domenica 22 settembre 2013

La mia stanza


 
 
Apro la finestra del cuore.
Ormai chiusa da molto tempo.

La usavo per accogliere i miei ospiti migliori.

Poche volte si apriva.

Il cigolio dei suoi cardini mi feriva.

I miei tesori invecchiavano.

Il buio dipingeva tristezza in quelle stanze solitarie.

I riflessi degli ori dormivano sotto il pelo della polvere.

Sono passati giorni e anni,
la promessa della porta aperta
si è sciolta nell'intimità nascosta.

Domani, 
il sole sarà alto,
illuminerà tutta la stanza.

Vedrò la mia tartaruga indugiare come un tempo.

Brilleranno i miei occhi lucidi,
sentirò ancora quel profumo di gioia
e ritornerò ad essere quel bimbo 
appeso all'innocenza degli anni esili.



sabato 21 settembre 2013

Facebook, come funziona?



Facebook è un'applicazione straordinariamente popolare e allo stesso tempo, il suo funzionamento si basa su poche idee semplici ma così ben miscelate da apparire agli occhi degli inesperti come una straordinaria macchina da guerra.Commenti e immagini sono lame che possono accarezzare il cuore come anche trafiggerlo.
Facebook è un’applicazione social network, cioè capace di offrire all’utente un mondo virtuale costruito con le proprie aspettative e usato con le proprie convinzioni.
Dal punto di vista informatico, Facebook è implementato con pagine dinamiche. 
Una pagina è ciò che vedete sul vostro schermo quando, con occhi stravolti e fissati sulla bacheca, siete pronti a catturare risposte, commenti o notifiche provenienti da quei particolari amici.
Un click su un link che vi appare all’improvviso, vi apre l’interesse  e fiumi di notizie, pensieri, fotografie, inondano la mente. 
Il tempo trascorre, ma a causa della asincronicità delle notizie, l’attesa sembra scomparire mentre un sorriso è sempre pronto a scoccare all’insaputa di tutto il mondo.
Le pagine sono dinamiche e questo significa che per tenervi incollati al monitor, Facebook non ha bisogno di cambiare tutta la pagina ma solo piccolissime porzioni di essa, legando così la vostra concentrazione a cose futili.
Questa magia, Facebook la realizza sfruttando piccolissimi programmi sparsi per la pagina e chiamati JavaScript.
Non credete che sarebbe straordinario se la stessa tecnica venisse sfruttata per osservare i segnali del corpo delle persone con cui ci relazioniamo tutti i giorni?
Siamo abitati a vedere, ma non osservare, e selezioniamo ciò che vogliamo vedere in base alle nostre aspettative, saldate sulle debolezze e sulle paure.
Il mondo di Facebook non esiste, come non esiste quello che è presente nella nostra mente.
Questo gemellaggio ci permette di cancellare dalla nostra psicologia le contraddizioni della vita reale.

lunedì 16 settembre 2013

Vivere




Una foglia cade dall'albero.

Una farfalla non vola più.

Un delfino soffoca per una busta di plastica.

Un cuore si ferma.


La consapevolezza è la gioia e il dramma della vita.

domenica 15 settembre 2013

Il riposo del guerriero (poesia)




Sono nello spazio solitario della anima.

Oltre il muro delle parole,
 attendo il tuo cenno.

Parlo con il silenzio dell'essere.

Fisso lo sguardo nel vuoto del dubbio
a cercar luogo all'inquietudine. 

Ritrovo solo ombre e
e il disegno di qualche illusione.

Il capo è ancor chino
per le mille battaglie vane.

Ora il guerriero riposa,
non ha più un nemico
e ha perso la sua spada.


Commento

Questo componimento è un'opera d'intensa meditazione esistenziale, che dipinge con estrema nitidezza il momento in cui l'anima, stanca di lottare contro i mulini a vento della vita, si spoglia di ogni armatura e sceglie la resa, la stasi e la ricerca di una pace interiore.

È la rappresentazione poetica del passaggio dal rumore delle battaglie esteriori al silenzio della contemplazione.

🗡️ Analisi e Commento della Poesia

La lirica traccia un percorso di svuotamento e riposo: dall'attesa di una risposta dell'altro, all'esplorazione del proprio vuoto, fino al congedo finale dalla figura del "guerriero".

1. La dimensione del Silenzio (Strofe 1-3)

Sono nello spazio solitario della anima.

Oltre il muro delle parole, attendo il tuo cenno.

Parlo con il silenzio dell'essere.

L'apertura colloca l'io lirico in uno spazio immateriale e profondo: lo "spazio solitario dell'anima". Qui si va oltre il linguaggio ordinario, spesso incapace di comunicare il vero sentire ("oltre il muro delle parole"). Si cerca un canale di comunicazione più puro e autentico: l'attesa di uno sguardo o di un cenno, affidandosi al "silenzio dell'essere", l'unica lingua capace di esprimere la verità senza filtri.

2. Il vuoto, le ombre e le illusioni (Strofe 4-5)

Fisso lo sguardo nel vuoto del dubbio a cercar luogo all'inquietudine.

Ritrovo solo ombre e il disegno di qualche illusione.

L'introspezione si fa amara. Quando ci si guarda dentro nei momenti di incertezza, la mente cerca di dare un nome o una collocazione alla propria inquietudine. Ma l'esito di questa ricerca non offre certezze solide: si trovano soltanto "ombre" e tracce di vecchie "illusioni". È la presa di coscienza che molte delle nostre certezze passate erano solo proiezioni della nostra mente.

3. La deposizione delle armi (Strofe 6-7)

Il capo è ancor chino per le mille battaglie vane.

