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🏛 Filosofia

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Storie, dialoghi e allegorie che danno forma alle grandi domande.

mercoledì 30 agosto 2023

Il Paradiso nel pensiero

 
Non conosco i processi biologici medianti i quali il pensiero è reso possibile da un gruppo di cellule che, per un miracolo della natura, similmente al processo della sublimazione, trasforma attività chimico-elettriche in qualcosa che non trovando un’espressione migliore chiamiamo pensiero. 
È innegabile che il pensiero esca dalla mia testa. 
Inavvertitamente, quando penso intensamente, la mano va da sola sulla fronte; quasi a voler favorire la trasformazione in atto. 
Il pensiero avendo oltrepassato la barriera del corpo, del discreto, del limitato, della razionalità, vola incontrastata senza giudici, libera per l’universo delle coscienze. 
Esso ride di Einstein, della velocità della luce. 
Si commuove a quella parte di sé ancora presente nel corpo che bussa e freme per uscirne.
Questa specie diversa di pensiero, che per sfortuna anziché prodursi nel cervello rimane dimenata dal battito del cuore, chiamatela emozione. 
Sì! Le emozioni sono interlocutrici dell’essere umano con l’infinito universo. 
Esse riproducono l’infinito nello spazio uomo. 
Mi rivolgo a te, amica che scrivi: “Sto pensando che senza pensare non potrei sognare”. È inevitabile partire con il pensiero per sognare. 
Pensando si dimentica il corpo e questo stato, se vuoi, puoi chiamarlo SOGNO. 
Senza la conclamata razionalità il pensiero è signore di se stesso e accarezza, con le bizzarre figure scelte dal corredo “UOMO”, l’animo umano; lo distoglie dai suoi limiti e gli anticipa il dopo. 
Che sia una specie di Paradiso? 
Lascio a te la gioia di immaginarlo.


lunedì 28 agosto 2023

Bandiera gialla (di F. Squeo)

 

  

Issata la bandiera gialla,

sbatte la finestra chiusa

 e il mare taglia i ponti con i venti di maestrale...

chissà se il mio cuore potrà impedire al tuo vento di smettere di fumare sentenze d'amore.


(Fabio Squeo)

 

domenica 27 agosto 2023

Il valore della riflessione



Specchiarsi in se stessi e rivedersi in un mondo meraviglioso, dipinto con i sentimenti e comandato dalle emozioni, è un’attività considerata strana e per questo, da rilegarla alla propria intimità.

In questo mondo, ogni parola è muta ma tutto intorno vive. Vestiamo di ciò che nessuna parola potrebbe descrivere. 
Esattamente come il pianto di bambino che riempie l’esistenza di una mamma alla quale egli tutto racconta, nell'eterna legge della vita. 

Spesso ci sorprendiamo nel prendere consapevolezza di vivere in modi estranei a noi stessi, assunti passivamente e dei quali vorremmo liberarcene. 

Siamo irrazionalmente convinti che il nostro esistere non può limitarsi al necessario e al logico; siamo fortemente convinti che possiamo prendere di più da questa nostra vita; siamo convinti di poter sperimentare una consapevolezza chiusa in uno scrigno interiore mai aperto. 
Diventa tutto magico, ci si vede in controluce e come sospesi in arcobaleni di mille colori, si vola a cavallo della fantasia, dove il pensiero dolce è il padrone. 
Si muovono i confini poiché regole e convenzioni non esistono. 
Essi inglobano tutto ciò che la mente ha scartato e ha etichettato come inutile, sciocco.
È sciocco o inutile ragionare del lato buio della luna? 
Tutto ciò che non si vede con la mente, è lì ad attendere pazientemente, come un dono riposto. 
È bello farsi prendere da quell’esplosione interiore che tutto avvolge. 
La riflessione è il filo di Arianna che potremmo usare per non girare a vuoto nel labirinto della nostra esistenza. 

sabato 26 agosto 2023

Le mani in tasca (di Fabio Squeo)


Camminavo con le mani nella tasca
tra le ombrate voci della gente.


