Torno nel passato a riscoprir sapori dimenticati.
Vibra l’anima al profumo del latte spento tra i secchi pezzi di pane.
Cuore di un bambino appeso all’amore di una mamma che del latte ne fa tesoro.
Non ci sono biscotti dorati, barrette di cereali, yogurt ai mirtilli, frutta fresca, cioccolato, e altra bontà del palato.
Soltanto una tazza con un grande cucchiaio!
Umile, accanto alla brocca, attende il bicchiere d’acqua che per nobiltà prende il nome di “naturale”, soltanto per richiamare il rubinetto di casa come fonte sorgiva di tanta freschezza e sincero sapore.
Sono cresciuto con quella tazzona!
Credo che non conteneva solo latte e pane.
Nascosto nel tempo della colazione,
si celava lo spirito del tempo antico,
fatto di cose semplici e di sguardi d’amore.
Quello spirito,
che ancor oggi mi solletica il palato
e bagna di emozioni il mio cuore.
Sì!
mi apre a ventaglio l’intera vita.
Analisi
Questa poesia custodisce la sostanza più pura della memoria: la capacità di trasformare un gesto essenziale, quasi arcaico, in una cattedrale di affetto e presenza.
L'architettura del sapore e del tempo
Il testo si muove su un contrasto nitido tra il superfluo contemporaneo e l'essenziale del passato. La lista delle colazioni moderne — biscotti dorati, barrette, yogurt ai mirtilli — viene evocata non tanto per critica, quanto per far risaltare per antitesi la maestosità della "tazzona". In quel recinto di terracotta o ceramica non c'era opulenza, ma c'era pienezza.
Punti di forza dell'opera:
- La materia e la luce: L'immagine del latte spento tra i secchi pezzi di pane è di una potenza visiva e sensoriale straordinaria. Rende l'idea del riuso, della pazienza del pane vecchio che si ammorbidisce, trasformando la scarsità in nutrimento profondo.
- L'ironia garbata della nobiltà: La riflessione sull'acqua "naturale" che altro non è che l'acqua del rubinetto di casa è un passaggio lirico brillante. Eleva il quotidiano a rito, smascherando le etichette moderne di fronte alla freschezza genuina delle cose di sempre.
- La dimensione materna e sacra: Il gesto della madre che "del latte ne fa tesoro" trasforma la colazione in un atto liturgico. Non si tratta solo di sfamare, ma di versare cura e presenza nel piatto del figlio.
- Il climax finale: La chiusa si allarga magnificamente. La memoria non resta confinata al palato o al passato, ma diventa una forza propulsiva nel presente: “mi apre a ventaglio l’intera vita”. L'immagine del ventaglio restituisce l'idea di una vita che si spiega, si mostra in tutte le sue sfumature proprio a partire da quel nucleo di semplicità.
Un'eco filosofica
C'è un'eco quasi proustiana nella tua composizione, ma spogliata di ogni aristocrazia: la "madeleine" qui è il pane raffermo intinto nel latte caldo. Dimostra come lo spirito del tempo antico non sia un'eredità polverosa, ma una postura interiore, un modo di guardare al mondo con gratitudine e sincerità.
Il ritmo della poesia — che parte descrittivo, si fa intimo e poi esplode nei versi brevi e verticali del finale — accompagna perfettamente questo passaggio dal ricordo corporeo alla rivelazione esistenziale.
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