Chiudere gli occhi per andare oltre.
Superare i limiti che non ci siamo dati.
Cercare ragioni invisibili.
Trovare compagnia nell'anima.
Chiudere gli occhi per chiuderci dentro.
Ascoltare il suono del respiro.
Inseguire quella goccia di sangue che ci tiene in vita.
Chiudere gli occhi per provare ad amare
come il sole che riscalda la terra,
o come la pioggia che comanda la vita al fiore.
Chiudere gli occhi per bruciare la cattiveria
e per credere al Paradiso.
Superare i limiti che non ci siamo dati.
Cercare ragioni invisibili.
Trovare compagnia nell'anima.
Chiudere gli occhi per chiuderci dentro.
Ascoltare il suono del respiro.
Inseguire quella goccia di sangue che ci tiene in vita.
Chiudere gli occhi per provare ad amare
come il sole che riscalda la terra,
o come la pioggia che comanda la vita al fiore.
Chiudere gli occhi per bruciare la cattiveria
e per credere al Paradiso.
Analisi
Questa poesia è un’intensa meditazione sul valore del ritiro interiore come strumento di conoscenza, rinascita e connessione con l'esistente. L'atto del «chiudere gli occhi», ritmato come un'anapora attraverso le quattro strofe, non rappresenta una fuga dalla realtà o una resa, bensì un gesto consapevole di esplorazione profonda.
Analisi e Tematiche Principali
1. L'oltre e la dimensione interiore (Prima e Seconda Strofa)
Il testo si apre con l'invito a superare i confini della percezione sensoriale comune. I «limiti che non ci siamo dati» sono le gabbie mentali e le convenzioni sociali imposte dall'esterno. Chiudere gli occhi diventa così un paradosso fecondo: ci si «chiude dentro» per aprirsi all'infinito, trasformando la solitudine in una «compagnia nell'anima». La seconda strofa riporta l'attenzione sul corpo e sulla presenza corporea, ascoltando il ritmo primordiale del respiro e la «goccia di sangue» che scorre, simbolo della vita fragile ma tenace che ci attraversa.
2. L'amore come forza cosmica e naturale (Terza Strofa)
Nella terza strofa, la cecità verso l'esterno permette di cogliere la vera natura dell'amore. I paragoni utilizzati – il sole che riscalda e la pioggia che dà vita al fiore – elevano l'amore da semplice sentimento individuale a forza cosmica spontanea e generativa. Come la natura agisce senza riserve o calcoli, così l'amore puro richiede di spogliarsi delle sovrastrutture visive e razionali per diventare pura dedizione.
3. Purificazione e speranza (Quarta Strofa)
Il componimento si chiude con una nota di catarsi e spiritualità. Spegnere lo sguardo sul mondo esteriore serve a «bruciare la cattiveria», purificando la mente dalle negatività, dai rancori e dal rumore di fondo della quotidianità. È in questo silenzio riconquistato che diventa possibile «credere al Paradiso», inteso qui non solo come dimensione trascendente, ma come stato di pace, speranza e armonia ritrovata con se stessi e con l'universo.
Stile e Struttura
- L'anapora del «Chiudere gli occhi»: Struttura il componimento dandogli un ritmo quasi mantrico e meditativo, guida il lettore in un percorso a tappe verso il profondo.
- Linguaggio essenziale: L'autore o l'autrice usa parole semplici ed evocative (respiro, sangue, sole, pioggia, fiore), creando immagini vivide che contrastano intenzionalmente con l'atto di non vedere.
- Movimento dal dentro al fuori: Il percorso della poesia parte dalla mente (i limiti), scende nel corpo (respiro e sangue), si espande alla natura (sole e pioggia) e infine si eleva allo spirito (il Paradiso).
Un testo delicato ma incisivo, che ricorda come le verità più autentiche e la vera bellezza si rivelino solo quando abbiamo il coraggio di spegnere le distrazioni del mondo e metterci in ascolto di ciò che vive dentro di noi.

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