Ci amalgamiamo bene
nell’oblio dei monumenti
mentre le città
in codice rosso
insistono


tra l’essere e il nulla
tra la speranza e la malattia
tra l’arroganza e lo scherno.


Intanto resto con le mani nascoste
infangate di poesia
per difendere l’ironia
dai presagi della mente

che non avvertono ormai
più alcun sapore. 



by Fabio Squeo - @-Inedito 2014-All rights reserved

venerdì 25 agosto 2023

Chi è buono non sceglie di esserlo

 

 
Non è vero che essere troppo buoni ci si rimette!!
Potrei concedere, al massimo, che ..... si prendono posizioni scomode!!!

Essere buoni* non è una scelta!

Quando ci si mostra tali, significa che si vorrebbe diventare buoni!

Quando si è buoni, ci si mostra drogati in positivo.....  drogati di bontà.

Buoni inconsapevoli sono i Santi e che per nostra sfortuna, non sanno di esserlo.

Un Santo, ragionevolmente parlando, per quale motivo dovrebbe far miracoli?

Per compierli, dovrebbe scegliere di volerli fare! Egli, però, è così beato in sé che non vede altro se non soltanto la bontà negl’altri per cui non "decide" e non sceglie di adoperarsi soltanto perchè stimolato dalla preghiera. Egli ama!

Daresti da bere a chi credi che abbia bevuto tanto?
Verseresti acqua in un bicchiere, se credi di vederlo pieno fino all’orlo?

Il problema di chi è veramente buono è che non sa di esserlo, né prova fatica per mostrarsi così e quindi non ha l'opzione di scegliere di essere buono in quanto non ha altra alternativa.
 

*Essere buoni è ben più che essere generosi, premurosi o gentili. La bontà, infatti, è una delle migliori capacità interpersonali, oltre che un valore psicologico che genera benessere in chi la pratica. 

 

mercoledì 23 agosto 2023

Il bel pianeta blu


 

Vi sorprenderete … ma anche la nostra Terra ha un’anima, esattamente come i suoi abitanti.

Vi racconto che cosa è accaduto tanto tempo addietro.

Il bel pianeta blu girava orgoglioso intorno al sole, nel ritmo di una danza ellittica in sincronia con i suoi fratelli pianeti. Non aveva rivali in termini di bellezza … era l’incanto di ogni stella.

Ma ... venne il giorno in cui uno strano sentimento tolse serenità.

La bellezza non può bastare per essere felici!

La Terra si sentì sola!

Le acque iniziarono a ritirarsi. Tetre punte rocciose si alzarono in uno scenario sempre più triste.

Una cometa che regolarmente le passava vicino, notò il cambiamento e intuì il motivo di quella trasformazione.

Commossa, decise di agire.

Modificò leggermente la direzione della sua corsa e si avvicinò al triste pianeta quel tanto che bastava per sfiorarlo con la sua coda.

Una polvere d'argento si sollevò.
Nel vorticoso turbinio della materia, si formò un piccolo satellite: la Luna.

Da allora, la Terra riprese la sua serenità.

Gli oceani si riempirono di pesci. Le pianure si ricoprirono di alberi, fiori e animali di ogni specie.

Le montagne si dipinsero di bianco … a memoria della dolcezza eterna. 

Le maree segnarono i momenti romantici in cui la Terra e la Luna si accarezzavano. 

Tutto fu pronto per accogliere in amore l’essere più speciale dell’universo: l’uomo.

 

lunedì 21 agosto 2023

Crisi (di D. Ruggiero)



 

 Crisi, 

per mantenere in piedi la vita.

Io sono nel mirino del fucile,

tu nel cerchio della morte

per ridurre le ossa nella poltiglia dell’odio.

