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Storie, dialoghi e allegorie che danno forma alle grandi domande.

martedì 29 ottobre 2013

Ciao, Amore (poesia)



Ciao, Amore.
Oggi  il sole splende anche per te.
La mia anima s'appaga al pensiero tuo dolce.
Cammino per il mondo al ritmo dei battiti lenti del cuore.
Celata dall'ansia del ritorno, l'idea felice accelera il mio passo.

Porto con me i tuoi odori,
il tuo sguardo tenero,
l'immagine della tua mano che cerca la mia.

Sorriderò per te con gli amici.
Per loro sarò semplicemente simpatico.
Non sapranno mai del mio tesoro.

Non mi stancherò del lavoro.
Sopporterò i poveri di spirito.
Contagierò d'allegria chi mi sarà vicino.

Voglio consumare al meglio ogni secondo che mi separa da te,
poichè insieme a te il tempo non scorre.


Commento

Questa poesia è una delicatissima dichiarazione d'amore quotidiana e solare. La scena è dominata da una felicità piena, radicata e contagiosa. L'amore non è vissuto come un tormento, ma come una risorsa infinita di forza, grazia e pazienza per affrontare la giornata.

Ecco un’analisi dei temi principali e della sua bellissima dinamica:

1. La forza del pensiero d'amore (Prima e seconda strofa)

La poesia si apre con un saluto semplice e intimo: "Ciao, Amore".

  • Il sole interiore ed esteriore: Il sole non brilla solo nel cielo, ma brilla per l'altro. Il solo pensiero della persona amata appaga l'anima e calma i ritmi del corpo ("i battiti lenti del cuore").

  • Il desiderio come motore: L'attesa del ricongiungimento non genera angoscia, ma un'"idea felice" che accelera il passo.

  • La memoria sensoriale: Il poeta viaggia portando con sé un bagaglio invisibile ma chiarissimo: l'odore, lo sguardo tenero e l'immagine concreta di una mano che ne cerca un'altra. È la certezza dell'intimità che fa da scudo contro il mondo.

2. Il "tesoro custodito" nel sociale (Terza e quarta strofa)

Questa è una delle intuizioni più affascinanti della lirica: la differenza tra ciò che il mondo vede e ciò che il poeta realmente custodisce.

  • La maschera felice con gli amici: Fuori, con gli altri, il poeta sarà semplicemente "simpatico", parteciperà alla vita sociale, ma gli amici "non sapranno mai del mio tesoro". L'amore vero crea uno spazio segreto, un santuario interiore che appartiene solo a due persone.

  • La pazienza verso il mondo: L'amore diventa una superpotenza quotidiana. Grazie alla pienezza che prova dentro, il poeta trova la forza per non stancarsi al lavoro, per sopportare le bassezze o la superficialità dei "poveri di spirito" e persino per regalare allegria a chi lo circonda. Chi è amato ha così tanto da poter persino donare agli altri senza impoverirsi.

3. Il paradosso del Tempo (Chiusa)

La poesia si conclude con un’osservazione bellissima sulla percezione del tempo:

Voglio consumare al meglio ogni secondo che mi separa da te,

poichè insieme a te il tempo non scorre.

C'è un doppio binario temporale:

  1. Il tempo della separazione: È un tempo che va "consumato al meglio", vissuto pienamente e con gioia proprio perché conduce verso l'amato/a.

  2. Il tempo dell'unione: Quando si è insieme, il tempo smette di fluire, perde la sua corsa e diventa eternità.

In sintesi

È un componimento luminoso, maturo e profondamente generoso. Dimostra come l'amore autentico non isoli dalla realtà, ma al contrario trasformi chi lo prova in una persona migliore, più forte, capace di sorridere al lavoro, di perdonare le piccolezze altrui e di vivere ogni secondo con gratitudine.

