Ormai chiusa da molto tempo.
La usavo per accogliere i miei ospiti migliori.
Poche volte si apriva.
Il cigolio dei suoi cardini mi feriva.
I miei tesori invecchiavano.
Il buio dipingeva tristezza in quelle stanze solitarie.
I riflessi degli ori dormivano sotto il pelo della polvere.
Sono passati giorni e anni,
la promessa della porta aperta
si è sciolta nell'intimità nascosta.
Domani,
il sole sarà alto,
illuminerà tutta la stanza.
Vedrò la mia tartaruga indugiare come un tempo.
Brilleranno i miei occhi lucidi,
sentirò ancora quel profumo di gioia
e ritornerò ad essere quel bimbo
appeso all'innocenza degli anni esili.
- La chiusura e la decadenza interiore (Prime due strofe e versi centrali): La metafora della "finestra del cuore" chiusa da tempo introduce un senso di custodia gelosa ma dolorosa. Il "cigolio dei cardini" rappresenta la sofferenza provata ogni volta che ci si apriva all'altro. Il ritiro in se stessi ha portato all'abbandono: i "tesori" personali e gli "ori" (le risorse affettive, i ricordi preziosi) sono rimasti sepolti sotto il buio e la polvere della solitudine. La promessa di restare aperti si è sciolta nel silenzio.
- La svolta e la speranza (Versi finali): Il "Domani" segna un punto di rottura netto. La luce del sole alto irrompe a spazzare via l'ombra, portando con sé immagini di quotidianità ritrovata e di calma.
- Il ritorno all'origine: La presenza della tartaruga che "indugia come un tempo" richiama un ritmo lento, paziente e rassicurante. Il finale è un culmine di commozione: gli "occhi lucidi" e il "profumo di gioia" simboleggiano il ritorno all'infanzia, a quell'innocenza degli "anni esili" (esili perché leggeri, fragili, ma autentici) in cui il cuore era libero da sovrastrutture e difese.

