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🏛 Filosofia

Significato della vita, coscienza, spiritualità, libertà e sofferenza.

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Storie, dialoghi e allegorie che danno forma alle grandi domande.

domenica 30 settembre 2012

Lettera di protesta



 
Protestare è una dichiarazione indiretta di debolezza; uno sfogo al dolore per ciò che ci appare un diritto elementare violato; l’uscita di sicurezza per l’incendio scoppiato nella nostra intimità.

Io non faccio alcun mistero sul fatto che non sono un gladiatore nella vita, neanche perché sento tristezza per quello che vedo in giro, partendo dall’intero pianeta e finendo nel mio stretto giro di conoscenti. 

Prepotenza, arroganza, egoismo e superficialità, sono qualità che si mimetizzano in atti formali di terribili predatori.

Concedetemi, quindi, di formulare una protesta istituzionale a Colui che ci ha fornito l’autorizzazione a esistere.

“Caro Signore,
mi rivolgo a te senza specificare un nome, considerando che a te poco importi di questa mania umana di riferirsi.

Assegnandoti un nome, spargerei zizzania e si imporrebbero distinzioni, precisazioni per le parole da usare.

Ti preciso subito che questa mia lettera è una meditata protesta per il tuo modo di operare. 

Tu sei grande in tutto e suppongo anche in termini di democrazia ma quest’ultima qualità non mi appare così grande.

In primo luogo, mi ha fatto nascere piangendo e senza del mio consenso; mi hai fornito di un corpo approssimato che misteriosamente prima cresce e poi deperisce; mi hai fornito di una consapevolezza di ciò che mi succede e come se non bastasse, hai condito tutto con il dolore.

Non ti sembra un po’ esagerato e irrispettoso nei miei confronti questo tuo modo di fare?

Mi fa rabbia perché sei stato più attento per il sole, il cielo, il mare e l’universo tutto; mi hai fornito di infinite bellezze che non posso godere come vorrei.

Hai permesso che molti dei miei simili ti travisassero. 

Questi hanno fondato potenti istituzioni a tuo nome, dimenticando di onorarti per quello che tu chiedi maldestramente (mi scuso per il termine) a noi stessi e cioè il volersi bene reciprocamente andando oltre le nostre debolezze.

Padre mio, ci lasci litigare e spesso uccidere tra di noi mentre ti nascondi dietro le nuvole. 

Sono tanti coloro che ti cercano nei segni o in un libro e tutto ciò sembra divertirti.

Spesso qualcuno di noi ha delle intuizioni e si sforza con la logica a dichiararle verità; quando non ci riesce chiede il benevolo e cieco aiuto alla fede altrimenti non gli rimane altro che il mistico o il miracolo.

Devo dirti con molta franchezza, anche se poi mi manderai all’inferno, che mi sembra impossibile che tu non capisca queste cose e che non abbia trovato un sistema migliore.

Sotto alcuni aspetti sei veramente eccezionale!

Hai inventato l’Amore e per questo dono devo ammettere che sei proprio un Dio! 

Sei riuscito a darci un’anteprima del paradiso mentre arranchiamo nel pantano umano.

Per conto mio, ti assicuro che sei il mio idolo perché ti intravedo nel sorriso e nella gioia di ogni bambino, amico o donna.

Sono diventato un ladro di sorrisi per continuare a vederti.

Io non chiedo nulla per me, ti chiedo solo di non lasciarci soli."

venerdì 21 settembre 2012

Serenità


Nello sfumar delle idee inutili trovo la mia serenità.

Tento il risuonar della sensibilità
 per scavar profondo il mio cuore.

Abbandono passioni illusorie.

Libero emozioni ridenti.

Dimentico ogni toccar perché il pensiero mi solleva.

Leggero sorrido sulle cattiverie
perché il mio spirito non cede al sonno della tristezza.

Cancello ogni paura,
convinto che si perde solo ciò che si stringe.

mercoledì 12 settembre 2012

Come ti vorrei

 
Una cara amica mi ha notificato questo commento degno di riflessione.
 
