Non fu
pioggia cadente per l'aria allegra
a
rintristire un cuor appeso.
Il buio
calante non aiutò l'umor triste.
Suoni
lontani,
cadenze di
presagi,
annunciano
la furia del tempo senza viso.
Mesto,
curve le
spalle,
abbandono il
mio corpo.
Indomito,
salgo tra le stelle,
lascio la
luce alle mie spalle.
Cerco il
padrone dei mondi.
Devo
consegnargli il tuo messaggio.
Contiene
delicata dolcezza,
tanta
innocenza,
infinito
amore.
Protetto
dalla fede di chi vuol bene,
lascerò il
piccolo fardello davanti alla somma immagine.
Rimarrò lì,
in attesa dello
sguardo beato.
Ansioso di
restar accecato al brillar di luce fulgida.
Soltanto
allora,
chiuderò
il dono,
e
saetta,
giungerò
a te.
Trepidante,
stringerò le tue mai,
dove
poserò la segreta promessa dell’Eterno.
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Commento
Questo componimento si configura come un vero e proprio viaggio mistico ed epico guidato dall'amore. La poesia si snoda attraverso un movimento ascensionale: parte dalla pesantezza della terra e dalla malinconia per elevarsi verso una dimensione cosmica e divina, spinta unicamente dalla forza di un messaggio d'amore.
L'atmosfera terrestre e il distacco (Le prime tre strofe)
L'incipit stabilisce un clima cupo, dominato da un senso di oppressione: il "buio calante" e i "suoni lontani" funzionano come presagi di un tempo minaccioso ("senza viso"). Di fronte a questa tempesta imminente, il poeta compie un atto di separazione quasi sciamanico o mistico: abbandona il proprio corpo fisico ("mesto, curve le spalle") e lascia che la sua componente spirituale, descritta come "indomita", si stacchi dalla terra per salire tra le stelle, lasciandosi alle spalle la luce terrena.
La missione cosmica e il valore del messaggio (La parte centrale)
L'anima del poeta si fa messaggera e intraprende un viaggio verso il "padrone dei mondi" (il Creatore o una divinità trascendente). Il motivo di questo viaggio non è una richiesta personale, ma la consegna di un bene prezioso: il "messaggio" dell'amata.
- La natura del dono: Il messaggio è un "piccolo fardello" che racchiude valori purissimi: "delicata dolcezza", "innocenza" e "infinito amore".
- La protezione: Questo dono è protetto non da armi, ma dalla "fede di chi vuol bene", ovvero dalla forza pura del sentimento.
L'incontro con il Sacro e il ritorno (I versi finali)
La conclusione tocca vette di grande lirismo visivo e spirituale:
- L'estasi e l'attesa: Il poeta deposita il messaggio davanti alla "somma immagine" e accetta di attendere lo "sguardo beato", desiderando quasi di rimanere "accecato" da una luce divina e fulgida. Questo accecamento è il segno della grazia ricevuta.
- Il ritorno veloce ("e saetta"): Ottenuta la risposta divina, il viaggio di ritorno è immediato e velocissimo. L'anima "chiude il dono" (la risposta o la benedizione ottenuta) e sfreccia indietro verso l'amata.
- La promessa dell'Eterno: Il finale si sigilla in un gesto di profonda intimità e sacralità. Stringere le mani dell'amata per posarvi la "segreta promessa dell'Eterno" trasforma l'amore umano in qualcosa di eterno e benedetto dal Cielo.
Una poesia di grande respiro spirituale, in cui l'amante si fa intercessore tra la terra e il divino, dimostrando che l'amore vero è capace di superare i confini della materia e del tempo.

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