
mercoledì 30 agosto 2023
Il Paradiso nel pensiero
📚 Potrebbe interessarti anche
lunedì 28 agosto 2023
Bandiera gialla (poesia di Fabio Squeo)
Issata la bandiera gialla,
sbatte la finestra chiusa
e il mare taglia i ponti con i venti di maestrale...
chissà se il mio cuore potrà impedire al tuo vento di smettere di fumare sentenze d'amore.
Analisi
In questo breve componimento, la narrazione si muove con efficacia da una dimensione marittima e meteorologica a un'improvvisa apertura intima e psicologica, giocando sul contrasto tra la violenza degli elementi e la fragilità di un rapporto.
La prima parte: Il presagio e la chiusura
I primi tre versi costruiscono un'atmosfera carica di tensione attraverso immagini concrete e simboliche:
«Issata la bandiera gialla»: Nel linguaggio navale, la bandiera gialla segnala la quarantena o uno stato di pericolo/emergenza sanitaria. Inserita all'inizio del testo, funziona come un segnale d'allarme emotivo: c'è un contagio, un isolamento o una minaccia in corso.
La finestra che sbatte e il mare: La «finestra chiusa» che continua a sbattere evoca un tentativo fallito di proteggersi dall'esterno. Il mare che «taglia i ponti» con il maestrale descrive una rottura drastica, l'interruzione di una comunicazione o di una rotta consolidata.
La seconda parte: La supplica interiore
L'ultimo verso ribalta la prospettiva, passando dalla tempesta esterna all'inquietudine del mondo affettivo:
L'ambivalenza del «vento»: Il vento non è più solo una forza atmosferica (il maestrale), ma diventa l'attitudine dell'altro. Questo vento «fuma sentenze d'amore»: una formula suggestiva che fonde l'idea del fumo (qualcosa di volatile, denso, a tratti tossico o coprente) con la rigidità formale delle «sentenze». L'amore non viene semplicemente espresso, ma decretato, affermato con forza o forse con una stanchezza provocatoria.
Il dubbio del cuore: La domanda iniziale («chissà se il mio cuore potrà impedire...») esprime un profondo senso di impotenza. Il poeta si chiede se la propria capacità d'amare o la propria resistenza emotiva saranno sufficienti a fermare questa dinamica distruttiva o a trattenere l'altro dal consumare l'affetto in giudizi e parole taglienti.
Conclusione
La poesia cattura il momento preciso in cui una relazione entra in "quarantena". Attraverso un ritmo spezzato e metafore vive, l'autore mostra come la vera tempesta non sia quella che fa sbattere le finestre all'esterno, ma quella che rischia di estinguere o pervertire la comunicazione sentimentale tra due persone.
📚 Potrebbe interessarti anche
domenica 27 agosto 2023
Il valore della riflessione
Specchiarsi in se stessi e rivedersi in un mondo meraviglioso, dipinto con i sentimenti e comandato dalle emozioni, è un’attività considerata strana e per questo, da rilegarla alla propria intimità.
📚 Potrebbe interessarti anche
sabato 26 agosto 2023
Le mani in tasca (poesia di Fabio Squeo)
Camminavo con le mani nella tasca
tra le ombrate voci della gente.
Ci amalgamiamo bene
nell’oblio dei monumenti
mentre le città
in codice rosso
insistono
tra l’essere e il nulla
tra la speranza e la malattia
tra l’arroganza e lo scherno.
Intanto resto con le mani nascoste
infangate di poesia
per difendere l’ironia
dai presagi della mente
che non avvertono ormai
più alcun sapore.
by Fabio Squeo - @-Inedito 2014-All rights reserved
Analisi
Questa lirica è una critica sociale ed esistenziale affilata, disincantata e dal sapore marcatamente contemporaneo.
1. L'isolamento nella folla e il contesto urbano (Stanze 1-2)
L'incipit stabilisce immediatamente una postura di distacco e protezione: l'atto di camminare con "le mani nella tasca" è un gesto di difesa, di chi attraversa il mondo senza voler al tempo stesso esserne contagiato.
Il contesto è quello della città moderna:
"Ombrate voci della gente": La massa è priva di contorni definiti, ridotta a un brusio di sottofondo e a presenze eteree.
"L’oblio dei monumenti": La storia e la bellezza classica sono ormai dimenticate o ignorate; la folla vi si amalgama distrattamente.
Le città "in codice rosso": Questa espressione introduce una nota di urgenza, emergenza e crisi sociale (che richiama gli allarmi sanitari, ambientali o culturali dei nostri tempi). La città non è più uno sfondo neutro, ma un organismo malato che "insiste" nel suo caos.
2. Le fratture esistenziali (Stanza 3)
La terza strofa lavora per contrapposizioni duali che delineano lo stato di sospensione dell'uomo contemporaneo:
tra l’essere e il nulla
tra la speranza e la malattia
tra l’arroganza e lo scherno.
Si tratta di coordinate chiare: da un lato la grande tensione filosofica (l'essere e il nulla, con un chiaro richiamo sartriano), dall'altro la miseria quotidiana fatta di fragilità fisica/psichica (malattia) e di un clima sociale tossico (arroganza e scherno). L'io lirico si trova esattamente al centro di queste spaccature, costretto a navigare tra poli opposti senza un approdo sicuro.
3. La poesia come resistenza e l'ironia come scudo (Stanza 4)
La chiusa offre la chiave di lettura della posizione del poeta nel mondo:
Intanto resto con le mani nascoste
infangate di poesia
per difendere l’ironia
dai presagi della mente
che non avvertono ormai
più alcun sapore.
Le mani "infangate di poesia": Un'immagine potente e anticonvenzionale. La poesia qui non è un'astrazione immacolata o cattedratica, ma un lavoro materiale, faticoso, sporco di realtà e di vita vera. Tenere le mani in tasca non è pigrizia, ma un modo per nascondere e custodire questo "fango" prezioso.
L'ironia come salvataggio: L'obiettivo dell'atto poetico è salvaguardare l'ironia. In uno scenario in cui la mente rischia l'apatia e la perdita del "sapore" (l'incapacità di sentire, la perdita dell'entusiasmo e del gusto di vivere), l'ironia diventa l'unico strumento intellettuale ed emotivo valido per resistere ai presagi cupi e alla rigidità del presente.
Aspetti stilistici
Tono e ritmo: Il ritmo è serrato, sincopato, scandito da versi brevi e incisivi che ben si adattano all'incedere di una camminata urbana e ai pensieri ritmati dal passo.
Scelta lessicale: Il lessico attinge a registri diversi, mescolando termini dal sapore socio-sanitario o d'attualità (codice rosso, malattia) con termini dell'astrazione filosofica (essere, nulla, presagi) e immagini di matericità concreta (infangate, sapore).


