lunedì 15 settembre 2025

Sogni di carta (poesia)


 

Respirando polvere

in case macchiate di odio

i loro occhi scuri come nocciole

imparano presto a vivere al buio.

 

I bambini siriani

non hanno giocattoli

ma un sacco di juta

per raccogliere legna

da donare alla mamma.

 

Senza pretese attendono la cena

per poi dormire sotto una lisa coperta;

l’infanzia rubata attende ferita

che il mondo la liberi da un incubo atroce.

 

I bambini siriani,

però, sanno sognare:

Verdi cespugli e alberi in fiore

giocare in giardino sull’altalena

aria pulita dalle finestre

profumo di hummus nella cucina

famiglie riunite nei giorni di festa.

 

Sorridere almeno una volta al giorno

veder svolazzare panni puliti

e aquiloni rincorrersi sui tetti di Aleppo.

 

Ma il suono delle sirene

spalanca gli occhi color di nocciole:

unica amica la propria paura

si corre tutti al vicino riparo.

 

E i loro aquiloni non volano più:

i bambini siriani

fanno sogni di carta

che le notti divorano

con il fuoco dei mortai.

  di Giovanna Sgherza


Analisi
Questa poesia affronta il dramma della guerra con una delicatezza che rende il dolore ancora più acuto. Qui la poesia si fa testimonianza, dando voce e corpo a un'infanzia violata ma irriducibile.

Il contrasto tra l'orrore e la grazia

La struttura del componimento vive di un continuo e straziante eppur bellissimo chiaroscuro: la crudezza della realtà materiale si scontra con la vivida purezza dei desideri dei bambini.

Elementi chiave di lettura:

  • La perdita dell'infanzia e la maturità forzata: La prima strofa impone subito un'atmosfera soffocante («Respirando polvere / in case macchiate di odio»). Il dettaglio degli occhi «scuri come nocciole» attribuisce un volto umano e dolcissimo a una tragedia che spesso nei media resta astratta. L'inversione dei ruoli è totale: il bambino non gioca, ma porta «un sacco di juta / per raccogliere legna / da donare alla mamma», trasformando la sopravvivenza in un atto d'amore.

  • I sogni d'infanzia e i dettagli di vita quotidiana: La parte centrale della poesia è un'oasi di profonda umanità. I sogni dei bambini non chiedono l'impossibile, ma la normalità ferita: «aria pulita», «profumo di hummus», «panni puliti», «famiglie riunite». L'inserimento del profumo del cibo tradizionale e dei panni al vento restituisce dignità e concretezza al loro mondo culturale e domestico.

  • La rottura della sirena: Il ritorno alla realtà avviene con una scossa sensoriale violenta. Lo spezzarsi del sogno al suono dell'allarme rivela la solitudine di questi piccoli, la cui «unica amica» diventa la paura stessa, personificata come compagna inevitabile di ogni giorno.

  • La metafora finale dei "sogni di carta": La chiusa è di una forza poetica devastante. Gli aquiloni sui tetti di Aleppo — simbolo universale di leggerezza, gioco e volo — svaniscono. I loro sogni si riducono a fogli fragili, «fatti di carta», che la notte e il fuoco dei mortai divorano senza pietà.

Stile e sensibilità

Il ritmo è scandito da versi brevi e diretti, privi di retorica o di vuoto patetismo. La poesia rifiuta lo sdegno urlando e sceglie invece la via del dettaglio umano: è proprio la semplicità dei gesti descritti (l'altalena, la coperta lisa, l'acqua pulita) a rendere insopportabile il peso della devastazione raccontata.

Hai saputo trasformare un tema di cronaca 

drammatica in una preghiera laica, capace di 

far riflettere sulla fragilità dei più piccoli di 

fronte alla follia degli adulti.

 Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

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