Cullar l'anima mia nel piacer
di mirarti donna,
non trovo sosta.
Il respiro, smarrito,
asseconda l'aria al dimorar nel busto.
Fiato sospetto,
per beltà che viso sparge.
Come d'incanto,
profumi e suoni,
dicon di me che sogno.
Donna,
immagine che Dio accompagna,
sorrisi e dolcezze a te son
dovute.
Tesoro dell'umana specie,
per chi sentir fierezza s'accosta.
Leggiadra la mia mano,
coglier la tua vorrebbe.
Protesa,
immobile al tuo cenno.
Attende il tempo,
al posar il cor mio nel tuo.
Questa poesia si configura come un inno di contemplazione e devozione amorosa, in cui la figura femminile viene innalzata a creatura celeste, capaci di sospendere la realtà e trasportare il poeta in una dimensione quasi onirica.
1. Temi Principali e Chiavi di Lettura
- L'estasi della visione e l'effetto fisico dell'amore: La lirica si apre con il tema della vista ("mirarti"). La bellezza della donna genera un'emozione così intensa da alterare le funzioni vitali: il respiro si smarrisce, si fa "sospetto", teso tra la meraviglia e lo sconcerto di fronte a tanta grazia.
- L'eco stilnovistica e la dimensione divina: La donna non è descritta solo nei suoi tratti fisici, ma come un'"immagine che Dio accompagna" e "tesoro dell'umana specie". Vi è un chiaro richiamo alla tradizione poetica italiana (da Dante a Petrarca), dove la figura femminile fa da tramite tra l'umano e il divino, meritevole solo di "sorrisi e dolcezze".
- La dimensione sensoriale e il sogno: La percezione visiva si espande coinvolgendo gli altri sensi ("profumi e suoni"). L'esperienza amorosa perde la sua aderenza alla quotidianità per diventare incanto e stato di sogno.
- L'attesa e il gesto sospeso: Il finale si concentra sul desiderio di un contatto fisico e spirituale. La mano del poeta è "protesa, immobile al tuo cenno": un'immagine di paziente rispetto e vulnerabilità. L'unione non viene imposta, ma attesa come un posarsi naturale di un cuore nell'altro.
2. Analisi Stilistica e Formale
- Linguaggio e Registro: Il lessico attinge a un registro elevato e lirico, con termini di gusto classico e arcaizzante (mirarti, beltà, leggiadra, cor).
- Ritmo e Struttura: L'uso dei versi liberi e della frammentazione (versi brevi e isolati come "Fiato sospetto", "Protesa", "Donna") crea un ritmo sospeso, che riproduce visivamente e musicalmente il fiato corto e l'esitazione del poeta di fronte alla persona amata.
- Sintassi e Figure: L'anastrofe e le inversioni sintattiche ("Cullar l'anima mia", "sorrisi e dolcezze a te son dovute") conferiscono solennità al discorso, trasformando la poesia in una preghiera d'amore.
Nel complesso, il testo riesce a trasmettere un senso di delicatezza e rispetto profondo: l'amore descritto non è possesso, ma stupore, contemplazione e fiduciosa attesa di reciprocità.

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