'urgenza non ci aiuterà; quindi non avere fretta di incontrarmi. Sono ancora nel processo di riparazione e ricomposizione dei pezzi del puzzle della mia vita, e probabilmente tu sei uno dei pezzi mancanti, ma per favore non avere fretta.
Prenditi il tuo tempo, e io prenderò anche il mio. Inoltre non ho la minima idea di quando ti incontrerò finalmente. E sono seduta qui, chiedendomi cosa stai facendo in questo momento. Probabilmente sei più sano di me e stai dormendo perché sono le 3 di notte ed io sto scrivendo questa lettera.
Mi chiedo che aspetto hai. Perdonami se sembro disorientata in tua presenza. Sarai la prima persona che conoscerò veramente e spero che sarai l'ultima. Voglio ascoltare le tue storie, quelle belle e quelle brutte. E probabilmente sorriderò stupidamente solo pensando a quanto sono fortunata ad averti.
Guarderemo insieme ogni commedia romantica, abbracciandoci; per favore promettimi di non ridere mai quando piango durante quei film. Tienimi stretta invece.
Resisti. Ti cercherò. Ti troverò e ti amerò. Ti porterò via da tutti gli altri. Un giorno, catturerai il mio sguardo. O io catturerò il tuo. Con una conversazione profonda e casuale, qualcosa di dolce alla tua vista o con il mio sorriso spezzato. Chi lo sa? Resto un’incrollabile romantica.”
Nota al testo
1. La geografia del tempo e delle priorità
"Ero impegnata ad amare qualcun altro che non era destinato a me, o ero semplicemente contenta del mio spazio."
2. Il dialogo con il destinatario (noto o ignoto)
- Se è un volto nuovo, c'è l'invito a prendersi il proprio tempo, a non bruciare le tappe, quasi a voler proteggere questo futuro incontro dalla frenesia del mondo moderno.
- Se invece è qualcuno del passato, c'è la capacità di fare pace con gli spigoli ("essendo così testarda e dura"). Il riconoscimento della propria durezza non è autocommiserazione, ma onestà intellettuale ed emotiva.
3. L'intimità dei dettagli quotidiani
- Il contrasto notturno: Le 3 di notte, l'insonnia creativa di chi scrive mentre l'altro probabilmente dorme sonni più sani. È l'immagine classica della mente che corre quando il mondo tace.
- Le piccole promesse: Guardare le commedie romantiche, piangere senza vergogna, chiedere in cambio solo un abbraccio che non giudica ("non ridere mai quando piango"). È il desiderio di un rifugio sicuro, dove non servono corazze.
4. L'irriducibile romanticismo finale
"Resto un’incrollabile romantica."

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