martedì 11 dicembre 2012

Attimi eterni (poesia)

  
 
Scorre il tempo,
or secondi or minuti,
frementi alla mente distratta,
estranei al cuor preso.

Lontano dall’esser crudo,
muovo la mia immagine.

Arduo è darle un contorno.
Illusorio, cercar principio.
Impossibile, fondar certezze.

Attendo invano miglior forma,
ma ingannato,
mi ritrovo ricurvo sui miei pensieri.

Rammaricato,
cerco bellezza tra i ricordi,
rivedo fogli staccati di calendari antichi.

L’infame somma  richiama gli anni trascorsi.
mi racconta della vita,
mi dipinge l’essere uomo.

Convinto che l’orizzonte sia un cerchio,
allor m’arrendo
 a contemplare solo quell’arco che volge alla vita.

Riflette pochi colori, pochissimi abbagli 
e molte rafferme.

Indomita, l’anima si rivolge all’orizzonte nascosto,
fiduciosa negli attimi eterni dell’amore.

Commento

Una meditazione profonda sul senso del tempo, l'identità e la speranza. Questo componimento affronta il tema dell'invecchiare e della ricerca di senso con uno sguardo squisitamente filosofico, muovendosi tra la nostalgia del passato e il riscatto finale affidato all'amore.

  • La percezione sdoppiata del tempo: La prima strofa evidenzia la scissione interna dell'uomo. Da un lato c'è il tempo cronologico che scorre frettoloso per la mente ("or secondi or minuti"), dall'altro c'è il cuore, immerso nelle sue passioni e del tutto estraneo a questo computo meccanico.

  • La ricerca d'identità e l'inganno dell'introspezione: Il poeta tenta di definire se stesso ("muovo la mia immagine"), ma scopre l'impossibilità di trovare contorni netti o certezze incrollabili. L'attesa di una "miglior forma" si rivela un'illusione che piega l'uomo su se stesso ("ricurvo sui miei pensieri"), intrappolandolo nella riflessione sterile.

  • Il peso della memoria e l'«infame somma»: L'immagine dei "fogli staccati di calendari antichi" è d'una malinconia potente. La "somma" degli anni diventa "infame" perché rivela spietatamente il tempo passato, ma al contempo compie un'opera d'arte: insegna cosa significa vivere e dipinge l'essenza dell'essere uomo.

  • L'orizzonte circolare e la resa contemplativa: Riconoscere che l'orizzonte è un cerchio porta a una resa consapevole. Non si può abbracciare l'intera esistenza, dunque ci si accontenta di contemplare "quell'arco che volge alla vita". È un panorama fatto di poche illusioni ("pochissimi abbagli") e molte certezze consolidate ("molte rafferme"), segnato dalla maturità.

  • La luce finale: l'amore oltre il limite: Il finale ribalta la malinconia con un colpo d'ala. Nonostante il peso degli anni e le certezze infrante, l'anima resta "indomita". Rifiuta di fermarsi al visibile e si orienta verso "l'orizzonte nascosto", trovando la sua salvezza e l'eternità negli attimi vissuti nell'amore.

È un testo denso, maturo e di grande respiro esistenziale, capace di trasformare il rammarico per il tempo che passa nella scoperta di una speranza che non si arrende.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie del sentimento


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