sabato 4 maggio 2024

Mondi paralleli (poesia)

 

Lontano dalle piccole idee,
arretro nel mio esistere.

Attraverso i tuoi occhi stendo un ponte sulla tua anima.

Fisso lo sguardo,
attento a cogliere i tuoi frammenti di indecisione.

Nel tempo non misurato, dimentico di me stesso,
e sono dentro di te.

Vedo le tue paure e i tuoi dolori,
mentre i miei occhi umidi si affaticano sulla tua immagine.

D’un tratto l’amor magico s’impone.
Tracotante, scuote il cuor.

Ricorda che la gioia è il suo essere,
 e che la vita è il suo regno.

Lesto, torno da te.

Con abbracci e carezze, ti racconto della mia vita.

Nel perdurar del fiato, invito anche il sole a farci compagnia,
 e la gioia ad aprire i nostri sorrisi.

Furtivamente la mia mano cattura la tua
e al toccar pelle,
scopro che il mio mondo è come il tuo.

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Analisi
Questa poesia descrive un'esperienza di immedesimazione profonda, dove l'amore trasforma il contatto visivo ed emotivo con l'altro in una scoperta di unione e condivisione universale.

Dal distacco all'immedesimazione emotiva
L'incipit segna un allontanamento dalla banalità quotidiana («Lontano dalle piccole idee, arretro nel mio esistere») per entrare in una dimensione di ascolto profondo. 
Lo sguardo diventa uno strumento di connessione spirituale, un «ponte» lanciato verso l'anima dell'altro. Attraverso un'osservazione attenta e priva di giudizio, l'io lirico coglie le fragilità e le esitazioni del partner. In questo stato di fusione («dimentico di me stesso, e sono dentro di te»), il poeta fa proprie le paure e i dolori dell'altro, partecipandovi anche con una forte reazione emotiva e fisica («occhi umidi»).

La forza trasformatrice dell'amore
A rompere la potenziale gravità della sofferenza condivisa interviene l'«amor magico», che si manifesta con una carica travolgente («tracotante, scuote il cuor»). L'amore agisce come un risveglio:

  • Ricorda la vera natura dell'esistenza, legata alla gioia e alla vita.

  • Rompe l'isolamento e spinge l'io lirico a tornare verso l'altro con gesto dinamico («Lesto, torno da te»).

Il ritorno alla realtà e la scoperta dell'affinità
La sezione finale concretizza la fusione spirituale attraverso la tenerezza fisica. Gli abbracci, le carezze e il racconto di sé aprono la relazione a una luce solare e condivisa. Il contatto finale della mano e della pelle rivela la verità profonda della lirica: la scoperta che, al di là delle paure individuali, le due interiorità si corrispondono perfettamente («scopro che il mio mondo è come il tuo»).

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