Capita di abbassar la mente
e far girare il cuore.
Guardi dentro per cercar qualcosa ....
Non trovi oro, nè diamanti e forse, neanche rose.
Ammiri, invece, gentili e semplici fiori colorati.
Ornano tutti i giorni il tuo cuore.
Profumano di sguardi fugaci,
di malcelate attenzioni.
Respirar quella aria che spesso piegano quei gracili fiori,
è un Paradiso nascosto.
Volar come un'ape e posarsi sui splendidi petali a capriccio del dolce,
è riservato soltanto ai Re.
**********************
e far girare il cuore.
Guardi dentro per cercar qualcosa ....
Non trovi oro, nè diamanti e forse, neanche rose.
Ammiri, invece, gentili e semplici fiori colorati.
Ornano tutti i giorni il tuo cuore.
Profumano di sguardi fugaci,
di malcelate attenzioni.
Respirar quella aria che spesso piegano quei gracili fiori,
è un Paradiso nascosto.
Volar come un'ape e posarsi sui splendidi petali a capriccio del dolce,
è riservato soltanto ai Re.
**********************
Commento
Questa poesia celebra la riscoperta della dimensione interiore e della bellezza che si cela nelle cose semplici e quotidiane. Attraverso una scrittura delicata e fortemente evocativa, l'autore (o l'autrice) guida chi legge in un viaggio di introspezione che ribalta completamente il concetto comune di "ricchezza".
L'introspezione e la rinuncia al superfluo
I primi versi delineano un atto di umiltà e ascolto: "abbassar la mente" significa far tacere l'intelletto, l'orgoglio o l'eccesso di razionalità, per lasciare spazio alla sensibilità ("far girare il cuore"). L'ispezione interiore non porta alla scoperta di tesori materiali o clamorosi ("oro", "diamanti") e nemmeno di simboli di una passione ideale e appariscente ("rose"). La ricerca rinuncia ai cliché dell'apparenza.
La bellezza della quotidianità
Al posto delle pietre preziose, l'anima rivela "gentili e semplici fiori colorati". Questi fiori rappresentano i piccoli gesti, la gentilezza discreta e gli affetti di tutti i giorni. Il loro profumo non è fatto di grandi proclami, ma di "sguardi fugaci" e "malcelate attenzioni": dettagli quasi invisibili all'esterno, ma capaci di nutrire profondamente il cuore.
Il "Paradiso nascosto" e la vera nobiltà
I versi finali elevano questa semplicità a una dimensione quasi sacra:
- La fragilità: I fiori sono "gracili" e si piegano al vento, ma l'aria che li circonda è un "Paradiso nascosto". C'è una grande forza poetica nell'accettare la vulnerabilità dell'anima.
- La metafora dell'ape e del Re: Muoversi tra questi sentimenti con leggerezza ("volar come un'ape") e assaporarne la dolcezza non è un privilegio per pochi ricchi o potenti, ma è un'esperienza eletta riservata unicamente a chi sa guardarsi dentro davvero ("riservato soltanto ai Re"). La vera sovranità, suggerisce il testo, risiede nella capacità di amare e apprezzare le piccole cose.
Un testo intimo e profondo, che invita a rallentare e a cercare la felicità non negli stravaganti tesori del mondo esterno, ma nella grazia discreta che già custodiamo dentro di noi.
Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima
Nessun commento:
Posta un commento
Esprimi il tuo pensiero