Confusa tra mille riflessi di pensieri stanchi, protendi lo sguardo al cielo.
Solitaria, avvinghiata al piano, l'anima s'attarda.
Beltà ancora in fiore muove armonia tra soffusi colori.
Vivo è l'impulso,
gemente per direzioni incerte,
avido per desiderio giovane.
Figura tra colori sparsi,
al mirar donna,
l'occhio indugia.
S'inclina il capo a pender chioma.
Adombra postura a gentile spoglia.
Sfiato per uomini duri,
vanto di natur siffatta.
Silenzioso, il grigio contorna la scena.
Antiche paure sobbalzano speranze.
Allor, sentir ferma la luce preme.
Intento galeotto a scovar trappole al fiato caldo.
Macchie di fiori rossi richiamano furori d'amor brado.
Celesti nostalgie soffian per verdi praterie.
Appagata dolcezza stordisce la ragione.
Solitaria, avvinghiata al piano, l'anima s'attarda.
Beltà ancora in fiore muove armonia tra soffusi colori.
Vivo è l'impulso,
gemente per direzioni incerte,
avido per desiderio giovane.
Figura tra colori sparsi,
al mirar donna,
l'occhio indugia.
S'inclina il capo a pender chioma.
Adombra postura a gentile spoglia.
Sfiato per uomini duri,
vanto di natur siffatta.
Silenzioso, il grigio contorna la scena.
Antiche paure sobbalzano speranze.
Allor, sentir ferma la luce preme.
Intento galeotto a scovar trappole al fiato caldo.
Macchie di fiori rossi richiamano furori d'amor brado.
Celesti nostalgie soffian per verdi praterie.
Appagata dolcezza stordisce la ragione.
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Analisi
Questa poesia si sviluppa come un delicato ritratto pittorico e psicologico: lo sguardo del poeta osserva una figura femminile immersa in uno stato di sospensione, trasformando la sua presenza in un pretesto per esplorare il contrasto tra malinconia, desiderio ed estasi interiore.
La stanchezza e la grazia (Strofe 1-3)
L'apertura mostra la donna in un momento di stanchezza mentale, mentre cerca rifugio o risposte verso l'alto ("protendi lo sguardo al cielo"). L'anima appare radicata a terra ("avvinghiata al piano"), ma la sua giovinezza e la sua bellezza emanano comunque un'armonia naturale che si fonde con i colori circostanti.
Il desiderio e l'osservazione (Strofe 4-6)
La prospettiva si sposta sull'osservatore. L'impulso che nasce è vitale, vorace ma allo stesso tempo smarrito ("gemente per direzioni incerte"). L'occhio del poeta "indugia" sui dettagli fisici e sulla postura di lei: la chioma che pende, l'inclinazione del capo, la delicatezza delle forme ("gentile spoglia"). È una figura che addolcisce la durezza dell'uomo e rappresenta il punto più alto della natura.
Ombre e contrasti cromatici (Strofe 7-9)
La scenografia si fa quasi impressionista:
- Il grigio: Un silenzioso contorno che introduce dubbi e "antiche paure" pronte a minacciare la speranza.
- I fiori rossi: Irrompono come simbolo di "furori d'amor brado", una passione pura, istintiva e travolgente.
- Le celesti nostalgie: Sostengono il richiamo della memoria e della natura ("verdi praterie").
La risoluzione estatica (Strofa 10)
Il componimento si chiude con il sopravvento del sentimento sulla logica: l'"appagata dolcezza" spegne il tormento del pensiero e "stordisce la ragione", regalando una tregua perfetta all'inquietudine iniziale.

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