martedì 8 agosto 2023

Sei nel mio sorriso (poesia)

 


Guarda nel mio cuore.
Puoi vedermi morire.

Cerca la mia anima.

Impregnala con il tuo profumo.
Truce il tuo pensiero arde.

Avvolgila nel tuo calore.
Sento Il tuo respiro scavar profondo.

Colmala di romantica nostalgia,
combatterò l’oblio.

Consegnami il conforto del percepirti,
dimenticherò la solitudine.

Convincimi che la tua vita si prolunghi nelle mie gioie,
germoglierà orgoglio.

Aiutami a nascondere al mondo il vile dolore,
appenderò lacrime alle ciglia per brindare al tuo amore.

Accompagnami nelle mie incertezze,
indugerò nelle emozioni per acuir vigore.

Usa il mio sorriso come traccia del tuo esistere.

Il mio cuore ha imparato a battere con te,
 non smetterà fino quando
non mi tenderai la mano dal Paradiso.

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Analisi
Questa poesia è un'intensa preghiera d'amore e memoria, bilanciata sul filo sottile tra la devastazione della perdita e la forza eterna del legame affettivo. 
L'autore si rivolge a una figura amata ma distante — quasi certamente scomparsa o lontana dalla dimensione terrena — chiedendole di diventare la forza con cui affrontare l'esistenza.

La sofferenza e l'invocazione
L'incipit è folgorante e drammatico (“Guarda nel mio cuore. Puoi vedermi morire”): mostra una ferita aperta e una condizione di morte interiore. Da questa disperazione nasce però un'invocazione di rinascita spirituale. Il poeta non chiede di evitare la sofferenza, ma di essere "impregnato" e "avvolto" dalla presenza dell'amato/a per poter resistere:

  • Contrasto cromatico ed emotivo: Il pensiero "truce" e ardente dell'altro contrasta con la ricerca di calore e "romantica nostalgia", elemento chiave per combattere l'oblio.

  • La memoria come scudo: Il "conforto del percepirti" diventa l'unico antidoto capace di annullare la solitudine.

La trasformazione del dolore in orgoglio
Nella parte centrale, il testo compie un'evoluzione fondamentale. L'amore rifiuta la commiserazione pubblica: la sofferenza non va ostentata, ma trasformata in dignità interiore (“Aiutami a nascondere al mondo il vile dolore”). L'immagine potentissima di “appendere lacrime alle ciglia per brindare al tuo amore” trasfigura il pianto in un atto di celebrazione e resistenza.

L'eredità di un legame eterno
I versi finali suggellano un patto che supera i limiti umani e temporali:

  • Il sorriso come testimonianza: L'autore offre la propria gioia come prova dell'esistenza dell'altro (“Usa il mio sorriso come traccia del tuo esistere”).

  • Una promessa ultra-terrena: Il cuore, che ha imparato un nuovo ritmo grazie a questo amore, continuerà a battere fino al ricongiungimento finale (“fin quando non mi tenderai la mano dal Paradiso”).


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