 

domenica 20 agosto 2023

In un'altra vita


Continuamente conduciamo una doppia vita. Una vita esterna, guidata dal desiderio, dalla speranza che qualcosa succeda. Ci affanniamo nel dirigerla nella miglior direzione. 

I segnali di ciò che si può fare e ciò che non si può fare, ci umiliano, ci inibiscono.

La direzione cambia continuamente in seguito ad urti contro ostacoli non visti in tempo. I risultati, in termini di soddisfazioni, ci fanno accelerare, mentre le delusioni ci rattristano provocando momenti di stallo.

Abbiamo bisogno di essere spinti per riprendere il cammino. 

Tra la momentanea illusione di aver ritrovato la verità, il ritmo, le circostanze giuste e il successivo ricredersi, si percorre il sentiero accidentato della vita.

Si ha il bisogno di credere in qualcosa di certo. Si ha bisogno di un punto di partenza al quale riferire tutte le future scelte. Si ha bisogno di qualcosa che la natura umana non può garantire. L’assoluto!

I percorsi della vita sono multiformi. Si ha l’impressione che qualcuno giochi con noi, come noi potremmo fare con una formica. Avete mai provato da bambini a giocare con la formica? 

Quante volte abbiamo bloccato il suo cammino! Quante volte le abbiamo fatto cambiare direzione con pagliuzze o con le nostre piccole manine!

Siamo sommersi da problemi! Problemi a quindici anni, a venti, a trenta, cinquanta, settanta e potremmo continuare ancora. Ci rifiutiamo di ammettere che questa è la vita reale. 

Deve esistere un’altra vita!

L’altra vita è quella interna, guidata dalla fantasia, dalla potenza dell’anima. In questa vita non ci poniamo limiti. Tutto ci viene facile e spontaneo. L’azione è l’unica condizione necessaria per raggiungere qualunque obiettivo. 
L’azione è facile da intraprendere.  Non esiste l’inerzia perché non c’è né accelerazione, né frenata. Tutto si compie con immediatezza è bellezza. 

Come scoprire un arcobaleno che si confonde nelle distanze tra due punti dell’orizzonte. 

Non ci poniamo domande perché non ci sono dubbi. In questa vita non c’è bisogno di ragionare. Esiste e basta!

Se guardi un fiore o un bambino che gioca, a che ti serve ragionare. Rimani investito di piacere e tenerezza ed entri in un campo, dove l’anima è padrona.  Non ti chiede nessun biglietto d’entrata, ma solo la tua voglia di compiacerti. 

Ti chiede di non udire, odorare, gustare, toccare, guardare … ti chiede di far vibrare le corde della tua sensibilità, poiché attraverso esse si entra in mondo tutto da esplorare.
 

venerdì 18 agosto 2023

Immortali per pochi minuti

 

Nella vita siamo immersi in un mare di segnali. 

Siamo come gocce d’acqua nell’onda, costretti a seguire la marea, a far parte della distesa d’acqua. 
Un mare burrascoso o una calma piatta, non può rendicontare all’umile goccia che si agita tra anonime sue simili, in cerca di una consapevolezza tutta da definire. 
Ci illudiamo di autodeterminarci. Presumiamo di essere liberi. 
Ci eleviamo a intelligenze tali da poter decodificare il futuro o il disegno di chi prescinde da noi per potenza e chissà quant'altro.

Siamo giganti nell’illusione e infinitamente piccoli nei nostri limiti; siamo entità trascurabili davanti ai misteri dell’universo.

Due gocce, come due amici, marito e moglie, due fratelli, due colleghi, eccetera, non sono strutture permanenti inamovibili, invarianti nel tempo.

Siamo strutture dinamiche con il continuo assillo di essere vivi.
 
Ognuno di noi esiste per se stesso e prende valore insieme con tutti gli altri. 
Le coppie, con leggeri urti reciproci, rilevano a bagliori i piaceri e le pene dell’esistenza.
Presenti sulla stessa esile barca e in assenza di un timoniere professionista, tutti navighiamo a vista.