<<Già Mcluhan aveva detto "il mezzo è il messaggio" e Galimberti non fa che scagliarsi contro il demoniaco strumento... anche tu parli di "mancanza di anima", ma se invece fosse il contrario? Se, in assenza di un contatto fisico, permettesse maggiore scambio di pensiero, anche profondo? La questione è vecchia: è il mezzo che forma l'individuo o è l'essere umano che usa lo strumento che determinerà la sua funzione?>>

Il corpo è lo strumento mediante il quale io sono presente al tuo spirito e per il quale io sono capace di suscitare l’empatia. 

Su questa base la mia anima si diletta con la tua.

Facebook è un’interfaccia in grado di sostituirsi al mio viso, alle mie reazioni alle mie emozioni, per ricavarne sensazioni di spirito umano dalle caratteriste proiettate dalle tue presunzioni, paure e in generale, debolezze.

Per esempio, nel caso in cui fossi timido, l’interfaccia di entrata (il mio atteggiamento davanti alla tastiera) filtrerebbe tutti quei segnali riconducibili alla timidezza e che davanti alla tua presenza fisica mi dichiarerebbero timido. 

In seconda battuta, l’interfaccia di uscita (il tuo stato psicologico davanti alla tua tastiera) darebbe forma a una massa di informazioni fredde, libere dalle mie emozioni. 

Poiché non è possibile prescindere dal proprio essere; tutto ciò che viene acquisito a destinazione subisce la formattazione del nostro modo di pensare e imbevuto dalla sensibilità che ci distingue.

Il risultato ultimo è quello di aver creato una situazione reale condizionata dai nostri sentimenti, debolezze e speranze.

Che ciò sia un bene o un male, non è un dato dimostrabile.

Che ciò sia utile, invece, appare più evidente se guardassimo il successo ottenuto da questo network.

Per conto mio, io vedo Facebook come un surrogato del “come vorrei che fosse”; un’ammissione implicita della diffidenza verso il proprio simile; un riparo dal giudizio diretto; un amico senza troppe pretese.

Facebook non può permettere lo scambio di sentimenti profondi poiché i cinque sensi umani sono già approssimati quando si usano nei rapporti diretti, figuriamoci quando in mezzo si pone la velocità della ADSL, i moltissimi commenti insulsi, la grande quantità di immagini cariche di molti e svariati significati.

Sono convinto che sia ancora meravigliosamente dolce rimanere incantato dalla bellezza degli occhi di una donna; osservare gli atteggiamenti impacciati di un bambino, l’euforia di un cane che scodinzola davanti al suo padrone. 

Bellissimo anche avvicinarsi alla corolla di un bel fiore per sentire il suo profumo, dimenticando il tempo nel fissarsi sui suoi particolari, piuttosto che rimanere attaccati a poche frasi immesse da una lontana tastiera, quantunque dense di significato, ma che anestetizzano la vita.  


lunedì 10 settembre 2012

Oltre il muro



Non tentare di scavalcare il muro,
non troverai nessuno ad attenderti.

In quel luogo, porteresti insieme le tue illusioni
per comporre le figure disegnate dai tuoi bisogni.

Lì, non cercare aiuto,
poiché sono solo ombre che vedi.

Se comunque lo facessi,
ti prego,
non dimenticare di sorridermi
è ciò che riuscirò a vedere di te!

domenica 9 settembre 2012

Sfida all'esistere


 
Nel raccontar  a me stesso della vita,
attenderei una notte serena di luna nuova.

In groppa al cavallo indomito della fantasia
salirei in alto nel cielo stellato.

Accolto da miliardi di occhi lucenti
mi riconoscerei pensiero.

Soltanto allora, con lo sguardo rivolto indietro,

capirei che non si può cancellare il cielo,

non si possono temere le emozioni,

non si può inseguire una gioia imprigionata.

Siamo così piccoli 
che pretendiamo di racchiudere l’universo in una sfera.

Siamo così limitati 
da voler raccogliere il mistero nella logica.

Siamo così egoisti 
da considerare la vita un fatto privato.

Siamo così presuntuosi  
 da poter mettere un inizio e una fine 
alla storia dell’uomo.

venerdì 7 settembre 2012

Su certe cose non si scherza!



PER DARE MAGGIORE VISIBILITA' ALLA LETTERA DI QUESTA RICERCATRICE, MI PERMETTO DI INSERIRE QUESTA LETTERA NEL MIO BLOG.


Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice italiana emigrata in California, (nella foto) ha scritto a Passera la lettera che tutti avremmo voluto scrivergli. Diciamole grazie e prendiamoci cinque minuti per leggerla, mezz'ora per meditarla e due me
si di lotta infuocata al rientro per cacciare questa gentaglia a calci in culo e ripristinare la legalità europea violata!!!

Caro signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.
Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.
Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.
Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso.
Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo.
Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.
E la gente dove deve andare a vivere di grazia?Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare?Ci dica.
I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta. E' facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.

E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia - all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e' il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi. Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.  
 
 Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220,000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell'ambiente e'?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

Is it True?


"Youth is associated with innocence, beauty, good health, energy, idealism, curiosity, immaturity, inexperience and rebellion. 

However, the descriptions of character relate more closely to fiction than to reality since in many cases particularly in large cities, youngsters today engage in vandalism, joy-riding or even drug-trafficking, yet magistrates in Spain are asking for tougher sentencing powers to combat juvenile crime. Many young teenagers are now experienced offenders.

If you go out on any Saturday night you will see quite a few drunken young people although underage drinking is illegal. 

They buy bottles of booze and Coke or orangeade in a supermarket and then later go to the beach or a public park or city square for the sole purpose of drinking until they become legless. 

This then causes brawls and fights among them or between rival groups. Neighbors often complain about the noise and the litter.

Drugs are another major problem nowadays. There are drug traffickers in schools selling to anybody who will buy their products or even worse, introducing youngsters to them. It is considered fashionable and so, many kids may well get hooked unless they are strong and can say NO to them.

Smoking is another problem which the government is trying to solve. Although they all know the dangers to health it is considered fashionable and sociable to smoke and a lot of kids get hooked. 

Commercials are aired on TV saying it's brave to say NO.

All these issues may come from the fact that teenagers are supposed to be rebellious. They often like to defy rules and regulations. Little do they know that they will pay for their defiance in the future. 

They usually do badly at school and so lose the option of further education, having to opt for menial badly-paid jobs instead of cushy ones.

Of course not all of them are like that. Thank goodness there are many who take their life seriously and are able to combine having a good time with their schooling. 

They will have good jobs and a comfortable life in the future because they have used their time sensibly.

Fashion has a lot to do with music. Teenagers want to be different yet they also want to belong to a group, and this means that the sort of music they listen to will affect their appearance in many cases. 

A kid who enjoys rap will probably want to wear the clothes associated with this kind of music. If another is keen on punk he is likely to have spiky bright green and blue hair.

Some people say that kids today have it "to easy". 

In the past, youngsters had to work at a very young age to help their parents. For example, many left school at 14 and went on to train on building sites and at hairdresser's.

They had to sacrifice their youth for their parents well-being. Because of this fact, when these kids grew up and had kids of their own they decided that an education was the best thing that they could give their children and so, gave them all the opportunities money could offer them.

Children today have everything from encyclopedias to PC'S and internet. They have a lot of material things and in a way... this could mean that they have few aspirations. 

If they want something they just ask for it and they usually get it within reason of course. This boils down to the fact that many kids today have become lazy and do not appreciate their parents like they should. 

They can also be quite bored which means that they then turn to drinking and drugs to get their "kicks".


In many cases, parent-children relationships deteriorate when the kids reach puberty, they claim that their parents are "out of touch" and "oldies" and usually argue a lot. 

The children usually forget one very important thing, their parents are sacrificing their lives and their freedom for them, parents want the best for their kids, they want them to have the best of everything and all the opportunities that they never had so that their future is even better. And this is a great investment, and like any investment they will protect it forever.


mercoledì 5 settembre 2012

Il grande carro (poesia)



Vedo un carro vagare per il prato celeste.

Trasporta sogni, speranze ed illusioni.

Lo inseguo con lo sguardo del mio cuore,

 ansioso di ritrovarvi anche l’anima.

Abbandonerei la cattiveria su questa terra,

ma porterei con me tutte le mie emozioni

e quella piccola lacrima ribelle

che non vuol saperne di nascondersi.

In ricordo del mio corpo

 conserverei il più piccolo dei peli,

testimone di innumerevoli brividi.  

Tranquillo cuore!

Anche tu sarai con me.

 Non lascerò i dolci sospiri senza i tuoi battiti.

