🌿 Benvenuto

🏛 Filosofia

Significato della vita, coscienza, spiritualità, libertà e sofferenza.

🤝 Relazioni Umane

Amore, crescita personale, empatia e comunicazione, Amicizia e Legami.

📖 Racconti Filosofici

Storie, dialoghi e allegorie che danno forma alle grandi domande.

giovedì 29 marzo 2018

La parola "Amore"

La parola “Amore” è una delle più usate nella lingua parlata. 

Produce un bel suono, concilia con il prossimo e infonde bontà. Sembrerebbe che dietro la sua pronuncia si nascondi una magia che produce effetti benefici sul feeling umano. 
La ritroviamo nei libri sacri, nei romanzi da retrobottega, nelle scienze occulte, in tutte le storie di passione e sesso, ma raramente nelle riviste scientifiche.
“Amore” è un sostantivo, identifica qualcosa di poco tangibile ma che tutti hanno l’impressione di conoscere bene.
L’agire secondo quanto indicato da “amore” è “Amare”. 
Ciò significa che amare deve essere attività, egoisticamente tradotta in passività o, al contrario, in una generosa intraprendenza.
Tutti sappiamo che l’agire umano, se non è accompagnato da razionalità; assume forme di stupidità o almeno, di ordinaria abitudine. 

Sappiamo inoltre, che la razionalità è una dote che si acquisisce con la crescita culturale. In altre parole, il “sapere” è il solido mattone che pavimenta la razionalità e su cui si costruisce il castello dell’amore.
La prima regola appare evidente: per amare bisogna raggiungere la maturità di spirito. 
Le strade da percorrere per giungere a questa nobile destinazione possono essere diverse: lo studio, l’osservazione o il classico “colpo sulla testa”.  
Purtroppo, quando non si è consapevoli di amare, si abbracciano illusioni, conseguenze di errate concezioni o presunte certezze.

La confusione più grande che si fa è quella di accreditare amore al trasporto sentimentale, spesso legato alle nostre mancanze o ai bisogni determinati dai difetti di crescita.

Amare non è cercare qualcosa che mi fa star bene come, per esempio, una pillola per il mal di testa, o qualcuno/qualcosa che cacci la mia solitudine o, ancor peggio, qualcuno/qualcosa che mi procuri piacere.

Amare non è un lasciarsi trasportare dalla passione come una barca alla deriva (bello e comodo, vero?).
Amare una donna/uomo non è il piacere nel tempo dello spupazzare. 
Se l’amore fosse solo questo, avremmo avuto uno strano, inutile e stupido regalo dal Creatore.
L’amore contiene qualche ingrediente scomodo: lavoro, sacrificio, responsabilità, pazienza, tolleranza, libertà, sensibilità ... e tante altre qualità che possederle in blocco significherebbe essere santi subito.
Appare evidente, quindi, che all’amore ci si avvicina crescendo, imparando …. Amando. 

Ogni passo vuole impegno, promesse e dedizione costante. 
Il premio è altissimo. Consiste nel conoscere il sapore del vivere, nella conquista della propria autostima.
Amando nel modo corretto svuota le parole di ambiguità. Si riempie la propria vita di una gioia interiore che va oltre l’esultanza e lo stordimento. 
Si diventa calamite di soddisfazioni e diffusori di serenità. 

mercoledì 21 marzo 2018

Gli anziani (poesia)

 Risultati immagini per nonno

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Ricordo quell’età breve
dove tutto era grande.

Legato al pensiero in alto
attendevo il mio futuro.

Comparse di quell’antico presente erano gli anziani.

Visi incavati,
passi lenti,
spalle curve, 
portavano la pesante storia tra i nuovi germogli.

Ero convinto che l’esperienza non poteva sbagliare, 
loro vestivano  saggezza.

Coloravo di bontà il peso degli anni vissuti.

La cattiveria non poteva essersi fermata nei loro cuori.
Raccontavano di lontani dolori, ignobili privazioni e …. tanto lavoro.

Rispetto era l’unico modo per omaggiarli.
E al tirare di quel mezzo sorriso, l’aria brillava di umanità.

Or è tutto diverso.
Non c’è tempo per loro.
Sono ingombranti.
Si sopportano per quel centesimo della pensione.

Non era il futuro che immaginavo per loro.

Questa poesia è un’opera toccante e profondamente civile, un'amara e commossa riflessione sul cambiamento dei valori generazionali e sulla drammatica perdita di centralità degli anziani nella società contemporanea.

