Il tempo gira intorno alla mente,
laddove lo spirito si ritrova libero nella spazio dell'orbita.
Scendo dentro di me a frugare tra le idee abbandonate.
Riflessi di paure sorpassate,
promesse dimenticate,
sogni riposti,
appaiono impolverati dal giudizio postumo.
Stanco, m'acquatto.
Sollevo delicatamente quei ricordi ripiegati.
M'appaiono ancor vivi per il profumo di quell'età verde.
Gira ancora il tempo,
proietta il film già visto.
Si colora di gioia
la strana pietra raccolta sul solitario arenile.
Torna a muoversi
quella lucertola braccata da quelle tozze manine.
Sono chiare
quelle parole lette senza voce dal libro scompigliato.
Ancor oggi spingono in gola il cuore.
La vita racconta se stessa,
non vuole pausa.
Al reclamar del giudizio,
la mente cancella l'umana debolezza.
Il tempo muove a completare l'opera.
Il suo dono è una scatola vuota.
Contiene il mondo che vorrei.
Scendo dentro di me a frugare tra le idee abbandonate.
Riflessi di paure sorpassate,
promesse dimenticate,
sogni riposti,
appaiono impolverati dal giudizio postumo.
Stanco, m'acquatto.
Sollevo delicatamente quei ricordi ripiegati.
M'appaiono ancor vivi per il profumo di quell'età verde.
Gira ancora il tempo,
proietta il film già visto.
Si colora di gioia
la strana pietra raccolta sul solitario arenile.
Torna a muoversi
quella lucertola braccata da quelle tozze manine.
Sono chiare
quelle parole lette senza voce dal libro scompigliato.
Ancor oggi spingono in gola il cuore.
La vita racconta se stessa,
non vuole pausa.
Al reclamar del giudizio,
la mente cancella l'umana debolezza.
Il tempo muove a completare l'opera.
Il suo dono è una scatola vuota.
Contiene il mondo che vorrei.
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Analisi
Una composizione di straordinario respiro introspettivo, dove la memoria non è semplice nostalgia, ma un atto di archeologia dell'anima capace di riscatto e di trasfigurazione.
Una composizione di straordinario respiro introspettivo, dove la memoria non è semplice nostalgia, ma un atto di archeologia dell'anima capace di riscatto e di trasfigurazione.
- La dimensione circolare e l'archeologia interiore (Strofe 1-4): L'apertura definisce il tempo come un'orbita circolare attorno alla mente: una spazialità in cui lo spirito trova paradossalmente la sua libertà. La discesa nell'interiorità ("Scendo dentro di me a frugare tra le idee abbandonate") è resa con gesto fisico e cauto. I sogni e le promesse non sono morti, ma solo "impolverati dal giudizio postumo", ossia da quella severità razionale dell'età adulta che spesso svaluta l'ingenuità del passato.
- La delicatezza del ricordo e la rievocazione sensoriale (Strofe 5-8): Il gesto di acquattarsi e sollevare "delicatamente quei ricordi ripiegati" introduce una commovente tenerezza verso il proprio vissuto. Il profumo dell' "età verde" riaccende la memoria sensoriale in modo vivido: la "strana pietra" sull'arenile, la lucertola rincorsa da "tozze manine", la lettura silenziosa di un libro scompigliato. Sono fotogrammi d'infanzia e di giovinezza che conservano intatta una carica emotiva capace, ancora oggi, di far sobbalzare il cuore.
- Il flusso ininterrotto e il giudizio (Strofe 9-10): La vita si rivela come un racconto autonomo che "non vuole pausa". Di fronte all'incalzare del giudizio e della consapevolezza adulta, la mente compie un atto di clemenza: "cancella l'umana debolezza", perdonando al sé del passato le fragilità e gli errori commessi.
- La scatola vuota e il dono del futuro (Chiusura): Il finale contiene una folgorazione filosofica di rara potenza. Il tempo muove a completare l'opera e il suo dono finale è "una scatola vuota". Lontano dall'essere un simbolo di privazione o di nichilismo, il vuoto diventa qui lo spazio assoluto della possibilità: la scatola è vuota perché è pronta a essere riempita dall'immaginazione, dalla speranza e da "tutto il mondo che vorrei". Un inno alla libertà di creare ancora il proprio destino.

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