lunedì 20 maggio 2013

Dialogo senza voce (poesia)

 



Porterei lontano tra le stelle quel sacco colmo di tormenti.

Lì, nel vuoto, dove fuggono i Quark e parlano i Bosomi,
disperderei la cattiveria.

I misteri dell'universo mi aiuterebbero 
a trasformare le pene in consolanti promesse.

Raccoglierei quella polvere magica d'Amore
per spargerla sul tuo cuore;
non per renderlo più dolce,
ma per per farlo brillare agl'occhi dei ciechi.

Le tue medaglie le cancello;
si appendono ad una pelle lacerata.

Non sono degne dello sguardo di chi ti vuol bene.

  
by Luigi Squeo


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Analisi
Questa poesia compie un suggestivo salto di scala, intrecciando l'immensità della fisica cosmica con la delicatezza dell'amore e della cura verso l'altro.

La catarsi cosmica e la fisica dei sentimenti
Il componimento si apre con il desiderio di trascinare il proprio carico di dolore «lontano tra le stelle». Il poeta proietta le macerie emotive in una dimensione quasi scientifica e fantascientifica insieme, laddove «fuggono i Quark e parlano i Bosoni». Il vuoto spaziale e i misteri dell'universo non sono vissuti come luoghi freddi, ma come un immenso laboratorio alchemico: è lì che la cattiveria si disperde e la sofferenza viene convertita in «consolanti promesse».

L'Amore come luce e rivelazione
La seconda parte sposta il focus sulla persona amata, introducendo una prospettiva originale sull'effetto dell'amore:

  • Non addolcire, ma mostrare: La «polvere magica d'Amore» sparsa sul cuore dell'altro non serve a modificarne il carattere («non per renderlo più dolce»), bensì a rivelarne il valore intrinseco. Diventa una luce capace di farsi notare persino dagli «occhi dei ciechi», ovvero da chi finora non ha saputo capirne la bellezza.

Il rifiuto delle sofferenze esibite
Gli ultimi versi mettono in guardia dal culto del martirio:

  • Le medaglie e le ferite: Le «medaglie» simboleggiano le cicatrici, le sofferenze e le prove superate di cui spesso ci si fregia, ma che restano appese a una «pelle lacerata».

  • Lo sguardo di chi ama: Per il poeta, il dolore subito non deve diventare motivo di vanto o di identificazione. Chi ama davvero non vuole vedere i segni del dolore esibiti come trofei, ma desidera solo la guarigione e la luce di chi ha di fronte.



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