venerdì 28 febbraio 2025

La passione: la cifra stessa della verità individuale

 

Le passioni sono fontane chiuse da molto tempo e l’acqua da cui fluisce ha proprietà sorprendenti: limpidezza, freschezza, dolcezza sono ineguagliabili. Quando queste fontane interiori si aprono la realtà si rivela affascinante, tutta da contemplare.

Per un appassionato della fotografia, scattare una foto è come rubare pochi centimetri alla natura, in modo che egli possa accoglierla nel proprio animo e dedicarle tutto il tempo necessario affinché lo stupore lo afferri e le emozioni lo immobilizzino in attimi senza durata.

L’appassionato fotografo vede nella foto il mondo così come vorrebbe che fosse; intravede nei personalissimi dettagli, sentimenti evocanti bisogni di solito celati da una psicologia inconscia. L’immagine catturata da un dispositivo meccanico sorprende l’osservatore poiché lo costringe a prendere consapevolezza di un mondo cui appartiene e di cui non ci fa più caso. Tanta bellezza nei variopinti colori, tanta perfezione nelle forme, tanta armonia negli equilibri di forze che, quasi sempre viene racchiuso nella “normalità”.

È compito di letterati, poeti e artisti permettere alla natura di esprimersi nel modo più bello e raccontare ciò che con i soli occhi non è possibile vedere. 

Attraverso l’opera artistica si fa vibrare l’arpa della sensibilità, dando cronaca della natura nel linguaggio universale del sentimento. E anche il corpo non può sottrarsi dal turbamento poiché l’emozioni ne diventano padrone.

Può succedere che un’anima sfortunata perda i riferimenti nel mondo e urla la sua solitudine; nessuno vuole ascoltarla e allora fruga nella natura in cerca della sua identità. 

Ecco che una foto scattata in un posto dimenticato da tutti, dove la bellezza dei colori confida solo nell’anima sensibile per essere apprezzata, può essere occasione per un viaggio interiore. In quei casi ci si perde nel mondo dove il senso umano dirige ogni cosa.

Le passioni sono i venti dell’anima, esse denotano una precaria instabilità interiore, destinata a trasformarsi in un dirompente piacere di vivere. Esse sono mosse da sentimenti indomabili e racchiusi in un otre sempre sul punto di esplodere.

La passione (dal greco páschein e dal latino pati, ossia "subire", "soffrire") è un tema centrale della filosofia, interpretato alternativamente come un limite della ragione o come la forza propulsiva fondamentale dell'esistenza.

Le principali definizioni ed elaborazioni filosofiche della passione:

1. La passione come inganno e patologia dell'anima (La linea razionalista)

  • Platone (Il mito della biga alata): La passione coincide con il cavallo nero e indomito che tira l'anima verso il basso, verso il mondo sensibile e materiale. È una forza irrazionale che squilibra l'armonia dell'anima e deve essere domata dalla guida della ragione (l'auriga).

  • Lo Stoicismo (Epitteto, Seneca): La passione è definita come una perturbazione dell'anima o un "errore di giudizio". Per gli stoici, cedere alle passioni significa perdere il controllo di sé e la libertà interiore. L'ideale filosofico è l'apatia (apathia), intesa non come indifferenza spirituale, ma come liberazione dalle passioni irrazionali.

  • Baruch Spinoza: Nella sua Etica, Spinoza definisce le passioni come "affetti passivi". La passione è un'emozione che subiamo quando la nostra mente ha idee inadeguate o confuse della realtà. Diventiamo liberi quando trasformiamo le passioni (subite) in "azioni", ossia in affetti attivi compresi e guidati dall'intelletto.

2. La passione come forza vitale ed esistenziale

  • Aristotele: A differenza degli stoici, Aristotele non condanna le passioni, ma le considera parte integrante della natura umana. La passione diventa virtù quando è vissuta con misura (giusto mezzo): la collera o il desiderio non sono male in sé, ma lo diventano solo se eccessivi o difettosi rispetto alla situazione.

  • René Descartes (Cartesio): Nel trattato Le passioni dell'anima, le definisce come percezioni o sentimenti dell'anima provocati dai movimenti degli "spiriti animali" nel corpo. Per Cartesio le passioni sono naturali e utili alla vita, poiché ci spingono verso ciò che giova al corpo; il compito della ragione non è distruggerle, ma dominarle e indirizzarle.

  • David Hume: Con una celebre e provocatoria inversione della prospettiva tradizionale, Hume afferma che "la ragione è, e deve solo essere, schiava delle passioni". Per il filosofo scozzese, la ragione da sola non può muovere la volontà umana: sono i desideri e le passioni a fornirci le motivazioni all'agire, mentre la ragione si limita a calcolare i mezzi per ottenerli.

3. La passione come motore della storia e della verità

  • Georg Wilhelm Friedrich Hegel: Nelle sue Lezioni sulla filosofia della storia, Hegel pronuncia una delle definizioni più celebri: "Niente di grande è stato compiuto nel mondo senza passione". Per Hegel, la passione è l'energia individuale e soggettiva con cui gli uomini perseguono i propri scopi. Anche se gli individui pensano di agire per sé, la storia si serve delle loro passioni (la cosiddetta "astuzia della ragione") per realizzare il proprio progresso universale.

  • Søren Kierkegaard: Per il padre dell'esistenzialismo, la passione è la cifra stessa della verità individuale e della fede. La verità non è una dimostrazione logica, ma un'adesione passionale e soggettiva. La fede stessa è definita da Kierkegaard come una "infinita passione accentuata nell'interiorità".

  • Friedrich Nietzsche: Nietzsche fonda il suo pensiero sul concetto di dionisiaco, la passione travolgente, tragica e vitale che affonda le sue radici nell'istinto. La passione non va repressa dalla morale socratica o cristiana, ma integrata e sublimata per dire "sì" alla vita in tutta la sua complessità.


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