“I GIORNI DI PACE” di Marco Traini
Marco Traini dà voce alla speranza, un inno contro la guerra e per l’umanità ferita
I GIORNI DI PACE: https://drive.google.com/file/d/1Oc8ytWpSXCSbzbe2P41CZJNecZjkOlsC/view?usp=share_link
Il 2 marzo esce “I giorni di pace”, il nuovo singolo del tenore Marco Traini, un brano che nasce dall’incontro profondo tra voce, parola e coscienza civile. Il testo è firmato da Ernesto Bassignano, che diventa oggi una canzone necessaria, capace di parlare al presente con la forza di un racconto e l’urgenza di un appello. «Un po’ di tempo fa la mia etichetta, Ideasuoni di Flaviano Di Berardino, mi ha proposto questo testo, “I giorni di pace”», racconta Marco Traini. «Ho iniziato a leggerlo più volte, trovando le parole sempre più interessanti e profonde. Abbiamo lavorato molto e, piano piano, tutto ha iniziato a prendere forma. Credo che musica e parole siano da sempre uno strumento immediato per mandare messaggi». Un messaggio che qui diventa chiaro e potente: parlare di guerra, di uguaglianza tra i popoli, di umanità ferita. «È una canzone che tocca profondamente lo stato d’animo», prosegue Traini, «e oggi, in un periodo così complesso, “I giorni di pace” può aiutarci a riflettere. Ma soprattutto vuole portare speranza e il coraggio della vita che ci fa sognare ancora, che ci fa credere che un giorno tutto questo finirà». Quelle stesse parole risuonano con forza anche nel pensiero dell’autore. Ernesto Bassignano descrive “I giorni di pace” come «l’augurio che ogni uomo e ogni donna di buona volontà vorrebbe leggere oggi, dopo anni di atrocità, odio e violenza, su ogni giornale e su ogni muro». Un desiderio semplice e immenso, poter respirare senza paura, dormire senza incubi, ritrovare la possibilità di credere ancora che, come dice il brano, “un giorno tutto questo finirà”.
«Scrissi questo pezzo anni fa. Era una semplice ballata», spiega Bassignano, «non era ancora un potente inno per un tenore ancora più potente, capace di urlare l’anelito di tutti noi, in tutto il mondo. La trasformazione avviene grazie alla visione e alla generosità del produttore Flaviano Di Berardino,
che ne fa un inno, un grido ritmico ed elettronico, una richiesta
imperiosa di porre fine alla strage di soldati e di cittadini inermi
bombardati senza pietà. Che si parli di Gaza, di Ucraina o di qualsiasi altra terra ferita, “I giorni di pace” è
rabbia e speranza insieme, volontà di cambiamento, desiderio di un
mondo fatto di uomini per gli uomini, e non contro gli uomini» Un brano che arriva ora, nel momento giusto, come un appello diretto agli autocrati impazziti e ai padroni della guerra, affinché tornino a parlarsi e rimettano l’umanità prima del denaro. «Servirà? Non lo so», conclude Bassignano. «So solo che ognuno di noi deve fare qualcosa, prima che sia troppo tardi». E “I giorni di pace”, con la voce di Marco Traini,
prova a fare proprio questo, ricordarci che la pace non è un’utopia, ma
una responsabilità condivisa, da cantare, da chiedere, da pretendere.