Attraverso il contrasto tra la percezione dell'infanzia e la cruda realtà del presente, l'autore mette a nudo una delle ferite più dolorose della nostra epoca: il passaggio dal rispetto sacro per la memoria all'utilitarismo cinico.

Analisi e Commento della Poesia

La lirica si struttura su una perfetta architettura a due tempi: il passato dell'infanzia (il mito) e il presente della maturità (la disillusione).

1. La prospettiva dell'infanzia: quando tutto era grande (Strofe 1-2)

Ricordo quell’età breve dove tutto era grande.

Legato al pensiero in alto attendevo il mio futuro.

L'apertura rievoca lo sguardo incantato della fanciullezza, quel tempo in cui la vita e gli adulti appaiono immensi e carichi di mistero. Il bambino guarda "in alto", verso il futuro, con trepidazione e fiducia, ponendo le basi per la sua idea di mondo.

2. Gli anziani come custodi e monumenti di saggezza (Strofe 3-6)

Comparse di quell’antico presente erano gli anziani.

Visi incavati, passi lenti, spalle curve, portavano la pesante storia tra i nuovi germogli.

Ero convinto che l’esperienza non poteva sbagliare, loro vestivano saggezza.

Coloravo di bontà il peso degli anni vissuti.

Qui la poesia raggiunge vette liriche straordinarie. L'immagine degli anziani che "portavano la pesante storia tra i nuovi germogli" è di una bellezza plastica memorabile: i vecchi sono le radici, i bambini sono i germogli.

La lente dell'infanzia "colora di bontà" le loro rughe e la loro fatica:

  • I segni del tempo (visi incavati, passi lenti, spalle curve) non erano visti come decadenza, ma come il vestito solenne della saggezza.

  • L'esperienza accumulata era considerata un valore infallibile, un faro guida per chi si affacciava alla vita.

3. Il rispetto, la memoria e l'umanità (Strofe 7-8)

La cattiveria non poteva essersi fermata nei loro cuori.

Raccontavano di lontani dolori, ignobili privazioni e …. tanto lavoro.

Rispetto era l’unico modo per omaggiarli.

E al tirare di quel mezzo sorriso, l’aria brillava di umanità.

Il rapporto tra le generazioni era basato sulla narrazione e sulla gratitudine. Gli anziani erano i testimoni di un passato duro (dolori, privazioni, lavoro), e il rispetto era la moneta naturale con cui i giovani ripagavano quel sacrificio. Quel "mezzo sorriso" di un vecchio bastava a far "brillare l'aria di umanità": un gesto minimo capace di trasmettere calore, dignità e continuità storica.

4. La frattura del Presente: l'utilitarismo e la solitudine (Strofe 9-11)

Or è tutto diverso.

Non c’è tempo per loro.

Sono ingombranti.

Si sopportano per quel centesimo della pensione.

Non era il futuro che immaginavo per loro.

Il finale è uno schiaffo alla coscienza del lettore. La poesia cambia tono, abbandona la dolcezza della memoria e si fa denuncia sociale:

  • Il ritmo frenetico della vita moderna non ha più spazio per la lentezza ("Non c'è tempo per loro").

  • Gli anziani non sono più considerati radici o maestri, ma "ingombranti", pesi da gestire.

  • Il rispetto si è dissolto nel cinismo economico: vengono "sopportati" solo per il beneficio materiale della loro pensione.

La chiusa — "Non era il futuro che immaginavo per loro" — risuona con un senso di sconfitta e di pietà filiale. Il futuro sognato dal bambino si è trasformato in un presente incapace di mostrare gratitudine a chi ha costruito il mondo di oggi.

🎨 Temi Chiave

  • La Scomposizione della Memoria: Il passaggio da una società contadina/patriarcale (in cui l'anziano era il saggio del villaggio) a una società iper-velocizzata e consumistica che scarta ciò che non è più performante.

  • Il Rispetto come Valore Fondativo: La riscoperta della devozione e dell'omaggio verso chi porta sui propri omeri il peso della storia.

  • La Disillusione del Poeta: Il dolore di accorgersi che il mondo adulto ha tradito l'innocenza e le aspettative etiche dell'infanzia.

In sintesi: Una poesia intensa, malinconica e necessaria, che funziona come un potente richiamo etico: ci ricorda che una società che non sa rispettare, custodire e amare i propri anziani è una società che ha smarrito la propria umanità.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima 


Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

Nome

Email *

Messaggio *