domenica 16 febbraio 2025

Addormentandoci insieme (poesia)


Avvicinati, guardami negli occhi, le parole vogliono riposarsi per lasciar spazio all’ascolto del tuo respiro.

Mi accorgo di respirare con te e il mondo tutt’attorno si spegne.

La tenerezza delle nostre anime vola nel paradiso dell’essere, costruendo il più dolce degli scenari che la mente umana può raffigurarsi.

Siamo catturati dal sonno e rapiti da pensieri che saranno dimenticati.

Per poche ore abbandoneremo quel corpo che ora giace tutto intento a rigenerarsi. Siamo liberi di essere ciò che avremmo voluto essere in ogni istante di vita.

In questo tempo, come nella morte, tutto abbandoniamo e facciamo tesoro di ogni particolare che la vita cosciente ha timbrato come “inutile”.

È stato inutile vederti come se lo facessi per la prima volta?

È stato inutile ascoltarti come se tu fossi la persona più importante del mondo?

È stato inutile contagiarti con il mio sorriso, la mia allegria, per distoglierti dalle tue paure?

Avvicinati, non aver paura di farmi male, i nostri corpi sono là che riposano.

Voglio riprendermi il tempo che ho perso per lavorare.

Voglio riprendermi i piaceri che mi sono stati promessi da Colui che mi ha fatto nascere.

Voglio stare con te, ora!


Analisi.
Questo testo si presenta come un intenso monologo poetico sull'abbandono al sonno, all'amore e alla dimensione dell'essere puro, svincolato dalle gabbie del dovere e della vita quotidiana. È un invito all'intimità profonda, sia fisica che spirituale, in cui il confine tra sogno, amore e liberazione interiore si fa sottile.

Ecco un'analisi strutturata dei suoi temi e nodi concettuali:

1. Il silenzio e la fusione attraverso il respiro

L'incipit stabilisce immediatamente una dimensione di profonda vicinanza. Le parole, da sempre strumento di mediazione e talvolta di distrazione, vengono messe a tacere per fare spazio al corpo e alla presenza: il respiro dell'altro. La sintonizzazione dei respiri porta all'annullamento del mondo esterno ("il mondo tutt’attorno si spegne"), creando un perimetro protetto di pura presenza a due.

2. Il sonno come liberazione e "paradiso dell'essere"

Il passaggio dal momento cosciente al sonno viene descritto come un'esperienza di trascendenza. Lo stato d'inconscio non è visto come assenza, ma come vera libertà:

  • La separazione dal corpo: Mentre la carne riposa per rigenerarsi, l'essenza della coppia si libra libera dai condizionamenti sociali e dalle maschere quotidiane ("Siamo liberi di essere ciò che avremmo voluto essere in ogni istante di vita").

  • L'analogia con la morte: Il testo accosta il sonno alla morte non in chiave tragica, ma in senso liberatorio: in entrambi gli stati ci si spoglia delle sovrastrutture e del peso dell'esistenza quotidiana.

3. La rivendicazione di ciò che la società definisce "inutile"

Con una forte spinta emotiva espressa tramite tre domande retoriche, il testo ribalta la scala dei valori razionali e utilitaristici della società moderna.
Ciò che la "vita cosciente" o la routine lavorativa bolla come privo di valore pratico — come guardare l'altro come se fosse la prima volta, ascoltarlo con dedizione assoluta, o regalargli allegria per scacciare le paure — si rivela essere l'unica cosa dotata di senso reale. Vi è una chiara continuità tematica con la ricerca del "pensare inutile" e del valore del cuore.

4. Il riscatto del tempo e del diritto al piacere

Nella parte finale, il tono si fa più risoluto e rivendicativo. Attraverso l'uso dell'anafora ("Voglio..."), l'autore o l'autrice esprime una ribellione esistenziale:

  • Il rifiuto della dittatura del lavoro: La consapevolezza del tempo sottratto agli affetti e alla vita vera per essere venduto al dovere lavorativo ("Voglio riprendermi il tempo che ho perso per lavorare").

  • Il richiamo al sacro/divino: L'amore e il piacere non sono colpe, ma diritti originari, "promessi" dalla Creazione stessa ("promessi da Colui che mi ha fatto nascere").

Sintesi

Il componimento è un inno all'autenticità e alla presenza emotiva. Invita a spogliarsi delle paure e delle logiche produttive per riappropriarsi del tempo presente, della tenerezza e del legame profondo con l'altro. La dimensione del sogno e dell'abbraccio diventa l'unico luogo in cui è possibile guarire dalle fatiche dell'esistenza e vivere, anche solo per poche ore, nella verità dei propri desideri.

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