venerdì 10 maggio 2013

Sensibilità affine


Opera di Silla Campanini

Al dir m'arretro,
 arduo è cavalcar parola se l'idea mia è fosca.

All'acuir del bussar del cuore, capisco di risuonar emozioni.

Allor taccio, 
e di me, il tremore fa scena.

Son stupido,
perchè di ragionar non conto.

Lesto, il gentil spirito s'apprende.

per altri canti, il verbo or vola.





giovedì 9 maggio 2013

Buon compleanno, amore mio.




Capita di abbassar la mente 
e far girare il cuore.

Guardi dentro per cercar qualcosa ....

Non trovi oro, nè diamanti e forse, neanche rose.

Ammiri, invece, gentili e semplici fiori colorati.

Ornano tutti i giorni il tuo cuore.

Profumano di sguardi fugaci,
di malcelate attenzioni.

Respirar quella aria che spesso piegano quei gracili fiori,
è un Paradiso nascosto.

Volar come un'ape e posarsi sui splendidi petali a capriccio del dolce,
è riservato soltanto ai Re.












Contrasto


opera di Silla Campanini



Attornio la mente per dar importanza.
Poco importa, se scuro cinge.

Fiorir di bellezza è l'intento mio.
Apparir distinto allieta il cor.

Di stella, mostrar mi vanto,
sì che l'occhio attento il punto scruta.

Caino è  il mirar basso!

Nulla sfugge a gentil anima.

Iridati colori  a gaio seguito, adombrano segni.

Altre figure attendono.
 

mercoledì 8 maggio 2013

Evanescenze



Siamo ciò che la biologia ci costringe ad essere e ci rapportiamo secondo un modello logico codificato dalla stessa biologia e condizionato dalla legge di conservazione della vita: "sopravvivi".
Io prometto di vederti come tu credi di vedermi. 
Non chiedermi come mi vedi perché non potrò dirtelo, nè potrai comprenderlo.

Siamo mondi virtuali che interagiscono attraverso l'energia, intesa questa come stato della materia in continua trasformazione e rimodellamento.

Riporto questa storia che racconta in modo diverso il mio pensiero.
"Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. 
Uno di loro chiese all’altro: 
 - Tu credi nella vita dopo il parto?

- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
 

- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
 

- Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.
 

-Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto.
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
- Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla. 
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora? 
- Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe. 
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista. 
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? ... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora soltanto stiamo preparandoci per essa ..."

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