Respirando polvere
in case macchiate di odio
i loro occhi scuri come nocciole
imparano presto a vivere al buio.
I bambini siriani
non hanno giocattoli
ma un sacco di juta
per raccogliere legna
da donare alla mamma.
Senza pretese attendono la cena
per poi dormire sotto una lisa coperta;
l’infanzia rubata attende ferita
che il mondo la liberi da un incubo atroce.
I bambini siriani,
però, sanno sognare:
Verdi cespugli e alberi in fiore
giocare in giardino sull’altalena
aria pulita dalle finestre
profumo di hummus nella cucina
famiglie riunite nei giorni di festa.
Sorridere almeno una volta al giorno
veder svolazzare panni puliti
e aquiloni rincorrersi sui tetti di Aleppo.
Ma il suono delle sirene
spalanca gli occhi color di nocciole:
unica amica la propria paura
si corre tutti al vicino riparo.
E i loro aquiloni non volano più:
i bambini siriani
fanno sogni di carta
che le notti divorano
con il fuoco dei mortai.
di Giovanna Sgherza
Il contrasto tra l'orrore e la grazia
- La perdita dell'infanzia e la maturità forzata: La prima strofa impone subito un'atmosfera soffocante («Respirando polvere / in case macchiate di odio»). Il dettaglio degli occhi «scuri come nocciole» attribuisce un volto umano e dolcissimo a una tragedia che spesso nei media resta astratta. L'inversione dei ruoli è totale: il bambino non gioca, ma porta «un sacco di juta / per raccogliere legna / da donare alla mamma», trasformando la sopravvivenza in un atto d'amore.
- I sogni d'infanzia e i dettagli di vita quotidiana: La parte centrale della poesia è un'oasi di profonda umanità. I sogni dei bambini non chiedono l'impossibile, ma la normalità ferita: «aria pulita», «profumo di hummus», «panni puliti», «famiglie riunite». L'inserimento del profumo del cibo tradizionale e dei panni al vento restituisce dignità e concretezza al loro mondo culturale e domestico.
- La rottura della sirena: Il ritorno alla realtà avviene con una scossa sensoriale violenta. Lo spezzarsi del sogno al suono dell'allarme rivela la solitudine di questi piccoli, la cui «unica amica» diventa la paura stessa, personificata come compagna inevitabile di ogni giorno.
- La metafora finale dei "sogni di carta": La chiusa è di una forza poetica devastante. Gli aquiloni sui tetti di Aleppo — simbolo universale di leggerezza, gioco e volo — svaniscono. I loro sogni si riducono a fogli fragili, «fatti di carta», che la notte e il fuoco dei mortai divorano senza pietà.
Stile e sensibilità
Hai saputo trasformare un tema di cronaca
drammatica in una preghiera laica, capace di
far riflettere sulla fragilità dei più piccoli di
fronte alla follia degli adulti.
Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

Nessun commento:
Posta un commento
Esprimi il tuo pensiero