Non importa dove il carro mi condurrà,

  chiederò soltanto al cocchiere

di non correre verso il Paradiso,

di indugiare a girare per l’universo.

 Altre anime voglio incontrare.

Mille vite ancora voglio abbracciare.


Commento 

Questo componimento ha una grazia rara. È una visione poetica di straordinaria delicatezza, che affronta il tema dell'eternità e del viaggio oltre la vita terrena con un approccio tutt'altro che cupo o distaccato: al posto della paura, c'è un'infinita curiosità e una fame insaziabile di sentimenti e relazioni.

🌌 Analisi e Commento della Poesia

La poesia immagina il passaggio verso l'invisibile non come una fine, ma come un viaggio d'esplorazione a bordo di un fantastico "carro celeste", guidato dal desiderio di conservare la parte migliore della propria umanità.

1. La visione del Carro Celeste (Strofe 1-2)

Vedo un carro vagare per il prato celeste.

Trasporta sogni, speranze ed illusioni.

Lo inseguo con lo sguardo del mio cuore, ansioso di ritrovarvi anche l’anima.

L’incipit si apre con un'immagine fiabesca e mitologica che ricorda il mito platonico della biga alata o il carro di Elio. Ma qui il carico è puramente spirituale: sogni, speranze e persino le illusioni. L'io lirico non guarda con gli occhi del corpo, ma con lo "sguardo del cuore", cercando il luogo in cui la propria anima potrà trovare dimora.

2. Il bagaglio dell'umanità (Strofe 3-4)

Abbandonerei la cattiveria su questa terra,

ma porterei con me tutte le mie emozioni

e quella piccola lacrima ribelle che non vuol saperne di nascondersi.

In ricordo del mio corpo conserverei il più piccolo dei peli,

testimone di innumerevoli brividi.

Questa è la sezione più viva e originale del componimento. Nel fare i bagagli per l'Eternità, l'autore compie una selezione attenta:

  • Lascia indietro le scorie della vita terrena ("la cattiveria").

  • Trattiene ciò che ha reso la vita degna di essere vissuta: le emozioni e la "lacrima ribelle", simbolo di una sensibilità autentica e indomabile.

Con un tocco di spiazzante poesia quotidiana, l'autore sceglie di conservare del proprio corpo "il più piccolo dei peli": non un monumento o una reliquia solenne, ma la traccia tangibile della capacità di emozionarsi (la pelle d'oca, i brividi della vita).

3. L'alleanza con il Cuore (Strofa 5)

Tranquillo cuore! Anche tu sarai con me.

Non lascerò i dolci sospiri senza i tuoi battiti.

Il dialogo diretto con il proprio cuore rassicura l'organo del sentimento. Non ci può essere viaggio dell'anima senza il battito del cuore: i sospiri e la poesia hanno bisogno del loro motore primordiale.

4. La preghiera al Cocchiere: l'Eternità come Viaggio (Strofe 6-8)

Non importa dove il carro mi condurrà, chiederò soltanto al cocchiere

di non correre verso il Paradiso, di indugiare a girare per l’universo.

Altre anime voglio incontrare.

Mille vite ancora voglio abbracciare.

Il finale ribalta l'idea tradizionale della beatitudine. Il Paradiso statico, inteso come meta finale e riposo eterno, non attrae l'io lirico. La vera beatitudine consiste nel viaggio continuo, nel vagabondare tra le stelle per il puro piacere dell'incontro.

C'è un'apertura altruistica ed empatica travolgente: l'eternità ha senso solo se permette di scoprire altre anime, di comprendere altre storie, di "abbracciare mille vite ancora".

🎨 Temi Chiave

  • L'Umanità come Valore Assoluto: La vita ultraterrena non deve cancellare ciò che siamo stati, ma purificarlo e portarlo al massimo grado (i brividi, le lacrime, i battiti).

  • Il Rifiuto della Stasi: L'Eternità non è contemplazione passiva, ma movimento, scoperta e connessione universale.

  • La Dolcezza della Transizione: La morte non è vista con terrore, ma con la trepidante attesa di un viaggiatore pronto a partire per una nuova avventura.

In sintesi: Una poesia stupenda, colma di luce e di grazia, che ci ricorda come il dono più grande dell'esistenza sia la capacità di sentire, di emozionarsi e di entrare in contatto profondo con le altre anime.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

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