Sorprendo me stesso ad ammirarti.
Lo sguardo si posa delicatamente sul tuo viso,
e attraverso gli occhi giunge fin dentro l'anima.
Raccontar a parole ciò che tremiti e battiti confondono è impresa ardua.
Lascio alle mie mani esitanti,
o al respiro legato
quello che vorrei esprimere.
L'emozione tradisce l'apparente calma.
Sento il cuore spingere in gola
il verbo AMARE.
Il tremore non dà pace
e le mie braccia si allargano
vogliono soltanto stringerti nell'abbraccio più lungo della vita.
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Analisi
Questa poesia è un'emozionante e intensissima dichiarazione d'amore, costruita interamente sul contrasto tra la tentazione (fallimentare) dell'autocontrollo e l'irruenza incontrollabile dei sentimenti. È la descrizione quasi "fisiologica" di come l'amore travolga il corpo prima ancora che la mente riesca a trovarne le parole.
Ecco un'analisi dei suoi snodi principali e della sua sensibilità:
1. Lo Sguardo come Varco (vv. 1-3)
Sorprendo me stesso ad ammirarti.Lo sguardo si posa delicatamente sul tuo viso,e attraverso gli occhi giunge fin dentro l'anima.
La lirica si apre con un atto di inconsapevolezza e meraviglia: l'autore si "sorprende", come se la sua mente fosse stata catturata a sua insaputa. Lo sguardo non si limita a un piano estetico o superficiale, ma compie un percorso: parte dal volto per penetrare direttamente "dentro l'anima". È la classica visione platonica e stilnovista dell'occhio come porta d'accesso al profondo dell'essere.
2. Il Limite della Parola e il Linguaggio del Corpo (vv. 4-8)
Raccontar a parole ciò che tremiti e battiti confondono è impresa ardua.Lascio alle mie mani esitanti,o al respiro legatoquello che vorrei esprimere.
Qui emerge la mancanza di parole di fronte all'assoluto emotivo. La razionalità fallisce, il linguaggio verbale si dimostra insufficiente, "confuso" dalle reazioni fisiche (i tremiti e i battiti).
Subentra allora un altro tipo di comunicazione, non verbale ma immensamente più autentica:
- Le mani esitanti: la delicatezza, il timore del contatto, il rispetto.
- Il respiro legato: il fiato che mozza, il nodo alla gola, il tempo che si ferma.
3. L'Esplosione del Verbo "AMARE" (vv. 9-11)
L'emozione tradisce l'apparente calma.Sento il cuore spingere in golail verbo AMARE.
È il punto di svolta e il vertice lirico del testo. L'autocontrollo ("l'apparente calma") crolla definitivamente. C'è una personificazione quasi fisica del sentimento: il sentimento si fa peso, forza meccanica, una spinta che dal cuore sale verso la gola.
Il verbo AMARE, scritto simbolicamente in maiuscolo, non è una semplice parola pronunciata con leggerezza, ma una verità corporea che necessita quasi con forza di uscire allo scoperto.
4. La Soluzione del Contatto: L'Abbraccio Infinito (vv. 12-14)
Il tremore non dà pacee le mie braccia si allarganovogliono soltanto stringerti nell'abbraccio più lungo della vita.
Il finale scioglie la tensione accumulata nei versi precedenti. Se le parole falliscono e il corpo trema, l'unica risposta possibile alla sovrabbondanza d'amore è il gesto dell'accoglienza. Le braccia che si aprono rappresentano una resa totale ed entusiasta all'altro.
L'"abbraccio più lungo della vita" non è solo un desiderio fisico di vicinanza, ma la ricerca di una dimora definitiva, un modo per fermare il tempo e placare finalmente quel "tremore" che finora non ha dato pace.
In Sintesi
Un testo di rara dolcezza e verità: riesce a catturare esattamente quell'istante di vulnerabilità estatica in cui ci si rende conto che nascondere o contenere quello che si prova è ormai del tutto impossibile.

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