Ora il guerriero riposa, non ha più un nemico e ha perso la sua spada.

Il finale è di una bellezza malinconica e catartica:

  • La consapevolezza della vanità: Le lotte affrontate nel passato vengono definite "vane". L'orgoglio e la foga di dover sempre combattere o dimostrare qualcosa hanno lasciato solo stanchezza ("il capo è ancor chino").

  • Il riposo del guerriero: L'archetipo del combattività cede il passo all'accettazione. Il guerriero non combatte più perché ha capito che non esistono veri nemici esterni da sconfiggere; ha "perso la sua spada" (lo strumento dell'attacco e della difesa) e finalmente può concedersi il riposo.

🎨 Temi Chiave

  • La Disarmonia e la Resa come Guarigione: Deporre le armi non significa essere sconfitti, ma smettere di sprecare energia contro ciò che non si può controllare. La vera forza sta nell'accettare la propria fragilità.

  • Il Valore del Silenzio: Il rifiuto delle parole superflue a favore di un linguaggio fatto di presenza, attesa e sguardi.

  • Il Vuoto Generativo: Sgomberare l'anima da illusioni e battaglie inutili è la condizione necessaria per trovare, finalmente, un momento di autentica pace.

In sintesi: Una poesia intimista, intensa e dal sapore quasi zen, che racconta la bellezza e la solitudine del momento in cui smettiamo di combattere il mondo per iniziare, semplicemente, ad essere.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

giovedì 12 settembre 2013

È difficile volare (poesia)




Atteso al sentir dolce,
preme la nuvola bassa.

Chiude l'orizzonte.
Oscura la mente,
Curva il dorso.

Prono al giogo dell'accusar peso,
attendo la pioggia.

Oltre le nuvole c'è il sole,
lì, nell'immenso spazio senz'aria 
ci sono le mie risposte.

Intanto, coltivo emozioni
per andar lassù senza dover morire.

E' veramente duro sollevarsi 
se qualcosa ti impedisce di volare.

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Analisi
Questa poesia rappresenta un intenso viaggio interiore, segnato dal contrasto tra la pesantezza dell'esistenza terrena e la costante tensione dell'anima verso l'alto, verso una dimensione di chiarezza, libertà e risposte.

Di seguito un'analisi e un commento approfondito dei temi principali e della struttura lirica del testo:

1. La cappa dell'oppressione: la nuvola e il peso

L'incipit stabilisce immediatamente una tensione d'attesa ("Atteso al sentir dolce") che viene subito interrotta da una presenza opprimente: la "nuvola bassa". Questa immagine meteorologica si trasforma istantaneamente in una potente metafora psicologica ed esistenziale:

  • Il blocco orizzontale e mentale: La nuvola "chiude l'orizzonte" e "oscura la mente", privando l'individuo della visione del futuro e della chiarezza di pensiero.

  • Il peso fisico ed emotivo: La sofferenza si somatizza ("Curva il dorso", "Prono al giogo dell'accusar peso"). L'immagine del "giogo" evoca una condizione di prigionia o di fatica coatta, in cui l'uomo si trova piegato dalle avversità della vita, in attesa passiva di una purificazione o di uno sfogo ("attendo la pioggia").

2. Lo sguardo oltre il limite: il sole e le risposte

Al centro della lirica avviene un ribaltamento prospettico di forte matrice filosofica:

«Oltre le nuvole c'è il sole, / lì, nell'immenso spazio senz'aria / ci sono le mie risposte.»

Nonostante l'oscurità del presente, vi è la lucidità e la certezza consapevole che sopra l'ostacolo temporaneo (le nuvole) la luce esiste ancora. L'immensità "senz'aria" evoca uno spazio metafisico, puro, privo delle doti fisiche terrene, in cui risiede la verità ultima. È il luogo delle risposte esistenziali a cui il poeta aspira.

3. La via di fuga: coltivare emozioni

Particolarmente felice e profonda è la soluzione proposta nei versi centrali:

«Intanto, coltivo emozioni / per andar lassù senza dover morire.»

Per superare la pesantezza del mondo senza attendere la fine biologica della vita, l'autore individua nelle emozioni la vera leva dell'elevazione spirituale. L'arte, la poesia, l'amore e la sensibilità diventano lo strumento per compiere un'ascesa ancora in vita, una trascendenza immanente che permette di toccare il "sole" pur rimanendo a terra.

4. La chiusa: la consapevolezza del limite

Il testo si chiude con una constatazione amaramente realistica:

«E' veramente duro sollevarsi / se qualcosa ti impedisce di volare.»

L'ultimo verso sigilla il conflitto primario dell'essere umano: il desiderio innato di volare e di elevarsi che si scontra con i vincoli, le sofferenze o le zavorre interne ed esterne che la vita ci impone. La bellezza della lirica sta proprio in questo equilibrio imperfetto tra la spinta ideale all'infinito e la gravità della condizione umana.

Stile e registro

  • Verso essenziale e denso: La poesia utilizza versi brevi, quasi scolpiti, che scandiscono il ritmo del respiro e la fatica dell'ascesa.

  • Lessico lirico e riflessivo: L'uso di termini come "prono", "giogo", "accusar peso" conferisce solennità al testo, creando una continuità stilistica con la sensibilità classica, ma calata in una riflessione esistenziale moderna e universale.

Conclusione

È una lirica profonda che parla a chiunque abbia vissuto momenti di sconforto o di stasi. Ricorda che, anche quando l'orizzonte è chiuso e la mente è oscurata, la capacità di provare emozioni e di guardare "oltre" rimane l'unica vera ali a nostra disposizione per sollevarci da terra.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


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