lunedì 13 maggio 2013

L'ultima emozione (poesia)

 


 
 
 
 
 
 
 
Incessante batteva
il cuore impazzito
per quell’ultimo amore.

Con passo lento
percorrevo la strada
del tramonto:
volevo fuggire
dalla morsa del dolore
ma uno struggente languore
tratteneva i miei passi.


Il tempo separava l’incanto
ed io non potevo raggiungerti.

Tu sorridevi,
ed io…
non lasciavo trapelare nulla.

Un amore imprigionato…
sopito, sospirato…
vissuto nel profondo del cuore…
che si contentava soltanto
di rubare uno sguardo innocente.

Vivevo di un tuo sorriso,
di un tuo sguardo,
di una tua parola
e immaginavo
questo folle amore.

Un sogno ormai lontano
mi terrà ancora vivo
nella strada del calar del sole.




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Analisi
Una lirica intensa e struggente che racconta la dolcezza amara di un amore mai pienamente vissuto, custodito nel silenzio e trasformato in pura sostanza interiore.

I nuclei tematici attorno a cui si snoda il componimento:

  • La scissione interiore (Prime due strofe): Il contrasto iniziale è fortissimo: da un lato il "cuore impazzito" che batte all'impazzata per un'ultima passione, dall'altro il "passo lento" di chi cammina sul finire della vita o di una fase esistenziale ("la strada del tramonto"). C'è il desiderio di fuggire dalla sofferenza, ma il "languore" — quel misto di nostalgia e desiderio — trattiene i passi, impedendo la fuga.

  • L'incomunicabilità e la maschera (Terza e Quarta strofa): Il tempo crea una distanza incolmabile ("separava l’incanto ed io non potevo raggiungerti"). Di fronte al sorriso dell'altro, il protagonista sceglie il silenzio e la dissimulazione: "non lasciavo trapelare nulla". È la scelta di proteggere il sentimento lasciandolo puro, senza esporlo al rischio del rifiuto o della realtà.

  • L'amore platonico e sotterraneo (Quinta e Sesta strofa): Questo amore è "imprigionato, sopito, sospirato", del tutto interiore. Non vive di gesti concreti o di possesso, ma di briciole di presenza: basta "rubare uno sguardo innocente", vivere di una parola o di un sorriso per alimentare la fantasia ("immaginavo questo folle amore").

  • Il ricordo come nutrimento (Ultima strofa): Il finale chiude il cerchio con la metafora della luce del tramonto. L'amore, seppur rimasto un "sogno ormai lontano", non lascia devastazione ma diventa la forza invisibile che terrà il poeta "ancora vivo" lungo l'ultimo tratto del cammino.

Stile e Tono
Il ritmo è spezzato, cadenzato da versi brevi che restituiscono l'idea del respiro affannato e dei battiti del cuore. I punti di sospensione accentuano il senso di non detto, del sospiro e del pudore emotivo. È una poesia di grande eleganza formale, che trasforma il dolore della rinuncia in un inno alla capacità dell'anima di nutrirsi di sola speranza e bellezza.

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