La coppia perfetta non esiste, mentre la reciproca consapevolezza di non essere eccellenti o di non essere sempre sopportabili in tutto ciò che facciamo o affermiamo, deve essere la base su costruire la nostra vita di relazione.
E’ perfettamente inutile recriminare o perder tempo vita per riconsiderare segni che avremmo potuto decodificare diversamente! 
Non esiste la soluzione perfetta capace di prevenire tutti i futuri guai. 
Esiste, invece, l’atteggiamento sereno, utile a consumare la vita nel miglior modo possibile; volto a gustare ogni suo elemento attraverso la percezione di tutto ciò che solleva emozioni.
Le difficoltà esistono ed esisteranno, ma colui che sa di avere una vita sola, deve guardarle pensandole trasparenti o transitorie.
Nei momenti in cui ci riesce difficile mantenere dritta la barra di navigazione nella vita, assumiamo l’irresponsabilità di ascoltare un po’ di musica dolce, di guardare il sorriso di un bambino, di osservare lo sguardo ottimistico di un cane che attende l'attenzione dal suo padrone e come per magia ... i pensieri tristi volano via lontani, lasciandoci sulla scia dell’emozione, 

unica possibilità di essere immortali per pochi minuti.

martedì 15 agosto 2023

Assalto del sentimento


 

 
Perso nel tempo sfuggente alla coscienza,
nulla potette occupare la mia vista.

Nessuna direzione fu utile alla mia ragione.

Solo ora posso riferirvi di ciò che l’insolito mi sorprese.

Allora, tutto era racchiuso nel mistero,
 che nessuna parola potrebbe raccontare.

Indomito sentimento restio a qualunque riposo!

Avvicinati e respira profondamente!
 Assali il mio cuore al ritmo della passione.

Sentirai la mia anima attraversarti.
 
Non aver paura di sintonizzarti su quello strano canale 
che i più umili chiamano sensibilità.
 

domenica 13 agosto 2023

Il senso delle parole

 

 
Il senso delle parole può essere ambiguo due volte. 

La prima, per via del significato formale frainteso o confuso. 

La seconda, per una refrattarietà e/o per deformazioni naturali degl'organi sensoriali dovute a tantissimi fattori che impediscono di “sentire” il significato. 

Il grado di attenzione, quasi sempre, è uno zoom sull’area di interesse, cioè, una misura di ingrandimento dell’immagine "pensiero", che nulla aggiunge all’informazione originale, se non la ricchezza dei particolari riscontrati.

Per chiarire la mia idea, vi sottopongo una serie di parole che formano una frase a senso compiuto. 

Queste dovrebbero trasmettere un messaggio:

Saper riconoscere la nostra responsabilità affinché gli eventi si realizzino”.

Per qualcuno, questa frase sembra discendere dalla fantasia, per altri, dalla filosofia (definita malignamente, la scienza delle cose inutili). 

Per tutti, invece, assume un significato diverso, proiettato nell’ambito contestuale dove solitamente la propria psicologia si focalizza. 

Il livello di comprensione della frase è misurabile con un numero compreso da zero a indefinito, in relazione all’età, alla cultura, allo stato psicologico del momento, allo stato di salute, alle menomazioni e a qualunque altro elemento disturbatore del profilo emotivo. 

Usiamo tantissimo le parole; ci arrivano da moltissime fonti e in forme diverse. 

Siamo bombardati da dati e istruzioni. 

Le scienze sono castelli montati con le parole. 

La tecnologia le combina e, come in un gioco di magia, crea nuove formule per produrne altre. 

Dante si è ritrovato nella selva oscura nel Medioevo, dove potremmo trovarci noi, ora?

Saper riconoscere ciò che è meglio per noi stessi in ogni momento di vita è un’abilità da coltivare, imprescindibile in una società che si muove ed evolve con le parole. 

