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Pensieri, intuizioni e riflessioni dedicate allo spirito umano, alla serenità interiore e alla ricerca di un significato più profondo del vivere.

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Sono Luigi Squeo , un ingegnere informatico appassionato di filosofia. Attraverso articoli, racconti e riflessioni condivido idee e strumenti per comprendere meglio noi stessi, coltivare la consapevolezza e affrontare con maggiore serenità le sfide dell'esistenza.

lunedì 8 giugno 2026

Che cos'è lo scetticismo? Pirrone lo spiega a un discepolo



Il sole stava tramontando sulle colline dell'Elide.

L'aria era immobile e il canto delle cicale accompagnava il lento avanzare della sera. 

Pirrone camminava lungo un sentiero sterrato seguito da alcuni giovani discepoli. 

Come spesso accadeva, non stava tenendo una lezione vera e propria. 

Non amava i discorsi solenni né le esposizioni sistematiche. 

Preferiva conversare durante le passeggiate, lasciando che le domande nascessero spontaneamente.

Tra i giovani che lo seguivano vi era Nicarco, uno studente particolarmente intelligente e curioso. 

Da alcuni giorni sembrava tormentato da un problema.

A un certo punto si avvicinò al maestro.

«Pirrone, posso farti una domanda?»

«Puoi farne anche due» rispose il filosofo sorridendo.

«Vorrei capire una cosa. Tu ci inviti sempre a essere prudenti nei giudizi. Dici che dovremmo evitare di proclamare verità definitive. Ma allora come possiamo vivere? Non rischiamo di rimanere paralizzati?»

Pirrone raccolse un piccolo sasso dal sentiero e lo osservò per qualche istante.

«Dimmi, Nicarco. Di che colore è questo sasso?»

Il giovane sembrò sorpreso dalla domanda.

«Grigio.»

«Ne sei sicuro?»

«Certamente.»

Pirrone alzò il sasso verso il sole che stava tramontando.

La pietra assunse riflessi dorati.

«E ora?»

Nicarco esitò.

«Sembra quasi giallo.»

«Dunque è grigio o giallo?»

«Dipende dalla luce.»

«Molte cose dipendono dalla luce» osservò Pirrone.

Continuarono a camminare.

Dopo qualche minuto incontrarono un contadino intento a lavorare un campo. L'uomo salutò rispettosamente il filosofo.

«Buonasera, Pirrone.»

«Buonasera.»

Quando si furono allontanati, il maestro domandò:

«Secondo te quell'uomo è felice?»

«Non lo so.»

«Perché non lo sai?»

«Perché l'ho visto soltanto per pochi istanti.»

«Eppure qualcuno potrebbe guardarlo e dire con sicurezza che è felice.»

«Sì.»

«E qualcun altro potrebbe sostenere che è infelice.»

«Anche questo è vero.»

«Vedi?»

Nicarco annuì prima di domandare: «Maestro, stai dicendo che non possiamo sapere nulla?»

Pirrone scoppiò a ridere.

«No. Sto dicendo qualcosa di molto diverso.»

«Cosa?»

«Che spesso sappiamo meno di quanto crediamo.»

Il gruppo raggiunse un piccolo uliveto. L'ombra degli alberi si allungava sul terreno. Pirrone si fermò accanto a un tronco antico.

«Quando ero giovane» disse, «conobbi un uomo che sosteneva di possedere la verità su ogni cosa.»

«E l'aveva?»

«Naturalmente no.»

«Come lo sai?»

«Perché cambiava idea ogni anno.»

I discepoli risero.

«Ogni volta era assolutamente certo della nuova opinione» continuò Pirrone. «E ogni volta dimenticava quanto fosse stato sicuro della precedente.»

«Capita spesso anche oggi» osservò Nicarco.

«Molto più spesso di quanto immagini.»

Ripresero il cammino. Il sole era ormai quasi scomparso dietro l'orizzonte.

«Dimmi, Nicarco» riprese il maestro. «Hai mai navigato?»