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sabato 26 ottobre 2013

Oltre le Parole: Il Significato Profondo di un Sorriso Sincero




Il sorriso è l'espressione visiva di una stato d'animo felice.
Attraverso il sorriso si stende il ponte verso il prossimo e si avvia il motore per instaurare il sentimento positivo, predisponente a creare contatti meno superficiali.
Il sorriso è il sole che sorge all'orizzonte, portatore di luce ed energia in ogni rapporto umano.
Mi capita spesso di osservare amici e colleghi seriosi ai quali occorre pagare qualcosa per vederli sorridere.
In questi casi, tento la battuta per vedere allungare le loro labbra ma, come un sasso lanciato nello specchio di un mare calmo, il sorriso compare soltanto per pochi secondi. 
Subito dopo, la mia riflessione mi costringe ad un'autocritica.

"Sono un incorreggibile invasore degli stati d'animo! Non tutti possono essere giocherelloni! Molti non possono sorridere perchè perderebbero di credibilità e di autorevolezza.".
Mi dispiace per tutti coloro che non sorridono.
Anche il viso si adatta al grugno e rende antiestetico lo stesso sorriso.
L'assenza del sorriso rende ogni stagione fredda, triste e buia.
Probabilmente qualcuno avrà un buon motivo per non sorridere, ma cancellandolo, avrà un altro buonissimo motivo per non dar valore al motivo per cui non sorride. 
Mi rendo conto che è difficile sorridere quando il dolore ti sta vicino. 
Sarebbe come rinnegare il bisogno di comprensione e sostegno morale.
Una canzone di Rod Stewart ripete un ritornello simpatico: 
"Have you ever seen the rain coming down on a sunny day?".
La cancellazione del sorriso è un ordine che giunge dal nostro corpo per segnalarci lo stato di emergenza ed instaurare lo stato di guerra, il coprifuoco della ragione. 
Persistendo nelle condizioni di rigida seriosità, il problema, responsabile della situazione triste, si ingigantisce fino ad occupare completamente l'intera sfera della consapevolezza.
Durante lo stato di "preoccupazione" tutta la squadra fisio-psicologica deve porsi in stato di allerta e focalizzarsi su "NON VOGLIO CHE SUCCEDA!".
Lo stato di attenzione si esalta, pronto a cogliere gli attimi di non miglioramento.
Tutto diventa "SERIO".
Il mondo che ci circonda è grigio.
Le persone sono ombre che camminano mentre da quelle a cui  vogliamo bene, chiediamo lo spicchio di sole dimenticato.
Sorridere è il segno che Dio non fa sul serio quando ci manda i guai.
Sorridere è la medicina gratuita e senza controindicazione contro l'auto flagellazione e i tristi presagi.
Sorridendo, aiutiamo noi stessi a non prenderci troppo sul serio e a  sperimentare che la vita è gioia, colori e luce.
Sorridendo siamo anche simpatici!
Quante volte ho visto amici tristi che si allontanano e altri sorridenti che si avvicinano.
Potendo scegliere, da che parte state?
Io sto con il sorriso .... 
anche se spesso si teme di mostrarlo continuamente ... come dice Benigni, si rischia di apparire pazzi.

Tra le tante riflessioni che la filosofia ha dedicato al sorriso, ce n'è una che spicca sopra tutte per la sua delicatezza, poesia e profondità. Appartiene a Henri Bergson (nel suo celebre saggio Il riso), che definisce il sorriso con questa immagine straordinaria:

«Il sorriso è un raggio di sole che buca le nubi dell'anima, la sola forma di bellezza che non ha bisogno di parole per farsi comprendere.»

Tuttavia, se cerchiamo una definizione che ne catturi l'essenza relazionale ed esistenziale, la più profonda è forse quella del filosofo francese Emmanuel Lévinas:

«Il sorriso è la porta dell'anima che si apre sull'altro; è l'accoglienza pura, prima ancora di ogni parola e di ogni giudizio.»

Per un tocco di poesia in più...

Per completare questo quadro, è impossibile non citare il filosofo e poeta Friedrich Nietzsche, che in un suo aforisma ne diede una lettura quasi "divina":

«Nel sorriso di un uomo c'è qualcosa di non ancora nato, un pezzo di cielo che chiede solo di essere liberato.»