Essa conduce all'unica felicità consentita all'imperfetto essere umano: consapevolezza di valere e il motivo per esistere.

mercoledì 9 agosto 2023

Lotteria comunicativa

 

 
Invidio chi ha sempre qualcosa da dire e che ritiene che quello che dice è importante per l’uditorio.

Le risposte che trovo per me stesso sono così insufficienti che trovo arrogante proporle agli altri.

Vi racconto una breve storia.

Partecipavo ad una riunione dalla quale dovevano emergere proposte organizzative per lo sviluppo di un progetto presente soltanto nella mente dei partecipanti.

Seguii ed ascoltai con molta attenzione interventi dotti, ma che mi imbrogliavano la mente.

Volevo alzare la mano e dire:

 -Ma che hai detto? 
- Ho udito tante belle parole ben miscelate in un fraseggio elegante ma non ho capito niente!

Non ho avuto il coraggio di intervenire e dichiarare il mio buio mentale!
Immaginate che figura avrei fatto?

Silenziosamente continuai ad ascoltare gli altri conferenti, pensando di avere un problema personale ed essere incapace di cogliere le sottili implicazioni del mio oratore.

Finì che mi annoiai!

Molti ripetevano la stessa cosa come se tra gli ascoltatori ci fossero ebeti e pensionati in dormiveglia.

Alla fine, il mio telefonino mi salvò!

Squillò tra lo stupore di tutti ed io, mostrandomi falsamente dispiaciuto, uscii dalla sala di riunione.

Rientrai dopo la ricreazione dello spirito e, per non apparire estraneo al dibattito, feci un intervento senza pretese.

Rimasi sorpreso per il credito suscitato! 
Avevo perso parte del dibattito e sentivo di essere in tema.


Mi resi conto che avrei potuto dire qualunque cosa e il risultato sarebbe stato uguale, con la semplice differenza di allungare il tempo del dibattito.

Al termine della riunione, il verbalizzante scrisse il riassunto delle nuvole di parole, cadute a pioggia sull'assemblea.

Qualcuno, me compreso,  uscendo dalla sala, si chiedeva: 
"Ma che cosa abbiamo deciso?".


Presumendo che ogni partecipante avesse le esatte coordinate di quel progetto, la probabilità che tutti stessimo parlando dello stesso oggetto, era già un valore percentuale minore di cento.

Aggiungiamo, come formaggio su una minestra comune, la voglia di protagonismo, la superficialità, l’incompetenza, la forma impropria di espressione, la malafede, l’ipocrisia, l’assecondare di circostanza, l’interesse, le inibizioni e i divieti psicologici e tanto altro ancora, otteniamo una lotteria comunicativa.

Questo quadro scoraggerebbe chiunque, dotato di un minimo di razionalità, ad intervenire nel dibattito.

Il silenzio appare la scelta del saggio.

Il saggio potrebbe, in alcuni casi, considerare dannoso il suo silenzio perché “vede” prima l’errore per sé e poi per quello che di riflesso provocherebbe alla comunità tacendo.

Decidendo di parlare, il saggio lo fa esprimendosi con semplici concetti e con poche parole.

Quando il saggio ritorna nel silenzio, l’uditorio deve avere compreso il beneficio ottenuto e il valore aggiunto al colloquio.

Soltanto in questi casi, aver parlato si rivela più importante del silenzio.
 

martedì 8 agosto 2023

Sei nel mio sorriso

 


Guarda nel mio cuore.
Puoi vedermi morire.

Cerca la mia anima.

Impregnala con il tuo profumo.
Truce il tuo pensiero arde.

Avvolgila nel tuo calore.
Sento Il tuo respiro scavar profondo.

Colmala di romantica nostalgia,
combatterò l’oblio.

Consegnami il conforto del percepirti,
dimenticherò la solitudine.

Convincimi che la tua vita si prolunghi nelle mie gioie,
germoglierà orgoglio.

Aiutami a nascondere al mondo il vile dolore,
appenderò lacrime alle ciglia per brindare al tuo amore.