«Sì.»

«Allora sai che da lontano una nave sembra piccola.»

«Certo.»

«Ma quando si avvicina appare molto più grande.»

«Perché la vediamo meglio.»

«Esatto. Ora immagina un uomo che non abbia mai visto una nave avvicinarsi. Potrebbe essere convinto che le navi siano minuscole.»

«Sì.»

«E sarebbe sinceramente convinto.»

«Ma si sbaglierebbe.»

«Appunto.»

Pirrone si fermò e guardò il giovane.

«Il problema non è l'errore.»

«No?»

«No. Perché tutti sbagliano.»

«Allora qual è il problema?»

«La sicurezza con cui difendiamo i nostri errori.»

Nicarco rimase pensieroso. Il gruppo raggiunse una piccola altura dalla quale si vedeva la pianura. Le ultime luci del giorno coloravano il cielo.

«Guarda laggiù» disse Pirrone indicando l'orizzonte.

«Cosa dovrei vedere?»

«Che forma ha la terra?»

«Piatta, da qui.»

«Eppure alcuni sostengono che non lo sia.»

«È vero.»

«Chi ha ragione?»

«Non lo so.»

«Ecco una risposta eccellente.»

Nicarco sorrise: «Non sembra una risposta molto brillante.»

«Lo è più di quanto credi.»

«Perché?»

«Perché riconosce i limiti della tua conoscenza.»

Il giovane rifletté qualche istante: «Maestro, ho l'impressione che tu voglia sostituire la certezza con il dubbio.»

Pirrone scosse il capo: «No. Sarebbe lo stesso errore con un nome diverso.»

«Spiegati meglio.»

«Se dicessi che bisogna dubitare sempre e di tutto, starei proclamando una nuova verità assoluta.»

«Capisco.»

«Io non insegno il culto del dubbio. Insegno la prudenza del giudizio.»

Il vento della sera iniziò a soffiare tra gli ulivi. Per qualche istante nessuno parlò, poi Nicarco pose un'altra domanda.

«Perché gli uomini amano tanto le certezze?»

Pirrone sorrise: «Per la stessa ragione per cui i bambini amano le storie con un finale semplice.»

«Perché?»

«Perché l'incertezza è faticosa.»

«E la certezza è rassicurante.»

«Esattamente.»

Ormai era quasi buio e le prime stelle apparivano nel cielo.

Nicarco guardò il firmamento e disse: «Pirrone, credi che arriveremo mai a conoscere la verità?»

Il filosofo rimase in silenzio per qualche istante.

«Non lo so.»

«Davvero non lo sai?»

«Davvero.»

«E questo non ti inquieta?»

Pirrone osservò una stella che brillava sopra le colline.

«No.»

«Perché?»

«Perché ho smesso da tempo di pretendere dall'universo risposte che forse non è disposto a concedere.»

Il giovane rifletté a lungo.

«Allora la saggezza consiste nell'accettare l'ignoranza?»

«No.»

«E allora in cosa consiste?» domandò Nicarco.

Pirrone riprese a camminare.

«Forse consiste nel continuare a cercare senza trasformare ogni scoperta in un dogma.»

«Come un viaggiatore?»

«Esattamente.»

«Un viaggiatore che non scambia una tappa per la destinazione.»

Pirrone annuì soddisfatto.

«Hai imparato qualcosa oggi.»

«Credo di sì.»

«Cosa?»

Nicarco osservò il sentiero che scompariva nell'oscurità: «Che la verità non è una proprietà da possedere.»

«E allora cos'è?»

Il giovane rispose: «Forse è qualcosa che merita rispetto proprio perché non siamo mai completamente sicuri di averla raggiunta.»

Pirrone non rispose. Dal modo in cui sorrise, però, Nicarco comprese che quella era probabilmente la risposta migliore che avrebbe ricevuto.


*Spunto tratto dal 5^ volume "Lo sguardo nel tempo della filosofia" di Fabio Squeo


"La riflessione è più ricca quando incontra altre riflessioni."

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