mercoledì 2 settembre 2026

Vandalism in the Name of Cleanliness (poem)

 

The trees in the park

have seen the cutting down of forests,

raise their arms to the sky and give thanks

for having once left their homeland.

The distant mountains I trusted

have raised a white flag.

They were the first to surrender to winter.

The trees are taking off their clothes,

as if they are giving their clothes to the soil

so that the soil will not be cold in winter.

But the city municipality

has the leaves collected and burned.

White fog in the mountains after the rain,

black fog in the park.

Aristotle’s black-and-white theory is still in force.

But Lotfi Zadeh’s fuzzy logic theory

should not be forgotten either.

There is a rainbow of a thousand colors in the distance.

And yet,

I know this chairman of the municipality.

So that the city will be clean,

he would burn the manuscripts

of both Aristotle and Lotfi Zadeh.

But I, looking at these trees,

feel longing for my homeland.

I think this theory

is a more precise theory

than the black-and-white theory,

and than the fuzzy logic theory.

Precise and tragic.


By Bahtiyar Hidayet, Azerbaijan


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Traduzione in italiano
Vandalismo in nome della pulizia

Gli alberi nel parco

hanno visto l'abbattimento di foreste,

alzano le braccia al cielo e ringraziano

per aver lasciato un giorno la loro patria.

Le montagne lontane di cui mi fidavo

hanno issato bandiera bianca.

Sono state le prime ad arrendersi all'inverno.

Gli alberi si tolgono i vestiti,

come se donassero i loro abiti alla terra

affinché la terra non abbia freddo in inverno.

Ma il comune della città

fa raccogliere e bruciare le foglie.

Nebbia bianca sulle montagne dopo la pioggia,

nebbia nera nel parco.

La teoria in bianco e nero di Aristotele è ancora in vigore.

Ma non si dovrebbe dimenticare

neppure la teoria della logica fuzzy di Lotfi Zadeh.

C'è un arcobaleno di mille colori in lontananza.

E tuttavia,

io conosco questo presidente del municipio.

Affinché la città sia pulita,

brucerebbe i manoscritti

sia di Aristotele che di Lotfi Zadeh.

Ma io, guardando questi alberi,

sento nostalgia della mia patria.

Penso che questa teoria

sia una teoria più precisa

della teoria in bianco e nero,

e della teoria della logica fuzzy.

Precisa e tragica.


Commento e analisi

1. Il tema della perdita e dell'esilio

La poesia si apre con un parallelismo struggente: gli alberi del parco, sradicati dal loro contesto originario (la foresta) ed esiliati in uno spazio urbano, "alzano le braccia al cielo e ringraziano / per aver lasciato un giorno la loro patria". È una personificazione dolorosa che riflette la condizione dell'esiliato o dell'immigrato. Gli alberi, come il poeta stesso, portano dentro di sé il trauma dello sradicamento e la memoria di una patria perduta.

2. Il conflitto tra natura e burocrazia urbana

Il ciclo naturale delle stagioni viene brutalmente interrotto dall'intervento umano. Gli alberi compiono un gesto d'amore e di generosità spogliandosi delle foglie per proteggere la terra dal freddo invernale. Tuttavia, l'amministrazione cittadina ("il comune") interpreta questo dono naturale come disordine o sporcizia. Bruciare le foglie secche non è solo un atto di pulizia urbana, ma un vero e proprio vandalismo ecologico ed esistenziale: si cancella la ciclicità della vita, trasformando la quiete della natura in un fumo nero e soffocante.

3. Filosofia e scienza: Aristotele vs. Lotfi Zadeh

Il testo introduce una brillante metafora filosofica e scientifica:

  • La teoria in bianco e nero di Aristotele: Rappresenta il pensiero binario, rigido e dogmatico (aut-aut: o è bianco o è nero, o è pulito o è sporco), che governa la mentalità burocratica del "presidente del municipio". Per lui, la complessità del mondo deve essere azzerata in nome di un ordine sterile.

  • La logica fuzzy di Lotfi Zadeh: Introdotta come contrappunto, è la logica delle sfumature, del "grado di verità", che ammette infinite gradazioni intermedie (rappresentate dall'arcobaleno in lontananza).

Nonostante la logica fuzzy offra una visione più aperta e complessa della realtà, il poeta sa bene che il potere ottuso e burocratico la rifiuterebbe: il presidente del municipio brucerebbe i manoscritti di entrambi i filosofi pur di ottenere una sua sterile "pulizia".

4. La conclusione: Una teoria "precisa e tragica"

Nelle ultime strofe, il focus torna sull'individuo e sulla nostalgia della patria. Di fronte alla sofferenza degli alberi e alla distruzione operata dalla città, il poeta individua una terza via: la consapevolezza del proprio dolore e dell'esilio. Questa non è una teoria accademica o filosofica, ma una verità vissuta sulla propria pelle. È definita "precisa e tragica" perché la ferita dell'appartenenza e la coscienza della perdita sono inequivocabili, taglienti e impossibili da ripulire o bruciare con la burocrazia.

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