Accompagnami nelle mie incertezze,
indugerò nelle emozioni per acuir vigore.

Usa il mio sorriso come traccia del tuo esistere.

Il mio cuore ha imparato a battere con te,
 non smetterà fino quando
non mi tenderai la mano dal Paradiso.

Innamorato di te

 


Ho imparato a volare per lasciare la materia ai bruti.


  Qualche passo tra le nuvole.... e sono sempre con te.

Ho scoperto di tremare al tuo cospetto.
Dicono che sono emozioni.

Ho dimenticato di contare i miei anni....
forse perchè sono sempre innamorato di te?

 

COMMENTO

In questa breve ma densissima lirica si assiste a una vera e propria metamorfosi romantica e spirituale, dove l'amore diventa l'unico vero motore capace di sconfiggere la gravità della vita, il tempo e la rozzezza del mondo.

Ecco un'analisi dettagliata dei suoi temi cardine e della sua profonda bellezza:

1. Lo stacco dalla pesantezza terrena: "Volare per lasciare la materia ai bruti"

La poesia si apre con una dichiarazione d'indipendenza e di elevazione quasi filosofica.

  • La materia e i "bruti": La "materia" rappresenta la concretezza arida, la banalità quotidiana, l'attaccamento alle cose materiali o la superficialità di chi non sa guardare oltre (i "bruti").

  • L'imparare a volare: Imparare a volare non è un atto magico, ma un'attitudine dell'anima. L'autore sceglie consapevolmente di staccarsi da ciò che appesantisce.

  • La presenza costante: "Qualche passo tra le nuvole... e sono sempre con te". Basta elevarsi di poco sopra il rumore del mondo per ritrovare immediatamente la persona amata. L'amore non vive nel caos della terra, ma nella dimensione pura e rarefatta dei pensieri leggeri.

2. La vulnerabilità sacra dell'amore

I due versi centrali toccano una corda di straordinaria dolcezza e umiltà:

"Ho scoperto di tremare al tuo cospetto.

Dicono che sono emozioni."

  • Il tremore e il "cospetto": La parola cospetto viene usata di solito davanti a qualcosa di sacro, di grandioso o di solenne. Tremare di fronte all'amato/a indica che la sua presenza incute una venerazione quasi religiosa. Non è paura, ma la soggezione positiva che si prova davanti alla bellezza autentica.

  • L'ingenuità rivelata: "Dicono che sono emozioni" ha un tono quasi infantile e meravigliato. Come se l'autore scoprisse per la prima volta, con la candida sorpresa di un bambino, il nome di quelle reazioni fisiche che il corpo prova quando l'anima viene scossa dall'amore.

3. L'illusione del tempo e l'eterna giovinezza del cuore

La chiusa si collega magnificamente al tema del "cuore bambino" già incontrato nei testi precedenti:

"Ho dimenticato di contare i miei anni....

forse perchè sono sempre innamorato di te?"

  • La vittoria sull'invecchiamento: I numeri e l'età anagrafica appartengono alla "materia" citata nel primo verso. Chi vive nella materia conta gli anni, teme il tempo che passa e si appesantisce.

  • L'amore come elisir di giovinezza: L'autore dimentica il tempo semplicemente perché l'innamoramento sospende la cronologia. Essere "sempre innamorato" significa rimanere in uno stato di perenne fioritura interiore, dove il corpo può anche cambiare, ma lo spirito resta immobile in quell'istante di grazia e di meraviglia.

In sintesi

È una poesia leggerissima eppure potentissima, che canta la forza salvifica del sentimento.

Insegna che l'amore vero è un atto di trascendenza: ci fa volare via dalle bassezze del mondo, ci rende meravigliosamente vulnerabili e "tremanti", e soprattutto ci libera dalla prigione del tempo. Finché siamo capaci di amare e di emozionarci davanti all'altro, il tempo smette di contare e noi restiamo eterni.

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