mercoledì 3 luglio 2013

Il nostro segreto


 
Sorprendimi amore 
per quel dolcissimo filo teso tra i nostri cuori.

Non hai bisogno di parole per sciogliere in me le tue paure.

Raccoglierò il mondo nelle tue manine
 perchè tu possa esserne padrona.

Vigilerò che non caschi nel nulla.

Ti sosterrò
 se lo scoprirai pesante.

Usalo per disegnare i tuoi desideri.

Inventa amore e disperdilo nell'aria.

Stringi lo straccio che cancellerà il grigio,
così che la tristezza duri per il tempo di riconoscerla.

Sporcati con i colori più belli delle emozioni.

Quando sarai sola,
mi riconoscerai nei tuoi disegni.

Un sorriso 
custodirà il nostro segreto.


martedì 2 luglio 2013

L'anima non può morire

Foto: Grazie per gli auguri!
Vi abbracciò tutti virtualmente!
Baci baci

Fisso l'immagine nel fumo del passato
e sollevar non posso il peso degli antichi ricordi.

Rivedo gioia in quel fresco sentore di pioggia,
che or nulla ripaga della cauta saggezza.

Scorre la scena della corsa senza fiato.

Viso al cielo,
gocce gravide di polline,
corrono tra le pieghe dei giovanili sorrisi.

Anche il respiro si fa greve alla festa dei gentili anni.

Eccomi steso sul prato,
abbraccio il sereno.

Il ruscello rumoreggia accanto,
 racconta i miei ardori.

Le farfalle amano essere inseguite dai miei occhi,
vogliono che indovini il fiore su cui si poseranno.

Che dire di quelle impaurite lucertole!
Le vedo già correre tra i sassi assolati.

Al disincanto,
 il profumo della primavera è ancor vivo.

Nella stretta dell'emozione 
mi adagio nella parte più bella dell'anima
e addormento la ragione.

Credo che l'anima non possa morire.




domenica 30 giugno 2013

Bello impossibile

 
Dobri Dobrev, il barbone che ha donato 40.000€ in beneficenza
Indossa indumenti riciclati e scarpe autoprodotte e trascorre gran parte della sua giornata a chiedere l'elemosina. Dobri Dobrev oggi ha 98 anni, vive in Bulgaria, a Sofia.
Nonostante l'età, la sua parziale sordità e le sue precarie condizioni di vita ha portato a termine una ambiziosa missione: aiutare i più poveri e i più sfortunati.
Dobri Dobrev ha chiesto per anni i soldi ai passanti, arrivando a raccogliere oltre 40 mila euro. Ma per lui non ha tenuto nemmeno un centesimo.
Ha continuato a vivere con la sua piccola pensione statale di 80 euro e ha dato tutto il resto in beneficienza, come contributo per il restauro di chiese e monasteri e, soprattutto, per il pagamento di bollette di acqua e di energia elettrica degli orfanotrofi.
La sua storia toccante, un misto di bontà e di grande fede, sta facendo il giro di internet. Parlano di lui i social network, i blog, i giornali e le televisioni.
L'uomo con la barba, che ha perso gran parte dell'udito durante la seconda guerra mondiale, appare in foto e video, con didascalie che raccontano della sua vita.
Attraversa ogni giorno la città compiendo circa 25 chilometri a piedi. Si sposta dal suo piccolo villaggio alla capitale Sofia, dove spesso entra in chiesa per pregare per tutti coloro che ne hanno bisogno. Per i bulgari, questa non è una novità.
Dobrev è un appuntamento fisso per le strade della capitale, dove molti conoscono il suo nome ma pochi, a quanto pare, sanno che l'elemosina è destinata a progetti più grandi del suo sostentamento.
Certo, qualcuno obietterà che quei soldi donati per il restauro di chiese e monasteri si sarebbero potuti destinare a un'altra causa.
Ma anche i più scettici dovranno riconoscere che spesso la fede consente alle persone di credere in qualcosa di così importante da compiere grandi cose.

X Agosto


Giovanni Pascoli

Anima e corpo sono intimamente legate tra loro e sono così intrecciate che si ha bisogno della consapevolezza per favorire il clima di armonia necessario alla loro coesistenza.

La consapevolezza però non usa gli stessi vestiti, sempre mutevole, si adatta e paga il conto al sommario delle debolezze. 

Le sue numerose avventure intraprese nel tempo, le hanno consentito d'inspessire una corazza protettiva: l'esperienza.

Le ferite al corpo sono quasi sempre visibili e appare ovvio ricorrere alle medicazioni per rimediare. 

La guarigione è una certezza che soltanto ipoteticamente potrebbe essere smentita.

Le ferite all'anima, invece, sono intime e possono apparire ridicole al giudizio esterno. 

Esse  possono trasformarsi in segni di debolezza o, in casi estremi, anche di handicap.

Il risanamento spirituale non è ammesso come tale poichè non è chiara la malattia mentre i sintomi sono evidenti. 

La convinzione più radicata suggerisce che l'anima non è mai malata, al massimo potrebbe essere una indisposizione momentanea in procinto di risolversi. 

Le medicine dell'anima non si vendono in farmacia, non costano denaro e sono disponibili in gran quantità ovunque. 

Queste si trovano nel grande cestello dell'amore e sebbene non abbiano peso, gestirle risulta molto gravoso.

Richiedono una qualità dell'anima raffinata, una sensibilità emotiva sorretta dalla forza dell'empatia.

Provate a leggere la poesia di Pascoli sottostante e mettete alla prova il vostro spirito.

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l'aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l'uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l'uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall'alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d'un pianto di stelle lo inondi
quest'atomo opaco del Male!


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