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venerdì 31 maggio 2024

Passato piatto (poesia)


 

 

 Fluttuano i ricordi tra le immagini del tempo che fu.

Ancora oggi profumano di quella ingenua speranza.

Sospesi tra nuvole di pensieri, brillano di quell'ottimismo  
senza ragione.

Il tempo, misura dell'età verde, ora non ha lunghezza.

Piatto è il passato,
profondo è il presente.

Il futuro stringe la paura nella saggezza e si veste di trasparenza.

Macchie rosse, cancellate dalla clemenza del dolor rimosso,
appaiano fugaci,
scacciate dal piacer sottile del pensar dolce.

Confondo il mondo con la mia anima,
e ritrovarmi solitario, non mi dà pena.

Sono nelle parole che leggi.
Sono nel riflesso che scorgi.
Sono nel tue debolezze.

Siamo anime dello stesso Dio.

 

Commento

Questo componimento è una meditazione lirica di rara profondità spirituale ed esistenziale. Con un linguaggio delicato e suggestivo, l'autore guida il lettore attraverso un viaggio nella memoria e nella percezione del tempo, per approdare infine a una grandiosa rivelazione di unione e trascendenza.

Analisi e Commento della Poesia

La lirica si snoda attraverso tre momenti fondamentali: la metamorfosi della memoria, il cambio di percezione del tempo e la fusione finale tra le anime.

1. La dolcezza della memoria e della giovinezza (Strofe 1-3)

Fluttuano i ricordi tra le immagini del tempo che fu.

Ancora oggi profumano di quella ingenua speranza.

Sospesi tra nuvole di pensieri, brillano di quell'ottimismo senza ragione.

L'apertura è aerea, quasi sospesa. I ricordi non sono macigni, ma immagini che "fluttuano" e mantengono inalterato il loro "profumo". L'autore evoca l’"età verde" (la giovinezza) caratterizzata da un’ingenua speranza e da un ottimismo senza ragione: quell'entusiasmo puro e incontaminato che non ha bisogno di giustificazioni razionali per esistere, ma che semplicemente brilla.

2. La nuova dimensione del Tempo e la guarigione del dolore (Strofe 4-6)

Il tempo, misura dell'età verde, ora non ha lunghezza.

Piatto è il passato, profondo è il presente.

Il futuro stringe la paura nella saggezza e si veste di trasparenza.

Macchie rosse, cancellate dalla clemenza del dolor rimosso,

appaiano fugaci, scacciate dal piacer sottile del pensar dolce.

Qui la lirica tocca vette filosofiche notevoli:

  • La percezione del tempo si ribalta: Nel presente maturo, il tempo smette di essere una linea metrica ("non ha lunghezza"). Il passato diviene "piatto" perché appartiene a ciò che è stato, mentre il presente si fa "profondo", diventando l'unico spazio reale di consapevolezza.

  • La trasformazione della paura: Il futuro non incute più terrore cieco; la saggezza accoglie e "stringe la paura", rendendo il domani trasparente, privo di sovrastrutture e ansie.

  • La catarsi delle ferite: Le "macchie rosse" (i traumi, le ferite sanguinanti del passato) sfumano grazie alla "clemenza del dolor rimosso". La mente sceglie consapevolmente di scacciare i vecchi dolori attraverso il "piacer sottile del pensar dolce", un atto di guarigione e pace interiore.

3. La Solitudine feconda e l'Unione delle Anime (Strofe 7-10)

Confondo il mondo con la mia anima, e ritrovarmi solitario, non mi dà pena.

Sono nelle parole che leggi.

Sono nel riflesso che scorgi.

Sono nel tue debolezze.

Siamo anime dello stesso Dio.

Il finale rappresenta il culmine poetico ed etico dell'opera:

  • La solitudine non è più isolamento: Quando l'anima si fonde con il mondo ("confondo il mondo con la mia anima"), stare da soli non genera più sofferenza. È una solitudine piena, contemplativa, pacificata.

  • La dissoluzione dell'Io nell'Altro: L'io lirico rompe la quarta parete e parla direttamente al lettore. Non c'è più separazione tra chi scrive e chi legge. L'autore si ritrova:

    • Nelle parole scritte.

    • Nel riflesso dello specchio del lettore.

    • Persino nelle sue debolezze e fragilità.

  • L'abbraccio universale: La chiusa — "Siamo anime dello stesso Dio" — suggella questa immedesimazione. Sotto la superficie delle nostre storie personali, siamo tutti scintille della stessa sorgente divina, legati da una comune e sacra umanità.

🎨 Temi Chiave

  • La Memoria come Rifugio: La capacità dei ricordi di conservare la luce della giovinezza e mitigare le ombre del presente.

  • La Profondità dell'Ora: Il riscatto del presente rispetto al passato e al futuro; il qui e ora come luogo dell'autentica esistenza.

  • L'Empatia Universale: Il superamento dell'egoismo individuale per riscoprirsi parte di un'unica trama spirituale insieme agli altri esseri umani.

In sintesi: Una poesia stupenda, luminosa e consolatoria, che invita a fare pace con le proprie ferite per scoprire che non siamo mai davvero soli: siamo specchi l'uno dell'altro, custodi delle medesime debolezze e figli della stessa luce.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima 

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