 

venerdì 25 ottobre 2013

Preghiera per te (poesia)


 
 
 
 
 
 
 
 
Oggi il sole è alto,
e tu non puoi vederlo.

Triste,
impotente,
rivolgo il pensiero Colui che è essenza dell’esistere.

Con  l’animo furioso e il cuore caldo,
corro senza respiro per il Suo creato.

Voglio disperdere i miei dubbi.
Voglio stancare la mente.

Non farò soste.
Non temo l’infinito.

Porto con me la tua dolcezza,
il germoglio più tenero del tuo amore.

Cerco e voglio il nostro Dio!

Per consegnare il mio peso,
 e insieme, donerò tutto me stesso,
sì che la mia supplica abbia il senso ultimo.

Se non dovessi incontrarlo,
piangerò con la mia illusione l’essere solo.

Non potrò fare altro,
e la mia carezza sarà tutto ciò che potrò donare,
poiché il mio cuore è già tuo.

Commento

Questa è una poesia intensa, vibrante e profondamente intrisa di un dramma spirituale e sentimentale.

È un testo che vive di forti contrasti e si sviluppa come un viaggio ascensionale: un percorso fisico, emotivo e metafisico al tempo stesso.

Ecco un'analisi dei suoi temi e nodi principali:

1. La cecità dell'altro e l'impotenza iniziale

La poesia si apre con un'immagine solare e luminosa ("Oggi il sole è alto"), subito spezzata dal verso successivo: "e tu non puoi vederlo".

Questa cecità dell'amato/a — che può essere reale, metaforica (una sofferenza, una distanza, una mancanza di consapevolezza) o persino la morte — genera nel poeta uno stato di paralisi emotiva. I due aggettivi isolati, "Triste" e "impotente", pesano come macigni e diventano la molla che fa scattare l'azione.

2. La corsa panica e il movimento

Dall'inattività iniziale si passa a un dinamismo travolgente. L'animo non è rassegnato, è "furioso" e il cuore è "caldo".

La corsa "senza respiro" nel "Suo creato" ricorda una fuga en plein air, quasi panica, per stancare il corpo e far tacere la mente ("Voglio disperdere i miei dubbi / Voglio stancare la mente"). C'è la volontà ferrea di travalicare i propri limiti umani: "Non temo l'infinito".

3. L'Amore umano come motore e viatico

In questa ricerca del Sacro, il poeta non è solo. Porta con sé l'amore per la persona amata, descritto con una delicatezza estrema che contrasta con la furia della corsa:

Porto con me la tua dolcezza,

il germoglio più tenero del tuo amore.

L'amore umano non è un ostacolo alla fede o alla ricerca spirituale, ma ne è il vero carburante. È proprio in virtù di questo "germoglio" che il poeta trova il coraggio di cercare Dio.

4. La supplica e la resa

La ricerca di Dio non è un atto di devozione passiva, ma un assalto disperato. Il poeta vuole "consegnare il peso" della sofferenza e, in cambio, offre se stesso interamente. La supplica acquista così un valore supremo: diventa il senso stesso dell'esistenza e dell'agire.

5. Il finale: tra l'abisso dell'illusione e la certezza dell'amore

La chiusa è la parte forse più commovente e matura della lirica. Si apre alla possibilità del fallimento metafisico:

  • Se Dio non risponderà, il poeta si ritroverà ad abbracciare un'illusione e a piangere la propria solitudine.

  • Tuttavia, non c'è disperazione totale. Anche di fronte al silenzio dei cieli, rimane una certezza terrena e incrollabile: la "carezza", il dono di sé all'altro.

Il cuore è già stato dato alla persona amata ("poiché il mio cuore è già tuo"). Se l'Infinito dovesse tradire le aspettative, rimarrà comunque la bellezza tangibile e salvifica dell'amore umano.

In sintesi

È un testo fortemente romantico ed esistenziale, dove la fede viene messa a dura prova dal dolore terrena. È il ritratto di un uomo che corre verso l'Assoluto non per devozione astratta, ma per salvare la persona che ama e trovare un senso al loro peso condiviso.

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