martedì 17 febbraio 2026

Lo Yogacara: Un modello di coscienza



Lo Yogacara, insieme al Madhyamaka, è una delle due principali tradizioni filosofiche del Buddhismo Mahāyāna sviluppatesi in India. Lo Yogacara ebbe influenza ben oltre l'India, plasmando il pensiero buddista in luoghi come Cina, Giappone, Corea e Tibet.

Il termine Yogacara può essere suddiviso in due parti: yoga ("disciplina", spesso inteso come meditazione o coltivazione mentale) e ācāra ("pratica"). 

Pertanto, il termine si riferisce a un percorso di allenamento piuttosto che a una teoria puramente teorica. Anche quando i testi dello Yogacara sembrano astratti, mirano a spiegare come la sofferenza sia prodotta dalle abitudini mentali e come queste possano essere modificate per raggiungere la liberazione.

Lo Yogacara è anche conosciuto come Vijñānavāda ("dottrina della coscienza"), ciò suggerisce che la cosa più importante non è "il mondo in sé", ma piuttosto il modo in cui la coscienza plasma l'esperienza, creando un senso di sé e degli oggetti.

Un chiaro punto di accesso allo Yogacara è il suo modello della mente, che si basa su antichi resoconti buddhisti di sei tipi di coscienza per presentarne un modello di otto. Oltre alle cinque coscienze sensoriali e alla coscienza mentale, aggiunge la "coscienza afflitta" (kliṣṭamanas) e la "coscienza deposito" (ālayavijñāna).

L'ālayavijñāna è descritta come portatrice di semi karmici (bīja) e tendenze latenti (vāsanā), che in seguito si manifestano come esperienza. Questo permette alla scuola Yogacara di spiegare la continuità senza postulare un sé permanente. Questa continuità sostiene il flusso della rinascita nel "ciclo dell'esistenza" (saṃsāra), pur mantenendo la comprensione che esso è momentaneo e mutevole, piuttosto che eterno.

"Solo mente" e il sentiero

Il tema della "sola mente" è spesso interpretato come l'idea che nulla esista al di fuori della mente. Tuttavia, molte discussioni Yogacara possono essere intese come un'analisi di come la mente crei un mondo diviso in soggetto e oggetto, e poi si affezioni a tale divisione. Le argomentazioni Yogacara affrontano il solipsismo spiegando l'esperienza condivisa attraverso modelli karmici condivisi. Ciò consente a diversi flussi di coscienza di produrre mondi simili.

Questo si collega a un'altra struttura Yogacara: la dottrina trisvabhāva ("delle tre nature"). Questa dottrina spiega come l'esperienza possa essere erroneamente interpretata come un mondo di cose e sé fissi, e come questa errata interpretazione cessi quando la struttura soggetto-oggetto non è più percepita come fondamentalmente reale.

Quando lo Yogacara descrive una profonda trasformazione della base dell'esperienza, vengono spesso utilizzati il ​​termine āśraya ("base" o "sostegno") e la sua trasformazione. Nella tradizione discussa da Xuanzang, questo concetto è legato a una pratica che integra la triplice saggezza dell'apprendimento (śruta, spesso attraverso l'ascolto o lo studio), del ragionamento o della riflessione (cintā) e della coltivazione o coltivazione meditativa (bhāvanā).

In definitiva, lo Yogacara è una tradizione che si interroga sul perché l'esperienza ordinaria produca desiderio, ansia e conflitto. Secondo questa tradizione, la sofferenza è legata alla costruzione mentale, in particolare alla continua creazione dei concetti di "io" e "mio", e questa costruzione può essere analizzata e smantellata.

Per questo motivo, lo Yogacara si concentra sulle mappe della coscienza e su precise distinzioni nella cognizione. L'obiettivo non è creare un sistema fine a se stesso, ma piuttosto stabilire un percorso in cui la comprensione porti a cambiamenti nella percezione e nel comportamento.

In quest'ottica, il concetto di "sola mente" (cittamātra) funge da strumento di pratica piuttosto che da affermazione della realtà. Sposta l'attenzione dal perseguire oggetti all'esaminare le condizioni che li rendono solidi e irresistibili. Yogacara invita i praticanti a sperimentare questo cambiamento attraverso lo studio e la riflessione, per poi confermarlo attraverso bhāvanā, la coltivazione sostenuta.

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