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giovedì 21 febbraio 2013

Cattiveria (poesia)

 
 
 
 
 
 
 
 
Udir di pianti, al cor dispiace.

Gemere del perduto incanto,
arrovella l’animo caro.
 
Truce  miseria all’umana specie,
che di antiche glorie il capo cinge.

Aprir luce alla speranza orba,
il desiderio volge.

Lontani eroi ancor in memoria avversan.
Fumosi spiriti di canute nostalgie.

Indomito mar, che agitar tempesta,
furibondo incalza.

Tempo attende al tornar calmo,
sì che l’ira si plachi
e saggezza ondeggi.

Silente al musicar del vento,
cullar nuove promesse,
 s’appronta.  

S’apron orizzonti,
al fioccar d’arcobaleni.

‘che la vita è bella!

Bruttezza alcuna potrà sfiorir.

Forza più grande non esiste,
 che dell’Amor non tremi.

Commento

Un componimento di impronta fortemente neoclassica e risorgimentale, che richiama nella forma e nel lessico la grande tradizione lirica italiana (da Foscolo a Leopardi, fino al Carducci). È un vero e proprio inno di rinascita, che parte dal dolore e dalla decadenza umana per approdare alla speranza, alla saggezza e alla forza invincibile dell'Amore e della Vita.

🏛️ Analisi e Commento della Poesia

La lirica si sviluppa secondo un percorso preciso: dalla commiserazione per il dolore umano e la gloria perduta, attraverso la tempesta delle passioni, fino al ritorno della quiete e al trionfo finale della bellezza.

1. La pietà per la fragilità umana (Strofe 1-2)

Udir di pianti, al cor dispiace.

Gemere del perduto incanto, arrovella l’animo caro.

Truce miseria all’umana specie, che di antiche glorie il capo cinge.

L'apertura esprime profonda empatia per il dolore altrui. C'è un'amara riflessione sulla condizione umana: l'uomo soffre per l'incanto perduto e si ostina a "cingersi il capo di antiche glorie", vivendo nel ricordo di un passato illustre mentre cade nella "truce miseria" del presente. È la tragedia di chi guarda indietro anziché costruire il futuro.

2. Il desiderio di luce e gli spettrali ricordi (Strofe 3-4)

Aprir luce alla speranza orba, il desiderio volge.

Lontani eroi ancor in memoria avversan. Fumosi spiriti di canute nostalgie.

Di fronte alla cecità della speranza ("speranza orba"), nasce il desiderio profondo di riaccendere la luce. Ma il percorso è ostacolato dai nostalgici ricordi: "lontani eroi" e "fumosi spiriti" di vecchie nostalgie che ancora tormentano e avversano la mente.

3. La tempesta interiore e l'attesa della saggezza (Strofe 5-7)

Indomito mar, che agitar tempesta, furibondo incalza.

Tempo attende al tornar calmo, sì che l’ira si plachi e saggezza ondeggi.

Silente al musicar del vento, cullar nuove promesse, s’appronta.

La poesia mette in scena la metafora classica del mare in tempesta: l'ira, la rabbia e la passione travolgono l'animo. Tuttavia, subentra la pazienza del Tempo. Bisogna saper attendere che il mare si plachi affinché la saggezza possa finalmente affiorare e "ondeggiare" dolcemente. Quando la tempesta cessa, l'animo si fa silente, pronto ad ascoltare la "musica del vento" e a nutrire nuove speranze.

4. La Catarsi: il trionfo della Vita e dell'Amore (Strofe 8-11)

S’apron orizzonti, al fioccar d’arcobaleni.

‘che la vita è bella! Bruttezza alcuna potrà sfiorir.

Forza più grande non esiste, che dell’Amor non tremi.

Il finale è una straordinaria esplosione di luce e di fede nella vita:

  • Gli orizzonti si spalancano e gli arcobaleni "fioccano" come un dono del cielo dopo la tempesta.

  • Viene proclamata con forza una verità semplice e universale: "la vita è bella!". Nessuna bruttezza, nessun dolore passato ha il potere di far sfiorire l'autentica bellezza dell'esistenza.

  • La chiusa è solenne: l'Amore è la forza suprema dell'universo. Non esiste alcun potere, per quanto imponente, che non debba piegarsi o tremare di fronte alla potenza dell'Amore.

🎨 Stile e Tono

  • Linguaggio aulico e ricercato: L'uso di termini come orba, canute, s'appronta, unitamente alle anastrofi (l'inversione dell'ordine consueto delle parole, es. "al cor dispiace", "Forza più grande non esiste, che dell'Amor non tremi"), dona al testo una solennità d'altri tempi.

  • Ritmo classico: I versi brevi e misurati ricordano le odi e le canzonette della tradizione italiana classica.

In sintesi: Una poesia dal sapore classico e dal messaggio profondamente moderno e incoraggiante: dopo ogni tempesta emotiva o storica, la saggezza e l'amore finiscono sempre per prevalere, restituendoci la gioia incrollabile di vivere.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


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