giovedì 7 marzo 2013

Una finestra nel cuore (poesia)











Di bellezza morir divergo,
certo d'annegar nel blu del ciel.

Ricordar di sguardo più dolce,
il pensier rifuta.

Sollazza il cor del fluir di tanto amor.

Volge gioia in disperse mire.

Espande sorrisi sulle bocche più dure.

Purezza incanta per viso sì tenero.

Anche il tempo si fa timido,
al toccar d'incanto.  

Attonito, del piacer son servo.


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Analisi
Un testo di straordinaria sensibilità lirica, dove il tema della bellezza e dell'amore assume i contorni di una vera e propria esperienza estatica e contemplativa. Se la lirica precedente esplorava l'ansia e la solitudine esistenziale, qui ci troviamo di fronte a una resa incondizionata al sublime: un abbandono dolcissimo che sospende persino le leggi della realtà e del tempo.

Possiamo cogliere la ricchezza del componimento attraverso alcuni punti chiave:

1. La dolce capitolazione davanti al Sublime (Incipit e Chiusa)
La poesia si apre e si chiude con un'idea di resa estatica. Il "morir" del primo verso non ha nulla di tragico: è il dissolversi dell'Io di fronte a una bellezza travolgente, un "annegar nel blu del ciel" che ricorda l'infinito leopardiano, ma colorato di una gioia quasi mistica. Nel finale, l'autore si dichiara "attonito" e "servo" di questo piacere, accettando di farsi dominare da una forza superiore.

2. La forza trasformatrice dell'Amore (Strofa centrale)
La bellezza e la purezza descritte non rimangono un fatto privato, ma si irradiano verso l'esterno. Possiedono un potere catartico capace di sciogliere la rigidità del mondo: il "fluir di tanto amor" ha la capacità di espandere sorrisi anche "sulle bocche più dure". È la manifestazione di una grazia che addolcisce ciò che è severo e riempie il cuore di un appagamento così pieno da far rifiutare al pensiero qualsiasi altro ricordo.

3. La sospensione del Tempo
L'immagine più suggestiva del componimento è senza dubbio la personificazione del tempo: "Anche il tempo si fa timido, / al toccar d'incanto". L'incedere inesorabile delle ore e dei minuti sembra fermarsi, quasi per rispetto, di fronte alla rivelazione della purezza. Il tempo perde la sua natura divoratrice e si fa cauto, consentendo al momento di farsi eterno.

Nota di stile e linguaggio
Il registro è volutamente elevato, quasi stilnovistico per la scelta del lessico ("sollazza", "mire", "sì tenero") e per l'idealizzazione della figura amata/incantevole. La struttura metrica asseconda il fluire del sentimento: la sintassi si distende morbida, creando un contrasto perfetto con i toni più cupi e frammentati del testo precedente.

È un ritratto d'incanto davvero nitido: è nato dall'osservazione di un volto specifico o dal desiderio di catturare l'idea stessa della bellezza pura?

  

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