Vi è oggi una tendenza nella musica "leggera" volta a recuperare lo stile di canto e il repertorio della tradizione melodica italiana: ne abbiamo un recente e illustre esempio in molti lavori di Andrea Bocelli. Sembra quasi che dopo le asprezze e le sperimentazioni a volte astruse del rock si sia sentito il bisogno di riscoprire e valorizzare un filone che sembrava ormai estinto, quello dei cantanti melodici "all'italiana", quel nobile e per lo dimenticato stuolo di interpreti messi all'angolo, a partire dagli anni sessanta, dal travolgente insorgere della musica Beat e, poi, del Rock. Non vi è certo bisogno di far riferimento al significato e al profondo segno che ha lasciato non solo nella cultura popolare la voce e la personalità di Claudio Villa, il “reuccio della canzone", per richiamare quel mondo espressivo. Marco Traini si presenta in questo scenario, con una franca e schietta vocalità, espressione di una "viscerale" - potremmo dire - italianità. La sua passione per la nostra tradizione melodica s'incarna in uno stile espressivo aperto e diretto, testimonianza di un'incrollabile fiducia nella capacità della musica di oltrepassare la soglia dell'animo umano e di comunicare l'ineffabile. L'uso dei colori vocali fa tesoro della tradizione classica, che Traini mostra di conoscere bene, e di una tecnica pazientemente costruita con la semplicità e l'umiltà dell'artigiano che sa poter contare solo sui propri mezzi. Il repertorio non mancherà di deliziare gli appassionati e gli ascoltatori sensibili, radicato com'è nel solco della grande canzone italiana, ma riproposto in uno stile antico e nuovo allo stesso tempo, con quella intensità
emotiva e sincerità che costituiscono i punti di forza di questo giovane artista abruzzese.
(cit. di Vincenzo Caporaletti )
Ascoltalo qui: I GIORNI DI PACE
Note d’autore
Nato in Svizzera nel 1974, Marco Traini ha scoperto sin da giovane una passione autentica per la musica e il canto, che lo ha portato a distinguersi in numerose competizioni musicali. Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Magistrale “G. Milli” di Teramo, ha continuato a coltivare il suo talento frequentando l’Istituto Superiore di Studi Musicali “G. Braga”, dove ha ottenuto il diploma in solfeggio, teoria musicale, pianoforte e canto lirico. Desideroso di affinare ulteriormente le sue capacità, si è poi perfezionato presso la Reale Accademia Filarmonica di Bologna, dove ha studiato sotto la guida del celebre tenore Sergio Bertocchi e della rinomata pianista Paola Molinari. Grazie alla loro influenza, Marco ha sviluppato uno stile vocale raffinato e una presenza scenica che lo hanno reso protagonista di un’intensa attività concertistica, con esibizioni in teatri e festival musicali di rilievo. Nel 2007, ha pubblicato il suo primo album, “Dall’amore all’oblio”, un omaggio al compositore Francesco Paolo Tosti, prodotto da Ideasuoni Edizioni Musicali. Questo lavoro ha segnato l'inizio di una carriera discograca appassionata e ricca di esplorazioni artistiche. Nel dicembre 2008 ha pubblicato l‘album “Le più belle canzoni italiane”, prodotto da Ideasuoni, una raccolta che celebra il patrimonio musicale del Bel Paese e che è tuttora disponibile sulle principali piattaforme digitali (Amazon, Apple Music e Spotify). Parallelamente alla carriera artistica, Marco dedica da molti anni il suo tempo all'insegnamento del canto, condividendo con i suoi allievi la passione per la lirica e la canzone italiana. Dopo una lunga attesa, Marco torna con un nuovo album dal titolo “Melodie italiane”, uscito il 10 novembre 2024. Il progetto, che vede la partecipazione di musicisti di spicco come il chitarrista Stefano Zaccagnini, la violoncellista Giovanna Famulari, la violinista Rita Turrisi e il flautista Tony Felicioli, regalando nuove emozioni agli amanti della musica italiana. Prodotto da Flaviano Di Berardino per Cinemusicanova, e distribuito sotto il marchio Ideasuoni. Per la stesura del testo inedito di “I giorni di pace”, in uscita il 2 marzo 2026 si è avvalso della preziosa collaborazione di Ernesto Bassignano, cantautore, giornalista e conduttore storico del programma radiofonico "Ho perso il Trend" in onda su Radio Rai 1.
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Prodotto da: Cinemusicanova -
Distribuzione: Ideasuoni https://www.ideasuoni.com
Voce: Marco Traini
Musica: Irelli Vincenzo
Testo: Ernesto Bassignano
Arrangiamento e chitarre : Stefano Zaccagnini
Basso: Alessandro Sanna
Piano e Tastiere: Andrea Rongioletti
Batteria: Pino Vecchioni
Registrato in: Abbey Rocchi Studios

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