mercoledì 25 marzo 2026

La crespa pelle (poesia)



Restio al lasciar alito,
son solito dimenar la mente.

Sollevo immagini che vanno oltre le nuvole.
Capir non so se sogno o son desto.

L'imbrunir saluta il sol,
un altro dì s'addormenta.

Sferzo il mio destriero,
inseguir il tempo preme.

La crespa pelle non mi colga
prima che quel sogno non diventi preda.

Vessillo sventola per questa vita
che di mistero s'intrisa.   


Commento

Questa poesia è un vigoroso inno alla tenacia e alla fame di vita, dove l'inquietudine dello spirito si trasforma in una corsa contro il tempo per realizzare i propri sogni prima che la vecchiaia e la fine sopraggiungano.

Il tono è epico, quasi cavalleresco, venato da una lucida consapevolezza della mortalità.

Ecco una lettura dettagliata dei suoi punti chiave:

1. L'Inquietudine dell'Anima e la Fuga nel Sogno

«Restio al lasciar alito, / son solito dimenar la mente. / Sollevo immagini che vanno oltre le nuvole. / Capir non so se sogno o son desto.»

L'incipit svela un’anima ribelle, che oppone resistenza al cedimento o alla resa («restio al lasciar alito»). Questo fermento interiore spinge la mente a un’attività frenetica, capace di proiettare visioni che superano i confini del mondo tangibile («oltre le nuvole»). Si crea così quel confine sfumato e tipicamente poetico tra la veglia e la dimensione onirica.

2. La Corsa contro il Tempo

«L'imbrunir saluta il sol, / un altro dì s'addormenta. / Sferzo il mio destriero, / inseguir il tempo preme.»

La transizione dal giorno alla notte (l'imbrunire) diventa la metafora del tempo che scorre inesorabile. Di fronte al giorno che muore, la reazione non è la contemplazione passiva, ma l'azione: la voce poetica sferza il suo "destriero" (simbolo della volontà, della passione e dell'energia vitale) per mettersi all'inseguimento del tempo che fugge.

3. La Sfida al Decadimento: Catturare il Sogno

«La crespa pelle non mi colga / prima che quel sogno non diventi preda.»

È forse il passaggio più forte e viscerale dell'intera lirica. La "crespa pelle" rappresenta il decadimento fisico, l'invecchiamento. La determinazione è assoluta: il sogno non deve rimanere una vana illusione, ma deve essere conquistato, "braccato" come una preda, prima che il corpo ceda all'usura degli anni.

4. Il Vessillo del Mistero

«Vessillo sventola per questa vita / che di mistero s'intrisa.»

Il finale eleva l'esistenza a una nobile battaglia. La vita, pur nella sua natura incomprensibile e colma di incognite («di mistero s'intrisa»), merita di essere vissuta con orgoglio, issando un vessillo di speranza, grinta e ricerca continua.

In sintesi

Un testo di grande forza dinamica e figurativa. A differenza della rassegnazione, qui prevale la volontà indomita: il tempo sfugge, la carne invecchia, ma finché il "destriero" della mente corre, il sogno rimane una meta da conquistare a tutti i costi.


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