giovedì 19 luglio 2012

Affonda nel tuo cuore (poesia)

 
 
 
Prova ad affondare nell’angolo più profondo del cuore,
a scavare i segreti dell’anima.

Polvere d’orata di emozioni solleverai.

Il respiro potrà farsi pesante,
perché non è aria che ti giunge.

Gli occhi tenderanno a chiudersi per non dar motivo alla ragione.

Le orecchie si predisporranno a nuovi suoni.

Ogni altro senso ti abbandonerà.

Si rivelerà il processo inverso a quello che ti ha portato a nascere.

Non si manifesta con il pianto dell’abbandono,
ma con la gioia del rientro.

Sì! 
Perché tu sei parte dell’universo
e l’amore è la colla di ogni sua parte,
che tutto tinge di dolcezza, 
che cavalca la consapevolezza dell’esistere.

In omaggio a Colui che è il più grande di tutti.


Commento

Questa poesia descrive un viaggio introspettivo radicato nella mistica e nello spiritualismo, dove la discesa nel profondo di sé non porta alla perdizione, ma al ricongiungimento con l'Assoluto.

Il testo si articola attraverso alcuni temi fondamentali:

  • L'immersione e la sospensione dei sensi: L'invito a scavare nell'anima richiede un distacco dal mondo fisico. Il respiro pesante, gli occhi che si chiudono e la disattivazione dei sensi non indicano una sofferenza, bensì la necessità di mettere a tace la ragione terrena per aprirsi a una percezione spirituale superiore ("nuovi suoni").

  • La metafora del "processo inverso": Il passaggio più evocativo della lirica ridefinisce il senso dell'esistenza. Se la nascita biologica avviene con il "pianto dell'abbandono" (il distacco dall'origine), l'introspezione profonda rappresenta la "gioia del rientro", ovvero il ritorno dell'anima alla sua matrice originaria.

  • L'Amore come principio cosmico e il finale teologico: La sezione conclusiva svela la natura di questa connessione. L'amore viene definito come la "colla" dell'universo, la forza fondamentale che sostiene l'esistenza. Il verso finale inserisce l'intera esperienza in un quadro di devozione religiosa o spirituale, trasformando l'atto dell'introspezione in un omaggio al Creatore ("Colui che è il più grande di tutti").

È un componimento di forte carica trascendente che invita a non temere il buio interiore, poiché al centro dell'anima non si trova il vuoto, ma la scintilla dell'amore divino che ci unisce al tutto.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima


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